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LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA E-mail
Mercoledì 17 Aprile 2019 08:52

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA E-mail
Mercoledì 17 Aprile 2019 08:52

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
VOT EU - Vota per l'Europa. Incontro all'auditorium "Giovanni Lilliu" E-mail
Giovedì 11 Aprile 2019 13:40

 

 

CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

Ufficio di Presidenza

 

Si è tenuto stamane presso l’Auditorium dell'ISRE il convegno “Vote Eu” organizzato dal Consiglio delle autonomie locali della Sardegna in collaborazione con Focus Europe e ANCI Sardegna.

 

All'evento hanno preso parte il presidente del CAL Andrea Soddu, , il presidente di ANCI Sardegna, Emiliano Deiana, il direttore di Focus Europe e project mangare di “Vote Eu” Fabio Roccuzzo e le professoresse Gabriella Ferranti e Maria Cristina Carta, docenti del dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Sassari.

L’incontro ha visto la presenza degli studenti delle ultime classi delle scuole superiori cittadine e di quelli del consorzio universitario nuorese, un’iniziativa voluta da CAL e Focus Europe per sensibilizzare i più giovani sulle opportunità che arrivano dall’Unione Europea e sull’importanza del voto del 26 maggio per il rinnovo dell’assemblea di Bruxelles.

Nel corso del suo intervento il presidente Andrea Soddu ha ricordato ai ragazzi che l’Unione Europea nasce dopo una serie di conflitti bellici, l’ultimo la seconda guerra mondiale, che avevano impoverito il vecchio continente economicamente e dal punto di vista valoriale. L'Europa era divisa da limiti invalicabili e da egoismi nazionali.

 

“All’indomani della fine della guerra, grandi statisti provenienti da tutto il continente si sono riuniti per dare vita ad un cambiamento epocale nel segno dell'abbattimento delle frontiere, della condivisione e della multiculturalità. Hanno costruito un sogno che è il periodo di pace che stiamo vivendo in Europa da 75 anni, un continente senza frontiere che oggi possiamo girare liberamente arricchendoci reciprocamente delle peculiarità di ogni stato membro. Siamo un unico popolo di oltre 600 milioni di abitanti.”

“Certo, – ha detto Soddu – non mancano le criticità ma sta a noi risolverle restituendo alle politiche comunitarie un ruolo centrale per far sì che il nostro continente non sia l'Europa dei burocrati e delle multinazionali e nemmeno quella degli egoismi di questo o quel paese. Da 40 anni abbiamo la grande opportunità di poter scegliere direttamente i nostri rappresentanti nelle sedi europee, sfruttiamo questa occasione, il nostro futuro dipende in maniera determinante da ciò che si decide a Bruxelles. Poter votare è stata una grande conquista che per la quale i nostri nonni hanno dato la vita.”

 

Emiliano Deiana nel suo intervento entra nello specifico della realtà sarda e del rapporto dell’isola con l’Europa: “La Sardegna riceve dalla UE più di quanto dà, è un dato di fatto. Eppure queste risorse non sono state spese bene tant'è che la Sardegna per i parametri europei è una regione sottosviluppata e lo è perché chi ha governato non ha saputo cogliere al meglio le occasioni fornite dall’Europa. La nostra isola nei prossimi anni avrà più risorse per mettersi al passo con le altre realtà però è nostro dovere selezionare una classe dirigente all'altezza e il voto alle Europee è un'occasione molto importante.”

 

 

Fabio Roccuzzo si sofferma sul dato dell’affluenza: “ in 40 anni, da quando è stata istituita l’elezione diretta dei parlamentari europei, in Italia abbiamo perso 35 punti percentuali, si è perso interesse verso la politica in generale e in particolare su quelle comunitarie. La speranza è di ripartire proprio dai giovani che si presenteranno per la prima volta ad un appuntamento elettorale strategico per il loro futuro.”

 

“Per cambiare le cose in Europa è necessario creare cittadini consapevoli – ha detto la professoressa Ferranti rivolgendosi ai ragazzi delle scuole – e in questo la scuola e l'università hanno un ruolo fondamentale nel formare le generazioni del futuro. Il parlamento europeo è l’istituzione più importante, quella che sta sopra i governi nazionali, votare è un vostro diritto e un vostro dovere ma è soprattutto un gesto che vi rende protagonisti nella nostra società perché è votando che potrete determinare il vostro futuro attraverso i rappresentanti che avete scelto.” La docente ha mostrato ai ragazzi il video di un parlamentare scozzese particolarmente preoccupato per gli effetti che la Brexit potrebbe avere sul Regno Unito, una scelta che in Gran Bretagna è tutt’ora oggetto di discussione con una larga fetta della popolazione che vorrebbe fare marcia indietro rispetto agli esiti del referendum del 19 giugno del 2017.

