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Intervento del presidente Andrea Soddu alla riunione congiunta con la I e la III Commissione Regionale E-mail
Mercoledì 11 Luglio 2018 16:55

 

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Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna

 

Ufficio di Presidenza

 

 

 

Mercoledì 11 luglio nella sede del Consiglio Regionale di via Roma a Cagliari, si sono riunite in seduta congiunta le commissioni regionali I e III insieme ai rappresentanti di ANCI Sardegna e del Consiglio delle Autonomie Locali. Oggetto dell'incontro l’assetto dei rapporti economici e finanziari tra lo Stato e la Regione in materia di finanza locale e il ruolo della regione sarda in merito al perseguimento degli obiettivi nazionali di finanza pubblica.

 

In rappresentanza del Consiglio delle Autonomie Locali è intervenuto il presidente Andrea Soddu, questo il suo intervento:

 

“Il tema in oggetto della riunione odierna non può che vedere il sistema delle autonomie locali al centro del dibattitto e dell’attenzione. Tutti i cittadini della regione sono residenti in un comune che eroga loro servizi primari, percepibili immediatamente e direttamente dai nostri amministrati.

 

L’asfissia di risorse, finanziarie ma anche di personale, a cui sono stati costretti i comuni e gli enti territoriali nell’ultimo decennio, ha limitato notevolmente la prestazione dei servizi di prossimità, soprattutto nei confronti delle classi più deboli delle nostre comunità, indebolendo le fonti della democrazia partecipativa e la cultura del dovere civico.

 

A questo proposito l'esempio lampante è nella disaffezione dei cittadini riscontrata nelle ultime consultazioni amministrative nella nostra regione: accanto al dato generale dell'affluenza, abbiamo visto come in diversi comuni non sono state presentate liste ed in altri si è presentata una sola lista e in quest’ultimo caso ci sono state non poche difficoltà a raggiungere il quorum. C'è un grande patrimonio di fiducia che è andato perso e che va recuperato.

 

Alcuni indirizzi politici regionali secondo cui il fondo unico degli enti locali deve diminuire e non aumentare, vanno invertiti. Nelle ultime leggi finanziarie regionali, ci sono stati interventi atti a dimimuire o erodere le risorse del Fondo Unico, e solo a seguito delle resistenze delle associazioni degli enti locali, questi tentativi di limitare le risorse spettanti ai comuni sono stati arginati in fase di approvazione in consiglio regionale.

 

Bisogna ricordare che ogni consigliere regionale risiede in un comune e molti consiglieri regionali sono o sono stati amministratori locali. Va modificata anche l’attitudine consiliare a disperdere in mille rivoli improduttivi che favoriscono il divario fra centro e periferia, fra comunità ricche e comunità più povere, fra territori urbani e territori extraurbani.

 

Per correggere tutto questo bisogna ripartire dai temi aperti dal Consiglio delle Autonomie Locali e dall’Anci, proposte che devono presto trasformarsi in atti concreti per il bene delle comunità e della tenuta democratica del paese. Abbiamo bisogno che la regione si faccia sentire attraverso due azioni fondamentali e immediate.

 

La nostra prima richiesta è l'immediato rifinanziamento della legge regionale n. 6 del 2001 per la sofferenza finanziaria dei comuni indebitati, secondo i criteri dell’ordine del giorno approvato congiuntamente da Anci e CAL nella seduta tenutasi a Ghilarza il 25 giugno scorso.

Questo consentirebbe ai comuni di affrontare, attraverso regole generali e non con interventi specifici, le decennali questioni dell’indebitamento causato dalle sentenze di espropri per interventi di pubblico interesse.

