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Intervento del Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna Andrea Soddu al coordinamento nazionale dei CAL E-mail
Lunedì 16 Settembre 2019 10:43

 

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Intervento del Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna  Andrea Soddu al coordinamento nazionale dei CAL

 

 

 

 

Sul funzionamento dei Consigli delle Autonomie Locali è stato detto praticamente tutto, quindi vorrei iniziare proponendo un nuovo ragionamento.

 

Ricordate quando si fumava nei locali pubblici? Tutti ce lo ricordiamo: nei bar, nelle discoteche, nei ristoranti. Ad un certo punto questo fatto divenne intollerabile, sia per sensibilità pubblica che per legge. Oggi se noi andassimo ad un ristorante dopo la nostra riunione e trovassimo la sala invasa dal fumo ci troveremo molto a disagio. Questo cambiamento delle nostre abitudini non è avvenuto in un giorno è avvenuto in vari anni.

Dal punto di vista degli enti locali e della cultura democratica del paese per quanto attiene agli stessi, siamo ancora nella fase in cui si fumava dentro i locali pubblici e dobbiamo arrivare alla fase in cui un domani non si fumerà più. Sarà normale entrare in una sala di un ristorante e non trovare fumo e sarà normale considerare che quando qualcuno accende la sigaretta, questo qualcuno lo guarderemo male.

Oggi viviamo una fase in cui degli enti locali e del loro coinvolgimento nel sistema democratico non importa a nessuno. Attualmente non è un argomento politico e non è al centro dell’attenzione del dibattito. Noi sindaci invece riteniamo che sia centrale per la democrazia, per il bene delle nostre comunità e di conseguenza per il bene dell’Italia. Abbiamo il dovere di costruire un paese in cui il contributo nei meccanismi decisionali e legislativi delle regioni da parte degli enti locali sia fondamentale, dobbiamo arrivare a quella destinazione.

Come si fa? Innanzitutto, secondo me, UPI ed Anci che hanno un peso politico in Italia debbono pretendere con forza, insieme al tavolo del coordinamento dei CAL, che nell’agenda politica del nuovo governo venga inserito un nuovo ragionamento che, partendo dal presupposto che in questo momento le associazioni di Enti Locali incidono poco nei processi decisionali, proponga un nuovo paradigma nel rapporto tra comuni, regioni e stato centrale.

 

Ne beneficerebbe l’assetto democratico del paese perché non è vera democrazia nelle nostre regioni, e quindi nel sistema Italia, quella che non prevede un contributo positivo dei comuni che sono rappresentati dai Consigli delle Autonomie Locali. Abbiamo bisogno, dal punto di vista legislativo, di passare dal meccanismo che conosciamo di autonomia negativa di oggi, ad un ruolo proattivo, positivo e propositivo dei CAL.

In sostanza significa che non può più funzionare che il consiglio regionale, le commissioni o la giunta ci inviano il disegno di legge o il progetto di legge e su quello noi dobbiamo celebrare una messa alla quale non crede nessuno ma dobbiamo essere interpellati per legge nella costruzione delle leggi regionali che riguardano le autonomie locali e dei provvedimenti regionali che riguardano gli enti locali. Solo così il contributo delle autonomie locali sarà cogente, sarà efficace, sarà effettivo.

A nessuno di noi interessa presiedere o partecipare a dei consigli delle autonomie locali che danno dei pareri che sappiamo che andranno nel macinino. A noi interessa portare quella sensibilità comunitaria, data dall’essere l’istituzione più vicina alla gente, in sede di costruzione di tutti i provvedimenti che riguardano gli Enti Locali, attraverso meccanismi di incontri e di intese inter istituzionali sanciti da apposite leggi. Noi sindaci siamo quelli che di più sentono il polso delle comunità, a differenza delle istituzioni regionali che a volte sono troppo distanti.

 

E allora magari avremo leggi diverse, saremo noi a costruire la strada insieme ai consiglieri regionali. Al momento non è così, ci si limita a dare dei pareri non vincolanti su cose già scritte. Quindi secondo me l’azione che dobbiamo fare noi è un’azione di carattere politico perché i consiglieri regionali e i partiti di cui sono espressione questa predisposizione non ce l’hanno. Non ce l’hanno per 1000 ragioni, probabilmente anche perché, un po’ come nella famiglia, anche nella Repubblica, a cedere sovranità siamo restii. Cioè la cessione di sovranità è sempre una cosa delicata, è come quando abbiamo un pater familias che comanda e deve cedere l’azienda ai figli. Molte volte, anche se si tratta dei figli, ci sono delle resistenze ad effettuare questo passaggio, figuriamoci cosa vuol dire ai consiglieri regionali: “adesso ci siamo anche noi e decidiamo con voi”. Non gli piace molto perché significa introdurre più democrazia, significa limitargli i poteri.