 

In rappresentanza degli amministratori locali è intervenuta la sindaca di Fonni che ha sottolineato l’importanza degli appuntamenti di formazione che i sindaci del CAL hanno vissuto di recente presso il parlamento Europeo.

 

È stato un incontro molto partecipato con numerosi interventi degli studenti del Consorzio Universitario Nuorese e di quelli delle scuole superiori che hanno esposto le proprie speranze e aspettative sull’ Unione Europea evidenziando anche i malfunzionamenti e le criticità di un’istituzione comunque indispensabile.

 
Comuni: in arrivo 11 mln per quelli montani E-mail
Mercoledì 13 Marzo 2019 12:12
Il Governo stanzia 11 milioni per favorire lo sviluppo delle zone interne del paese, tra i beneficiari anche dei comuni sardi che in forma singola o associata, hanno presentato dei progetti che saranno finanziati con i fondi inseriti nel decreto firmato dai ministri  Tria, Stefani e Salvini.
Come riferisce l'ANSA, ai comuni montani andranno 11 milioni di euro per finanziare iniziative di sostegno alle attività  commerciali e consentire di implementare servizi a favore del terzo settore. I finanziamenti sono per Piemonte, Valle d'Aosta,Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise,  Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna.  I fondi sono stati stanziati con un decreto firmato dai ministri  per gli Affari regionali e le Autonomie, Erika Stefani,  dell'Interno, Matteo Salvini e dell'Economia e delle finanze, Giovanni Tria.     "Si tratta di un aiuto concreto per incentivare le piccole imprese locali" dice il titolare del Viminale. "Tra gli obiettivi, intendiamo aumentare anche i servizi di trasporto che possono rivelarsi un volano per le attività commerciali".      Sono stati selezionati 407 progetti presentati da comuni e unioni di comuni sull'intero territorio nazionale, di cui 18 pluriennali e ben 389 annuali. L'investimento è pari a 11.197.867 euro, che pesca nel Fondo integrativo per i comuni montani.     I comuni destinatari dei finanziamenti sono quelli classificati come interamente montani, secondo l'elenco Istat. I progetti finanziabili riguardano lo sviluppo socio-economico delle aree per contrastare l'abbandono delle aree montane; in particolare incentivando le offerte commerciali comprendenti servizi diversi, le attività di consegna a domicilio e l'implementazione dei servizi di trasporto. 
 
Il progetto CLISEL al comitato delle regioni E-mail
Lunedì 28 Gennaio 2019 15:52

 

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CLISEL al Comitato delle Regioni - Il progetto che vede il Consiglio delle Autonomie Locali fra i partner del progetto Horizon 2020, coordinato dall'Università di Cagliari, è stato invitato a presentare un contributo alla fase istruttoria di un parere sul futuro delle politiche climatiche della UE.

Di particolare importanza è la posizione dell'istituzione che rappresenta in Europa Regioni ed Enti locali sulle prossime scelte in campo energetico e sulla cosiddetta transizione alla neutralità energetica. Nel corso dell'istruttoria è stata evidenziata la centralità delle autonomie locali nel processo verso un nuovo approccio al clima e all'ambiente. Tra le priorità emerse, il concetto di Equità energetica, secondo il quale le azioni che porteranno alla transizione alla neutralità energetica non peseranno sui 50 milioni  di cittadini "poveri energeticamente" (si intendono per tali i cittadini che hanno estrema difficoltà nel procurarsi l'energia necessaria per un esistenza dignitosa ed equa).  La professoressa Ilenia Ruggiu dell'Università di Cagliari, coordinatrice del progetto CLISEL, ha presentato  i risultati di un questionario che ha coinvolto i sindaci sardi sulle tematiche dei cambiamenti climatici e della sicurezza nelle comunità territoriali. Dall'esposizione è emersa la diffusa consapevolezza dei cambiamenti in atto e della carenza di strumenti in disponibilità degli amministratori locali per affrontare la resilienza e la costruzione di competenze e politiche attive di contrasto al riscaldamento globale.

 

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Seduta congiunta Consiglio Regionale - CAL sulla Manovra Finanziaria E-mail
Giovedì 06 Dicembre 2018 17:34

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CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

 

 

Si è tenuta stamane presso l'aula consiliare di via Roma, la seduta congiunta del Consiglio Regionale della Sardegna e del Consiglio delle Autonomie Locali in vista dell'inizio della discussione riguardante la Manovra Finanziaria Regionale del 2018.

