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Seduta congiunta Consiglio Regionale - CAL sulla Manovra Finanziaria E-mail
Giovedì 06 Dicembre 2018 17:34

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CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

 

 

Si è tenuta stamane presso l'aula consiliare di via Roma, la seduta congiunta del Consiglio Regionale della Sardegna e del Consiglio delle Autonomie Locali in vista dell'inizio della discussione riguardante la Manovra Finanziaria Regionale del 2018.

 

Dopo il saluto e l'intervento del Presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, è intervenuto il presidente del CAL Andrea Soddu che ha dichiarato: “Per noi la seduta congiunta in vista della discussione della legge finanziaria è sempre una buona occasione per fare un test dei rapporti tra consiglio ed enti locali, l'incontro di oggi è l'ultimo con questa legislatura e dunque è tempo di bilanci e di auspici per quello che sarà il prossimo Consiglio Regionale che si insedierà tra qualche mese dopo le elezioni.

 

Ha ragione il presidente Ganau a dire che sono stati messi in atto molti strumenti che migliorano la vita delle comunità, penso al piano LavoRAS, pur con le sue lungaggini burocratiche, e al REIS che ha l'attitudine di dare risposte concrete ai cittadini meno abbienti. Di fondamentale importanza è anche la misura pluriennale adottata per far fronte ai debiti dei Comuni, una delle questioni più sentite, soprattutto per quelle amministrazioni più esposte.

 

La finanziaria va incontro alle esigenze degli Enti Locali sotto molti punti di vista ma resta l'annosa questione del Fondo Unico che sarebbe dovuto aumentare in proporzione all'aumento delle entrate secondo quanto disciplinato dalla legge. Le risorse del Fondo Unico sono vitali per noi comuni perché ci permettono di poter programmare e dare risposte immediate ai cittadini, abbiamo chiesto alla Regione un confronto sull'entità delle risorse mancanti, chiediamo che quel tavolo si rimetta presto al lavoro.

 

Questa Giunta e questo Consiglio sono a fine mandato, tra qualche mese ci saranno le elezioni, il prossimo Consiglio Regionale, a prescindere dalla sua composizione, è atteso da una grande sfida che è quella di un diverso rapporto tra organi istituzionali con la Regione che dimagrisce a vantaggio dei Comuni e degli Enti Intermedi, serve una spinta decentrativa che assegni maggiori competenze e risorse, ma anche responsabilità agli Enti Locali.

Siamo stati tutti vittime della legge Delrio, su questo fronte bisognerà investire nel futuro e il dovere del prossimo governo regionale sarà disegnare una riforma della Regione e degli Enti Locali che restitusca ai sindaci e ai consigli comunali un ruolo da protagonisti.”

 

“Un aspetto che volevo portare all'attenzione di questa assemblea – ha proseguito Soddu - è quello delle indennità dei sindaci: nell'ultima tornata amministrativa 5 degli 8 paesi che non hanno presentato liste in tutta Italia sono in Sardegna e questo è dovuto anche alle indennità, trattamenti economici antidemocratici a mio avviso, soprattutto per i piccoli paesi. Si vada verso la valorizzazione del ruolo del sindaco, altrimenti non troveremo più nessuno che vorrà prendersi questa responsabilità”

 

 

Alla seduta sono intervenuti anche alcuni sindaci del Consiglio delle Autonomie Locali: il primo che ha preso la parola è stato il sindaco di Sassari, Nicola Sanna che ha voluto toccare l'aspetto delle riforme istituzionali, bloccato dagli eventi referendari di due anni fa ma che va ripreso in mano “le riforme sono necessarie, il blocco a seguito dei risultati del referendum hanno condizionato pesantemente la vita degli Enti Locali, occorre che il processo riformista riparta ispirato dal principio del trasferimento di poteri dalla Regione ai comuni. La Regione ha fatto tanto sul piano della programmazione ma si deve decentrare per poter guadagnare in efficienza”

 

Il sindaco di Quartu Stefano Delunas mette l'accento sulla sanità e sul terzo settore: “abbiamo bisogno di maggiori risorse economiche e umane per far fronte alle politiche di welfare, sarebbe importante poter stabilizzare il personale dei comuni, soprattutto nel settore dei servizi sociali. La Regione veda noi sindaci come una risorsa, ogni giorno dimostriamo di saper lavorare in rete”