 

Come seconda azione chiediamo che venga finalmente aperto il tavolo tecnico per la rivisitazione del fondo unico regionale secondo i principi che lo hanno ispirato all’atto della sua istituzione : uno strumento di attenuazione degli effetti nefasti delle politiche dei tagli ma attualmente insufficiente a consentire spazi minimi di amministrazione. Questi principi si fondano sul superamento dell’impostazione prescrittiva del sostegno finanziario agli enti locali per assicurare la gestione delle stesse in piena autonomia e senza vincoli di destinazione in ossequio alla pariordinazione degli enti e di leale collaborazione tra di essi. L'apertura del tavolo tecnico era stata annunciata dal Presidente Pigliaru nella seduta congiunta fra consiglio regionale e CAL del 5 dicembre 2017, istituito il 30 dicembre 2017 ad oggi non si è mai insediato sebbene diverse volte sollecitato. Il tavolo tecnico, a cui partecipano rappresentanti politici ed esperti dei settori finanziari incaricati da Regione, ANCI e CAL ha tra i suoi obiettivi quello di quantificare le risorse, attuali e pregresse, spettanti ai Comuni nell'ambito del Fondo Unico, una vera questione di sopravvivenza per le nostre comunità. Non possiamo attendere oltre”

 
Ordine del Giorno presentato dal presidente Andrea Soddu in occasione dell'assemblea ANCI del 25 giugno sulle sofferenze finanziarie dei comuni della Sardegna. Il documento è stato approvato all'unanimità E-mail
Martedì 26 Giugno 2018 07:22

Ordine del Giorno

SOFFERENZE FINANZIARIE DEI COMUNI CONSEGUENTI A DEBITI DERIVANTI DA ESPROPRI

 

 

 

L’Assemblea ANCI dei Comuni della Sardegna riunita a Ghilarza il 25 giugno 2018

 

PREMESSO che, a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale 30 gennaio 1980, n. 5, sono state dichiarate incostituzionali diverse parti della normativa sulla determinazione dell’indennità spettanti ai proprietari di aree espropriate per interventi definiti dalla legge di pubblica utilità;

 

-­‐ che la Corte europea dei diritti dell'uomo a partire dal 2000 ha ripetutamente condannato lo

Stato Italiano per violazione dei diritti dell’uomo in relazione alle norme relative alla

determinazione dell’indennità di espropriazione.

 

-­‐ che in conseguenze della dichiarazione di illeggittimità delle norme sull’indennità di espropriazione quasi tutti i comuni sono stati condannati dal giudice a pagare ingenti somme per espropri avvenuti anche diversi decenni prima o hanno dovuto accettare arbitrati o transazioni per prevenire maggiori danni;

 

-­‐ che conseguentemente diversi comuni sono precipitati in condizioni di insuperabile sofferenza finanziaria ;

 

CONSIDERATO che lo Stato, tenuto conto che nessuna colpa potevano aver avuto gli enti locali riguardo ai maggiori oneri espropriativi rispetto a quelli da loro quantificati in applicati delle norme di legge vigenti al momento della realizzazione degli interventi di pubblica utilità, successivamente rivelatesi incostituzionali od in contrasto con i diritti dell’uomo garantiti dall’unione europea, col decreto-­‐legge 27 ottobre 1995, n. 444, art. 10, mise a disposizione degli enti locali finanziamenti per la copertura dei maggiori oneri di esproprio ricadenti sui loro bilanci in dipendenza della illeggittimità costituzionale delle norme sull’indennità di espropriazione;

 

-­‐ che anche la regione è intevenuta per le stesse finalità con le legggi regionali n. 6 del 2001,n. 7 del 2012 e n. 15 del 2002;

 

ACCERTATO che, non tutti i comuni hanno avuto la possibilità di usufruire dei contributi erogati dallo Stato e dalla Regione perché le conseguenze derivanti dall’illeggitimità delle norme sull’indennità di espropriazione per loro si sono verificate in momenti diversi e successivi a quelli previsti dalle citate leggi di finanziamento;

 