Tutto questo come si può fare? Si può fare con dei consigli delle autonomie locali dove non ci sono rimborsi spese, dove non c’è una struttura, dove non c’è una sede, dove sono costretti a fare accordi di collaborazione con Anci perché altrimenti Anci non campa e non campa neanche il consiglio delle autonomie locali? Dove il presidente del CAL della Toscana o del Piemonte si deve pagare il viaggio da solo oppure il presidente del CAL della Liguria deve andare da Ventimiglia a Genova o da La Spezia a Genova in orari compatibili con le riunioni dell’ambito sanitario, della Protezione civile, delle riunioni in prefettura etc… senza una lira e dovendo metterci di tasca? Certo il sindaco di Pisa, il sindaco di Nuoro e il sindaco di Viterbo avranno l’autista e tutta una serie di cose che mettono a disposizione di un progetto più grande ma non è un sistema che regge.

 

La democrazia ha dei costi e a questi bisogna provvedere per preservare l’autonomia degli organi istituzionali, come il nostro: a questo proposito, la Regione Sardegna ad esempio finanzia il Consiglio delle Autonomie Locali e lo fa con 225.000 euro che sono sufficienti a coprire i costi di una struttura, di alcune borse di studio e a pagare i locali per una sede.

C’è una proposta operativa e un dibattito se Anci deve fare la segreteria del Consiglio delle Autonomie Locali, io personalmente sono contrario. Una cosa è Anci, una cosa è il CAL. Il Consiglio delle Autonomie Locali deve essere indipendente anche da Anci o da UPI, perché ci possono essere dei conflitti di interesse. Anci è una sorta di sindacato pubblico dei comuni, ha delle dinamiche politiche che non sfuggono a nessuno mentre il CAL è una sorta di presidenza della Repubblica, è l’organo istituzionale che rappresenta i comuni presso il Consiglio Regionale. Deve essere indipendente e questa indipendenza va garantita, sul piano istituzionale come su quello economico.

Però tornando al nocciolo della proposta, al come fare, i politici dei vari organi e associazioni di autonomie locali devono per forza pretendere al nuovo esecutivo di mettere al centro dell’agenda politica questi argomenti che naturalmente passano anche per cose concrete, come dicevamo prima, che toccano gli aspetti economici e dunque lo status degli amministratori che devono essere messi nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, ma soprattutto volte a affermare la centralità degli enti locali nei meccanismi democratici moderni degli Stati occidentali. Senza questo noi avremmo una democrazia dimezzata perché i centri del potere decisionale sono troppo lontani dai cittadini e dalle loro reali esigenze. La vera democrazia si compie quando si ha un sistema più efficace che prevede il coinvolgimento pieno di chi rappresenta la comunità, ossia dei sindaci e dei presidenti delle province.

 
il consiglio attuale E-mail
Mercoledì 17 Luglio 2019 08:29

A seguito del rinnovo della legislatura regionale, della formazione della Giunta regionale, delle elezioni amministrative del giugno 2019, del decreto del Presidente della Giunta regionale n. 64 del 4 luglio 2019 e del decreto del Presidente della Giunta regionale n. 69 del 19 luglio 2019, il Consiglio delle Autonomie locali risulta cosi composto:

 

Sono componenti di diritto


Sindaco Cagliari

Paolo Truzzu in sostituzione del sindaco uscente Massimo Zedda

Sindaco Sassari

Gian Vittorio Campus in sostituzione del sindaco uscente Nicola Sanna

Sindaco Nuoro

Andrea Soddu,  Presidente 

Sindaco Oristano

Andrea Lutzu che sostituisce Guido Tendas, decaduto per scadenza del mandato (decreto presidente della Regione Sardegna n 64 del 13 luglio 2017

Sindaco Carbonia o Iglesias

Mauro Usai, sindaco di Iglesias

Sindaco Villacidro o Sanluri

Alberto Urpi, sindaco di Sanluri

Sindaco Olbia o Tempio

Giovanni Antonio Addis, vice sindaco di Tempio Pausania che subentra ad Andrea Mario Biancareddu, attuale assessore regionale

Sindaco Tortoli o Lanusei

Davide Burchi, sindaco di Lanusei

 

 

Ai componenti di diritto si aggiungono quattro sindaci eletti nel Collegio unico regionale per i comuni con popolazione superiore ai 10mila abitanti.