 

Dopo il saluto e l'intervento del Presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, è intervenuto il presidente del CAL Andrea Soddu che ha dichiarato: “Per noi la seduta congiunta in vista della discussione della legge finanziaria è sempre una buona occasione per fare un test dei rapporti tra consiglio ed enti locali, l'incontro di oggi è l'ultimo con questa legislatura e dunque è tempo di bilanci e di auspici per quello che sarà il prossimo Consiglio Regionale che si insedierà tra qualche mese dopo le elezioni.

 

Ha ragione il presidente Ganau a dire che sono stati messi in atto molti strumenti che migliorano la vita delle comunità, penso al piano LavoRAS, pur con le sue lungaggini burocratiche, e al REIS che ha l'attitudine di dare risposte concrete ai cittadini meno abbienti. Di fondamentale importanza è anche la misura pluriennale adottata per far fronte ai debiti dei Comuni, una delle questioni più sentite, soprattutto per quelle amministrazioni più esposte.

 

La finanziaria va incontro alle esigenze degli Enti Locali sotto molti punti di vista ma resta l'annosa questione del Fondo Unico che sarebbe dovuto aumentare in proporzione all'aumento delle entrate secondo quanto disciplinato dalla legge. Le risorse del Fondo Unico sono vitali per noi comuni perché ci permettono di poter programmare e dare risposte immediate ai cittadini, abbiamo chiesto alla Regione un confronto sull'entità delle risorse mancanti, chiediamo che quel tavolo si rimetta presto al lavoro.

 

Questa Giunta e questo Consiglio sono a fine mandato, tra qualche mese ci saranno le elezioni, il prossimo Consiglio Regionale, a prescindere dalla sua composizione, è atteso da una grande sfida che è quella di un diverso rapporto tra organi istituzionali con la Regione che dimagrisce a vantaggio dei Comuni e degli Enti Intermedi, serve una spinta decentrativa che assegni maggiori competenze e risorse, ma anche responsabilità agli Enti Locali.

Siamo stati tutti vittime della legge Delrio, su questo fronte bisognerà investire nel futuro e il dovere del prossimo governo regionale sarà disegnare una riforma della Regione e degli Enti Locali che restitusca ai sindaci e ai consigli comunali un ruolo da protagonisti.”

 

“Un aspetto che volevo portare all'attenzione di questa assemblea – ha proseguito Soddu - è quello delle indennità dei sindaci: nell'ultima tornata amministrativa 5 degli 8 paesi che non hanno presentato liste in tutta Italia sono in Sardegna e questo è dovuto anche alle indennità, trattamenti economici antidemocratici a mio avviso, soprattutto per i piccoli paesi. Si vada verso la valorizzazione del ruolo del sindaco, altrimenti non troveremo più nessuno che vorrà prendersi questa responsabilità”

 

 

Alla seduta sono intervenuti anche alcuni sindaci del Consiglio delle Autonomie Locali: il primo che ha preso la parola è stato il sindaco di Sassari, Nicola Sanna che ha voluto toccare l'aspetto delle riforme istituzionali, bloccato dagli eventi referendari di due anni fa ma che va ripreso in mano “le riforme sono necessarie, il blocco a seguito dei risultati del referendum hanno condizionato pesantemente la vita degli Enti Locali, occorre che il processo riformista riparta ispirato dal principio del trasferimento di poteri dalla Regione ai comuni. La Regione ha fatto tanto sul piano della programmazione ma si deve decentrare per poter guadagnare in efficienza”

 

Il sindaco di Quartu Stefano Delunas mette l'accento sulla sanità e sul terzo settore: “abbiamo bisogno di maggiori risorse economiche e umane per far fronte alle politiche di welfare, sarebbe importante poter stabilizzare il personale dei comuni, soprattutto nel settore dei servizi sociali. La Regione veda noi sindaci come una risorsa, ogni giorno dimostriamo di saper lavorare in rete”

 

 

Per Daniela Falconi, sindaca di Fonni: “Questa è la terza seduta a cui partecipo, un confronto utile, non solo simbolico. L'anno scorso ci eravamo lasciati con una richiesta di maggior attenzione per il Fondo Unico e che venisse rispettata la sua legge istitutiva che prevede l'aumento delle risorse in proporzione all'aumento delle entrate. Non è successo nulla, lo riproponiamo come richiesta quest'anno. Confido che si recuperi il divario tra quanto stanziato e quanto realmente spettante. Abbiamo bisogno di quei soldi per far fronte, per fare un esempio, alle criticità legate al rischio idrogeologico. Salvaguardare l'autonomia dei nostri comuni è un dovere della Regione, senza risorse questa è a forte rischio. Si usi il modello della programmazione territoriale legate ai fondi europei, abbiamo deciso insieme.