RILEVATO che diversi comuni verano in una perdurante condizione di sofferenza finanziaria in

conseguenza di sentenze, arbitrati o transazioni relativi ad avvenute espropriazioni, impossibile da risolvere, qualunque sacrificio si tenti di fare, solamente con le disponibilità finanziarie dell'ente;

 

RITENUTO che bisogna predisporre un’adeguato piano pluriennale di finanziamenti a favore dei comuni in grave sofferenza finanziaria per consentire loro di rientrare in una condizione di normalità;

 

RITENUTO che oltre allo stanziamento di congrue risorse finanziarie sia necessario stabilire che i criteri di ripartizione delle risorse fra i beneficiari siano di semplice ed immediata applicazione;

 

Tutto ciò premesso, all’unanimità

 

L’ASSEMBLEA ANCI DEI COMUNI DELLA SARDEGNA APPROVA IL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO

 

Impegnando il Presidente, il Comitato Esecutivo e il Consiglio Regionale ANCI ad attivarsi presso il Presidente della regione, la Giunta e la Conferenza dei Capi gruppo del Consiglio Regionale della Sardegna affinchè, si porti con la procedura d’urgenza all’approvazione del consiglio regionale la proposta di legge appresso riportata.

 

Pdl


L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare i comuni con una situazione finanziaria fortemente compromessa per l’eccessivo l’onere, derivante dalla chiusura di pratiche espropriative definite da sentenze esecutive, arbitrati o transazioni giudiziali o extragiudiziali, il cui ammontare, costituito dal debito residuo, al primo dell’anno, di mutui in essere e dal debito ancora da pagare, sia superiore ad un terzo dei primi tre titoli delle entrate risultante dal rendiconto del penultimo anno precedente quello di assegnazione del contributo; a tal fine è autorizzato l'impegno nel triennio di € 60.000.000,00 le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione negli anni dal 2018 al 2020 (missione 18 -­‐   programma 01 -­‐   titolo 1). Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale sulla base dei seguenti criteri:

1)       al singolo comune viena assegnato un un contributo di importo pari alla differenza fra l’onere di cui è gravato e l’importo corrispondente a due terzi dei primi tre titoli delle entrate risultante dal rendiconto del penultimo anno precedente quello di assegnazione, o in proporzione a detta differenza qualora lo stanziamento non fosse sufficiente a soddisfare tutte le richieste presentate;

2)       qualora risiduino risorse, al singolo comune viene assegnato un contributo pari alla differenza fra l’onere di cui è gravato, diminuito dell’eventuale importo già assegnato ai sensi del punto 1), e l’importo corrispondente ad un terzo dei primi tre titoli delle entrate risultante dal rendiconto del penultimo anno precedente quello di assegnazione, o in proporzione a detta differenza qualora lo stanziamento non fosse sufficiente a soddisfare tutte le richieste presentate.

 

Ghilarza 25 giugno 2018

 

 

 

 
L'ufficio di presidenza del CAL esprime parere favorevole in merito alla proposta di legge sul reddito di libertà E-mail
Lunedì 18 Giugno 2018 08:53

 

 

CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA


Ufficio di Presidenza

 

Nota per la stampa

 

Il Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna esprimerà parere favorevole alla proposta di Legge Regionale 472, presentata da 35 consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, che punta ad istituire il reddito di libertà per le donne vittime di violenza.

I membri dell'ufficio di presidenza dell'organo istituzionale che rappresenta i sindaci presso la Regione ritengono che la proposta di legge sia un’importante gesto di civiltà e un significativo passo avanti nella lotta alla violenza di genere, un fenomeno che secondo i dati dell’Istat ha assunto proporzioni preoccupanti e che necessita di forti prese di posizione da parte della politica.