 

Stefano Delunas, sindaco di Quartu Sant'Elena,

Luca Carlo Montella (La Maddalena)

Sandro Pili, sindaco di terralba

Maria Paola Secci, sindaca di Sestu

e

24 sindaci eletti, nei rispettivi collegi di appartenenza.

 

Collegio di Sassari

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletto è Gianfranco Soletta (Thiesi) 
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Gianfranco Satta (Tergu) e Sabrina Sassu (Cossoine).

Collegio di Cagliari:

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletto è Salvatore Mattana (Sarroch).
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Stefano Soro (San Nicolò Gerrei) e Alessandra Corongiu (Pimentel)

Collegio di Nuoro:

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletta è Daniela Falconi (Fonni).
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Franco Saba (Ottana) e Gianluigi Littarru (Desulo).

Collegio di Oristano:

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletta è Manuela Pintus (Arborea).
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Lino Zedda (Baradili) e Kamel Hassan Omar Ali (Modolo).

Collegio Carbonia Iglesias:

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletto è Giorgio Alimonda (Portoscuso).
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Mariano Cogotti (Piscinas) e Laura Capelli (Buggerru).

Collegio di Lanusei-Tortolì:

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletto è Salvatore Corrias (Baunei).
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Roberto Uda (Loceri) e Franco Tegas (Talana).

Collegio Sanluri-Villacidro:

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletto è Roberto Montisci (Sardara).
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Francesco Cotza (Setzu) e Fernando Cuccu (Villamar).

Collegio Olbia-Tempio:

  • comuni con popolazione compresa tra i 3.001 e 10mila abitanti l’eletto è Pietro Sircana (Oschiri).
  • Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti sono eletti: Antonio Tirotto (Aglientu) e Antonio Satta (Padru).
 
COMPOSIZIONE UFFICIO DI PRESIDENZA E-mail
Giovedì 29 Luglio 2010 09:55

- ANDREA SODDU, Sindaco di Nuoro, Presidente; in carica

 

- ANTONIO SATTA, sindaco di Padru, vice-presidente vicario; in carica

 

- SALVATORE MATTANA, sindaco di Sarroch, vice-presidente; in carica

 

- LAURA CAPPELLI, sindaca di Buggerru, consigliera ; in carica


- ROBERTINO UDA, sindaco di Loceri, consigliere, in carica

 

 

- GIUSEPPE MORGHEN, gia sindaco di Sorso è decaduto per termine del mandato nel mese di giugno;

 

- ANITA PILI, già sindaca di Siamaggiore,  ha presentato le dimissioni, decadendo dalla carica, a seguito della nomina di assessore dell'attuale Giunta Regionale;

 

 

 


 
Conferenza di chiusura del progetto CLISEL E-mail
Martedì 25 Giugno 2019 10:10

 

Cagliari Aula Magna Maria Lai, Via Aurelio Nicolodi 104, Cagliari, giovedi 27 giugno alle ore 16,00

 

Sardegna regione pilota per l’UE su sicurezza, clima e migranti

 

Che cosa hanno a che vedere cambiamento climatico e migranti? Ce lo spiega un progetto europeo Horizon2020 denominato CLISEL, acronimo di Clima e sicurezza con gli enti locali, volto a studiare come i comuni possono fronteggiare le migrazioni umane causate dal cambiamento climatico. L'Unione Europea ha scelto i 377 Comuni sardi per elaborare un modello pilota per gestire le future sfide poste dalle migrazioni causate dal cambiamento climatico. “Con questo progetto la Sardegna è diventata un caso pilota su tematiche cruciali per il territorio e i cittadini. Il cambiamento climatico causa continui arrivi di migranti sulle nostre coste che necessitano di azioni coordinate e di un adeguato sistema di governance guidato dagli enti locali” precisa la professoressa Ruggiu che coordina il progetto per l'Università di Cagliari con la partnership del Consiglio delle autonomie locali, del World Trade Institute dell’Università di Berna, l’Università di Lancaster, e il Laboratorio ambientale di Stoccolma.