 

Il trasferimento di risorse dalla regione ai comuni è al centro dell'intervento di Laura Cappelli, sindaca di Buggerru: “la regione deve capire che il primo soggetto da semplificare è essa stessa. Vanno adeguate le risorse ai comuni per svolgere al meglio il proprio ruolo. La vera sfida che devono cogliere la giunta e il consiglio è quella di dare pari dignità ai territori a partire dalla disciplina del territorio dove si deve tenere conto delle differenze e delle complessità delle diverse zone dell'isola.”

 

Manuela Pintus (Arborea) chiede un diverso approccio nella gestione del rischio idrogeologico e dell'allerta meteo:”Per il mio territorio questo è stato un anno molto difficile, le nostre aziende ne hanno risentito molto. Non possiamo concentrare tutte le nostre risorse sulle allerte meteo, serve una migliore politica di prevenzione del rischio, bisogna avere il coraggio di farlo subito. Non siamo in grado di garantire la sicurezza delle persone, abbiamo sopperito grazie a impegno di vigili del fuoco e forestale ma non so se saremo in grado di farlo in futuro.

Servono misure di supporto ai consorzi di bonifica.”

 

Ha quindi preso la parola il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. In apertura il primo cittadino del capoluogo ha voluto evidenziare le difficoltà dei comuni nell'erogazioni dei pagamenti delle misure delle leggi 20 e 162: “abbiamo difficoltà a saldare le ultime mensilità, qualcuno ci riesce anticipando risorse comunali ma non tutti ne hanno le possibilità, solo a Cagliari mancano 550.000 euro”. Zedda riprende il punto delle indennità degli amministratori: “bisogna fare qualcosa, non si può mortificare il ruolo di chi si prende questa grossa responsabilità, i frutti di questo disinteresse nei confronti dei sindaci lo si vede poi nelle tornate elettorali dove non vengono presentate le liste o ne viene presentata una sola. Siamo ai livelli di quelle regioni dove sono le organizzazioni criminali a scoraggiare l'impegno politico.” Nel suo intervento il primo cittadino cagliaritano ha spaziato dalla questione dei lavoratori stagionali, con gli imprenditori messi in ginocchio dal decreto dignità, al rapporto comuni/regione che non può essere normate da leggi di oltre 40 anni fa che andavano bene per quel contesto storico, passando per la legge urbanistica che deve essere discussa con famiglie e imprese. Chiusura per le questioni fiscali con la proposta di una vertenza entrate con lo stato, colpevole di aver tolto 300 milioni all'anno ai comuni dal 2013, Zedda elogia la regione per l'impegno nella tassazione di famiglie e imprese.

 

L'ultimo intervento è del vicepresidente del CAL, Antonio Satta che sui rapporti tra Enti Locali e Regione si rifà all'impostazione data dal presidente Soddu e dagli altri colleghi “Sono stato ispiratore della legge 25, un buon testo che normava in maniera equa i rapporti tra la Regione e i comuni, purtroppo è stata cancellata ma lo spirito deve essere quello di dare alla Regione un ruolo di indirizzo e controllo e ai comuni la gestione delle risorse. Si deve fare tanto anche per snellire i processi burocratici che spesso ostacolano la programmazione.

In conclusione ringrazio i consiglieri regionali Meloni, Satta, Zanchetta e Fasolino per aver presentato il disegno di legge volto alla costituzione della provincia del nordest esaudendo quella che è la volontà di tutti i comuni della Gallura che hanno necessità di avere un ente intermedio con cui rapportarsi. Auspico arrivi presto l'approvazione del Consiglio, spero all'unanimità.”.Sulla questione trasporti, Satta lancia la proposta di un ritorno al volo Olbia-Cagliari: “un'intuizione geniale dell'Aga Khan che aveva risolto un grosso problema di mobilità interna per gli abitanti del nord Sardegna”.