 

Grazie alla legge sul Reddito di Libertà sarà possibile contrastare alcuni degli aspetti più sottovalutati quando si parla di violenza di genere che sono la mancata indipendenza economica e le difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro che spesso impediscono alla vittima di denunciare i ricatti e i soprusi del partner violento. La legge si propone non solo di dare sostegno economico per un periodo che va dai 12 ai 36 mesi ma anche, attraverso una serie di protocolli d’intesa con le imprese, di favorire l’inserimento di queste donne nel mondo del lavoro.

La legge sul reddito di libertà cercherà di risolvere delle situazioni di emergenza: in Italia non esistono diritti lavorativi e specifici per le donne vittime di violenza, accanto alle misure di prevenzione che lavorano su un necessario cambiamento culturale rispetto alle questioni di genere, è importante agire nell’immediato garantendo un aiuto concreto che faciliti la costruzione dei percorsi di libertà su cui lavorano i centri antiviolenza.

 

Un atto dovuto a tutela delle donne, come sottolineato dalla sindaca di Siamaggiore Anita Pili, membro dell'ufficio di presidenza del CAL: “È fondamentale che la regione legiferi a favore delle donne vittime di violenza. Uno degli elementi che determinano la non denuncia è proprio quello della mancanza di autonomia finanziaria, che lega pertanto la vittima al carnefice. La proposta di legge rappresenta uno strumento fondamentale per consentire alle donne di essere libere di scegliere, libere di decidere di denunciare e di iniziare un percorso di miglioramento. Non dobbiamo sottovalutare la situazione delle madri vittime di violenza che hanno necessità di sostegno non solo per loro, ma anche per i loro bambini. Una legge come quella sul reddito di libertà rappresenta una presa di coscienza forte su un fenomeno come quello della violenza sulle donne, che è ancora dominante nella nostra società e che va debellato in ogni sua forma“.

 

Concetto rafforzato dalla presidentessa del Centro Antiviolenza “Onda Rosa” di Nuoro Luisanna Porcu “Ogni giorno ci troviamo ad affrontare forme di violenza fisica e psicologica sempre nuove con il coraggio e l’impegno di tutte le nostre operatrici e con la forza che nasce dalla volontà di reagire per accompagnare le donne vittime di maltrattamenti verso un percorso di vita nuovo, fatto di auto-affermazione e di libertà dalla violenza.

La violenza economica sperimentata negli anni di maltrattamenti ha spesso determinato l’esclusione o la fuoriuscita dal mondo del lavoro per le donne vittime di violenza e la certezza che possa esistere un reddito che le supporti nel loro progetto di autodeterminazione ha sicuramente una duplice valenza: da una parte quella di una dote di autonomia spesso necessaria per riprogettarsi un futuro, dall’altra quella di sperimentarsi come "donna libera e capace” in percorsi lavorativi che possono contribuire efficacemente alla sua autodeterminazione.”

 
Richiesta ufficiale del Consiglio delle Autonomie Locali al Presidente della Regione sui Fondi per la viabilità rurale E-mail
Mercoledì 09 Maggio 2018 10:47

 

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CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

Ufficio di Presidenza


IL CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI


-     Considerata l’importanza che la realizzazione e manutenzione di un sistema di viabilità rurale adeguato comporta per garantire la normale funzionalità delle aziende agropastorali e dell’indotto direttamente ad esse collegato;

-     Rilevato che ormai da anni, ed in particolare dalla fine degli interventi della riforma agropastorale, non sono più stati previsti finanziamenti importanti volti al miglioramento dell’infrastrutturazione rurale della Sardegna;

-     Preso atto che è stata recentemente pubblicata da ARGEA la graduatoria per il finanziamento di interventi volti al miglioramento delle condizioni di viabilità rurale che vede accolte e finanziate n. 77 domande delle 298 presentate dai Comuni Sardi;

-     Preso atto delle moltissime proteste e sollecitazioni pervenute al CAL dai Comuni che ritengono fortemente discriminatoria nei loro confronti, ma soprattutto nei confronti delle aziende e degli operatori agricoli che in ogni territorio operano, l’esclusione dal finanziamento che li pone nelle condizioni di non potere intervenire nel sistema viario rurale ulteriormente e fortemente danneggiato dalle ultime eccezionali precipitazioni