Clisel ha indagato per l’Europa sugli impatti che le migrazioni per cause climatiche potrebbero apportare alla sicurezza, partendo dal livello di governo più vicino ai cittadini. Il progetto aiuta a capire come i Comuni percepiscono il fenomeno, quali sono le loro esigenze e le loro soluzioni. Tali soluzioni che sono state e saranno ancora portate in Europa sotto forma di raccomandazioni e linee guida e hanno aiutato i comuni sardi ad acquisire coscienza che la governance multilivello e le politiche di prossimità possono essere fonti di indirizzi più generali e globali.

I risultati finali del progetto verranno presentati a Cagliari il 27 giugno alle h. 16,00 presso l’Aula magna di Giurisprudenza.

scarica il programma 

 
SARDEGNA - DIGITALIZZAZIONE E FUTURO E-mail
Martedì 25 Giugno 2019 09:54

 

 

Gentilissime e gentilissimi , vi ricordiamo che mercoledì 26 giugno si terrà la giornata d’apertura del progetto “Sardegna, digitalizzazione e Futuro”, ideato dal Consiglio delle Autonomie locali e dalla Associazione Focus Europe, laboratorio Progettuale per l'integrazione Europea L'appuntamento è alle ore 11:00 in Cagliari Via San Salvatore da Horta, 2, presso la fondazione Sardegna che finanzia l’iniziativa. SARDEGNA - DIGITALIZZAZIONE E FUTURO. MERCOLEDI' 26 GIUGNO ORE 11.00 - FONDAZIONE DI SARDEGNA - VIA SAN SALVATORE DA HORTA 2 - CAGLIARI. Organizzata dal Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna e dalla Associazione Focus Europe Laboratorio Progettuale per l'integrazione Europea, grazie al sostegno finanziario della Fondazione di Sardegna, la Conferenza dibattito sul tema "Sardegna - Digitalizzazione e Futuro", partirà dalle conclusioni e valutazioni del prof. Luciano Monti, Docente di Politiche dell'Unione Europea presso l'Università LUISS Guido Carli di Roma, che saranno messe a disposizione della Fondazione di Sardegna e della rete degli enti locali della Sardegna, con l'obiettivo di favorire uno sviluppo digitale sostenibile per affrontare le sfide tecnologiche e sociali del futuro. Il punto di partenza della presentazione dello studio e la relativa conferenza, nella quale interverranno Graziano Milia Responsabile Relazioni Esterne della Fondazione di Sardegna, Andrea Soddu Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna e Giuseppe Cappai Presidente della Associazione Focus Europe, sarà la ricerca e l'analisi dei principali dati socioeconomici in grado di perimetrare l'impatto della digitalizzazione sull'economia e sulla società sarda in relazione anche a fattori esogeni (trend nazionali e europei) ed endogeni (grado di innovazione della Regione, i suoi ritardi strutturali, il suo attuale grado di sviluppo e le priorità declinate dalla amministrazione regionale per la crescita intelligente S3 programmata per il settennio 2014-2020). Obiettivi specifici della conferenza saranno: a) rafforzare la conoscenza delle migliori pratiche europee in termini di e-government, digitalizzazione della pubblica amministrazione e servizi offerti ai cittadini. b) analisi degli effetti della digitalizzazione in Sardegna sia in termini di opportunità che di rischio, facendo riferimento ai ritardi infrastrutturali alle potenzialità del capitale umano residente e al tessuto industriale. c) analizzare l'impatto della digitalizzazione sul mondo del lavoro e sullo sviluppo sardo in riferimento ai più recenti studi sull'impatto della digitalizzazione e dell'automazione sulle professioni e sulle nuove competenze richieste.

 

locandina_sardegna_digitalizzazione_e_futuro

 
LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA E-mail
Mercoledì 17 Aprile 2019 08:52

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA E-mail
Mercoledì 17 Aprile 2019 08:52

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
VOT EU - Vota per l'Europa. Incontro all'auditorium "Giovanni Lilliu" E-mail
Giovedì 11 Aprile 2019 13:40

 

 

CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

Ufficio di Presidenza

 

Si è tenuto stamane presso l’Auditorium dell'ISRE il convegno “Vote Eu” organizzato dal Consiglio delle autonomie locali della Sardegna in collaborazione con Focus Europe e ANCI Sardegna.

 

All'evento hanno preso parte il presidente del CAL Andrea Soddu, , il presidente di ANCI Sardegna, Emiliano Deiana, il direttore di Focus Europe e project mangare di “Vote Eu” Fabio Roccuzzo e le professoresse Gabriella Ferranti e Maria Cristina Carta, docenti del dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Sassari.