 

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COMUNICATO ANCI SARDEGNA - CAL SU MANOVRA DI BILANCIO 2019-21 E-mail
Giovedì 04 Ottobre 2018 07:46
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Ieri mattina le rappresentanze unitarie di Anci Sardegna e Consiglio delle Autonomie Locali hanno incontrato l’Assessore Regionale al Bilancio Raffaele Paci che ha illustrato le linee essenziali della manovra finanziari 2019-21.
Anci Sardegna e CAL hanno appreso con soddisfazione le intenzioni di confermare le poste di bilancio sugli interventi di carattere sociale (Reis) e sul lavoro (Lavoras) per complessivi 90 milioni di euro: i due interventi rappresentano interventi contro il disagio e per il reinserimento lavorativo che sono gestiti direttamente dai comuni.
Grande importanza riveste l’intervento triennale che consentirà di completare tutto il percorso della Programmazione Territoriale per tutti i territori della Sardegna: un intervento per lo sviluppo (75 milioni nel triennio) anche questi gestiti direttamente dai comuni attraverso le Unioni di Comuni consorziate fra loro.
La conferma della posta di bilancio sul Fondo Unico con un lieve incremento di soli 5 milioni a favore delle Province e della Città Metropolitana appare, invece, contraria agli orientamenti di questa manovra e pertanto Anci Sardegna e CAL chiederanno al Consiglio Regionale di aumentare gli stanziamenti a favore dei comuni già vessati da tagli imponenti sulle spese correnti da parte dello Stato.
Anci Sardegna e CAL hanno proposto alla Giunta e faranno analoga proposta alle Commissioni I e III del Consiglio Regionale non solo di rifuggire la pratica degli “interventi puntuali” in voga nella passata legislatura ma di aprire una stagione nuova sul versante della lotta allo spopolamento e alla denatalità: si propone un piano straordinario decennale da monitorare ogni anno che metta al centro le politiche per le famiglie e di contrasto allo spopolamento che affianchino gli interventi sullo sviluppo e l’occupazione previsti in finanziaria. I circa 50/55 milioni disponibili vadano a finanziare un piano straordinario contro la denatalità in Sardegna e per lo sviluppo del suo futuro.
Anci Sardegna e CAL hanno quindi espresso soddisfazione per le integrazioni delle somme per le leggi di settore sociale (15 milioni) già dall’assestamento di Bilancio che saranno confermate a regime nel triennio successivo per soddisfare il fabbisogno in attesa di una riforma completa delle leggi di settore.
Anci Sardegna e CAL hanno altresì viste accolte le richieste dei comuni in difficoltà per i debiti fuori bilancio per espropri con sentenze passate in giudicato: i 50 milioni necessari saranno interamente coperti nel triennio e saranno una boccata d’ossigeno per i comuni in difficoltà finanziaria.
Spetta infine al Consiglio Regionale approvare un regolamento sullo status degli amministratori locali già all’attenzione della I Commissione del Consiglio Regionale per un equo compenso di funzione per sindaci, assessori e consiglieri comunali.
Adesso la partita si sposta in Consiglio Regionale per un confronto con tutte le forze politiche che, ci si augura, vorranno concorrere a una manovra col segno della solidarietà verso i cittadini in difficoltà, le comunità locali e le politiche di contrasto allo spopolamento e alla desertificazione umana di tutta la Sardegna all’insegna dell’alleanza fra paesi e città.
Emiliano Deiana,  presidente di Anci Sardegna
Andrea Soddu, Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna 
 
GIORNATA DI DISSEMINAZIONE DEL PROGETTO CLISEL E DEI PROGRAMMI EUROPEI "EUROPA PER I CITTADINI" ED "EUROPA CREATIVA" E-mail
Lunedì 17 Settembre 2018 13:21

 

 

 

GIORNATA INFORMATIVA SULLE POLITICHE EUROPEE

 

 

Giovedì, 20 settembre 2018, dalle ore 9,00 in Oristano


presso la sala consiliare della Provincia, in via E. Carboni,


si approfondiranno questi temi in un importante incontro che si svilupperà su due fasi:


 la presentazione e la prima applicazione di uno strumentario per le Autorità locali per la gestione del fenomeno migratorio e dei cambi climatici nel quadro di una governante multilivello nell’ambito dello sviluppo del Progetto Europeo Horizon 2020 coordinato dall’Università di Cagliari e con il Consiglio delle Autonomie Locali nel ruolo di Partner insieme alle università di Berna, di Lancaster e di Stoccolma


 

 di seguito la presentazione dei programmi Europei “Europa per i cittadini” ed “Europa creativa”, finanziati con fondi ad accesso diretto, che saranno presentati con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali da due esperte funzionarie, Anita D’andrea e Rita Sassu, provenienti dall’Europe Desk Italia

 

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