-     Ritenuto che, stante l’importanza vitale che il settore agropastorale riveste per la Sardegna e per la stessa sopravvivenza delle aree interne, nessun Comune sardo deve essere escluso da detti finanziamenti e che pertanto, così come è stato fatto nella precedente legislatura regionale, si individuino adeguate risorse al fine di riscontrare le esigenze ormai improcrastinabili dei diversi territori;

-     Ritenuto inoltre che la Regione Sardegna debba sostenere le giuste richieste dei Comuni, impossibilitati ad intervenire per mancanza di risorse, al fine anche di evitare che si producano ulteriori tensioni nei territori che si vedrebbero ancora una volta abbandonati dalle Istituzioni;


Chiede


Al Presidente della Regione Sardegna, all’Assessore dell’Agricoltura, alla Giunta e al Consiglio Regionale, che con la massima urgenza venga posta in essere l’adozione di ogni iniziativa e atto volti a reperire risorse adeguate disponibili per intervenire sul sistema della viabilità rurale della Sardegna già inadeguato e recentemente ulteriormente danneggiato dalle eccezionali precipitazioni.

 
Democrazia, Costi della Politica, Autonomie Locali e Funzionali E-mail
Giovedì 26 Aprile 2018 09:23

2018LOCANDINAAutonomieLocali

 
IMPORTANTE SEMINARIO SULLE AUTONOMIE LOCALI E-mail
Giovedì 26 Aprile 2018 07:38

SI RINNOVA ANCHE NEL 2018 L'APPUNTAMENTO AD ALGHERO SULLO STATO DELLE AUTONOMIE LOCALI NELL'AMBITO DELLA SETTIMANANA DELLA CULTURA.

SABATO 28 APRILE NEI LOCALI DEL DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA, DESIGNA E URBANISTICA AI BASTIONI PIGAFETTA EMINENTI STUDIOSI VERRA' APPROFONDITO IL TEMA DELLA "DEMOCRAZIA, COSTI DELLA POLITICA,  AUTONOMIE LOCALI E FUNZIONALI"

 

SCARICA LA LOCANDINA E LA SCHEDA DEI RELATORI

 
IMPORTANTE SEMINARIO SULLE AUTONOMIE LOCALI E-mail
Giovedì 26 Aprile 2018 07:38

SI RINNOVA ANCHE NEL 2018 L'APPUNTAMENTO AD ALGHERO SULLO STATO DELLE AUTONOMIE LOCALI NELL'AMBITO DELLA SETTIMANANA DELLA CULTURA.

SABATO 28 APRILE NEI LOCALI DEL DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA, DESIGNA E URBANISTICA AI BASTIONI PIGAFETTA EMINENTI STUDIOSI VERRA' APPROFONDITO IL TEMA DELLA "DEMOCRAZIA, COSTI DELLA POLITICA,  AUTONOMIE LOCALI E FUNZIONALI"

 

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EVENTI CLISEL ATTIVITA' DI FORMAZIONE PER I SINDACI E-mail
Giovedì 26 Aprile 2018 07:04

 

ATTIVITA' DI FORMAZIONE PER I SINDACI

Continua nell'ambito delle attivita del progetto Clisel il nuovo evento di formazione  per i sindaci dei comuni della Sardegn. L' 11 E IL 12 maggio a CAGLIARI presso l'aula A del DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA DELL'UNIVERSITA' DI CAGLIARI IN VIALE SANT'IGNAZIO N. 72 DUE GIORNI DI LAVORO PER ESAMINARE LE TECNICHE E GLI ARGOMENTI PER DIRIMERE I CONFLITTI MULTICULTURALI.

SCARICA LA LOCANDINA

 
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