L’incontro ha visto la presenza degli studenti delle ultime classi delle scuole superiori cittadine e di quelli del consorzio universitario nuorese, un’iniziativa voluta da CAL e Focus Europe per sensibilizzare i più giovani sulle opportunità che arrivano dall’Unione Europea e sull’importanza del voto del 26 maggio per il rinnovo dell’assemblea di Bruxelles.

Nel corso del suo intervento il presidente Andrea Soddu ha ricordato ai ragazzi che l’Unione Europea nasce dopo una serie di conflitti bellici, l’ultimo la seconda guerra mondiale, che avevano impoverito il vecchio continente economicamente e dal punto di vista valoriale. L'Europa era divisa da limiti invalicabili e da egoismi nazionali.

 

“All’indomani della fine della guerra, grandi statisti provenienti da tutto il continente si sono riuniti per dare vita ad un cambiamento epocale nel segno dell'abbattimento delle frontiere, della condivisione e della multiculturalità. Hanno costruito un sogno che è il periodo di pace che stiamo vivendo in Europa da 75 anni, un continente senza frontiere che oggi possiamo girare liberamente arricchendoci reciprocamente delle peculiarità di ogni stato membro. Siamo un unico popolo di oltre 600 milioni di abitanti.”

“Certo, – ha detto Soddu – non mancano le criticità ma sta a noi risolverle restituendo alle politiche comunitarie un ruolo centrale per far sì che il nostro continente non sia l'Europa dei burocrati e delle multinazionali e nemmeno quella degli egoismi di questo o quel paese. Da 40 anni abbiamo la grande opportunità di poter scegliere direttamente i nostri rappresentanti nelle sedi europee, sfruttiamo questa occasione, il nostro futuro dipende in maniera determinante da ciò che si decide a Bruxelles. Poter votare è stata una grande conquista che per la quale i nostri nonni hanno dato la vita.”

 

Emiliano Deiana nel suo intervento entra nello specifico della realtà sarda e del rapporto dell’isola con l’Europa: “La Sardegna riceve dalla UE più di quanto dà, è un dato di fatto. Eppure queste risorse non sono state spese bene tant'è che la Sardegna per i parametri europei è una regione sottosviluppata e lo è perché chi ha governato non ha saputo cogliere al meglio le occasioni fornite dall’Europa. La nostra isola nei prossimi anni avrà più risorse per mettersi al passo con le altre realtà però è nostro dovere selezionare una classe dirigente all'altezza e il voto alle Europee è un'occasione molto importante.”

 

 

Fabio Roccuzzo si sofferma sul dato dell’affluenza: “ in 40 anni, da quando è stata istituita l’elezione diretta dei parlamentari europei, in Italia abbiamo perso 35 punti percentuali, si è perso interesse verso la politica in generale e in particolare su quelle comunitarie. La speranza è di ripartire proprio dai giovani che si presenteranno per la prima volta ad un appuntamento elettorale strategico per il loro futuro.”

 

“Per cambiare le cose in Europa è necessario creare cittadini consapevoli – ha detto la professoressa Ferranti rivolgendosi ai ragazzi delle scuole – e in questo la scuola e l'università hanno un ruolo fondamentale nel formare le generazioni del futuro. Il parlamento europeo è l’istituzione più importante, quella che sta sopra i governi nazionali, votare è un vostro diritto e un vostro dovere ma è soprattutto un gesto che vi rende protagonisti nella nostra società perché è votando che potrete determinare il vostro futuro attraverso i rappresentanti che avete scelto.” La docente ha mostrato ai ragazzi il video di un parlamentare scozzese particolarmente preoccupato per gli effetti che la Brexit potrebbe avere sul Regno Unito, una scelta che in Gran Bretagna è tutt’ora oggetto di discussione con una larga fetta della popolazione che vorrebbe fare marcia indietro rispetto agli esiti del referendum del 19 giugno del 2017.

 

In rappresentanza degli amministratori locali è intervenuta la sindaca di Fonni che ha sottolineato l’importanza degli appuntamenti di formazione che i sindaci del CAL hanno vissuto di recente presso il parlamento Europeo.

 

È stato un incontro molto partecipato con numerosi interventi degli studenti del Consorzio Universitario Nuorese e di quelli delle scuole superiori che hanno esposto le proprie speranze e aspettative sull’ Unione Europea evidenziando anche i malfunzionamenti e le criticità di un’istituzione comunque indispensabile.

 
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