 

 

Per Daniela Falconi, sindaca di Fonni: “Questa è la terza seduta a cui partecipo, un confronto utile, non solo simbolico. L'anno scorso ci eravamo lasciati con una richiesta di maggior attenzione per il Fondo Unico e che venisse rispettata la sua legge istitutiva che prevede l'aumento delle risorse in proporzione all'aumento delle entrate. Non è successo nulla, lo riproponiamo come richiesta quest'anno. Confido che si recuperi il divario tra quanto stanziato e quanto realmente spettante. Abbiamo bisogno di quei soldi per far fronte, per fare un esempio, alle criticità legate al rischio idrogeologico. Salvaguardare l'autonomia dei nostri comuni è un dovere della Regione, senza risorse questa è a forte rischio. Si usi il modello della programmazione territoriale legate ai fondi europei, abbiamo deciso insieme.

 

Il trasferimento di risorse dalla regione ai comuni è al centro dell'intervento di Laura Cappelli, sindaca di Buggerru: “la regione deve capire che il primo soggetto da semplificare è essa stessa. Vanno adeguate le risorse ai comuni per svolgere al meglio il proprio ruolo. La vera sfida che devono cogliere la giunta e il consiglio è quella di dare pari dignità ai territori a partire dalla disciplina del territorio dove si deve tenere conto delle differenze e delle complessità delle diverse zone dell'isola.”

 

Manuela Pintus (Arborea) chiede un diverso approccio nella gestione del rischio idrogeologico e dell'allerta meteo:”Per il mio territorio questo è stato un anno molto difficile, le nostre aziende ne hanno risentito molto. Non possiamo concentrare tutte le nostre risorse sulle allerte meteo, serve una migliore politica di prevenzione del rischio, bisogna avere il coraggio di farlo subito. Non siamo in grado di garantire la sicurezza delle persone, abbiamo sopperito grazie a impegno di vigili del fuoco e forestale ma non so se saremo in grado di farlo in futuro.

Servono misure di supporto ai consorzi di bonifica.”

 

Ha quindi preso la parola il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. In apertura il primo cittadino del capoluogo ha voluto evidenziare le difficoltà dei comuni nell'erogazioni dei pagamenti delle misure delle leggi 20 e 162: “abbiamo difficoltà a saldare le ultime mensilità, qualcuno ci riesce anticipando risorse comunali ma non tutti ne hanno le possibilità, solo a Cagliari mancano 550.000 euro”. Zedda riprende il punto delle indennità degli amministratori: “bisogna fare qualcosa, non si può mortificare il ruolo di chi si prende questa grossa responsabilità, i frutti di questo disinteresse nei confronti dei sindaci lo si vede poi nelle tornate elettorali dove non vengono presentate le liste o ne viene presentata una sola. Siamo ai livelli di quelle regioni dove sono le organizzazioni criminali a scoraggiare l'impegno politico.” Nel suo intervento il primo cittadino cagliaritano ha spaziato dalla questione dei lavoratori stagionali, con gli imprenditori messi in ginocchio dal decreto dignità, al rapporto comuni/regione che non può essere normate da leggi di oltre 40 anni fa che andavano bene per quel contesto storico, passando per la legge urbanistica che deve essere discussa con famiglie e imprese. Chiusura per le questioni fiscali con la proposta di una vertenza entrate con lo stato, colpevole di aver tolto 300 milioni all'anno ai comuni dal 2013, Zedda elogia la regione per l'impegno nella tassazione di famiglie e imprese.

 

L'ultimo intervento è del vicepresidente del CAL, Antonio Satta che sui rapporti tra Enti Locali e Regione si rifà all'impostazione data dal presidente Soddu e dagli altri colleghi “Sono stato ispiratore della legge 25, un buon testo che normava in maniera equa i rapporti tra la Regione e i comuni, purtroppo è stata cancellata ma lo spirito deve essere quello di dare alla Regione un ruolo di indirizzo e controllo e ai comuni la gestione delle risorse. Si deve fare tanto anche per snellire i processi burocratici che spesso ostacolano la programmazione.

In conclusione ringrazio i consiglieri regionali Meloni, Satta, Zanchetta e Fasolino per aver presentato il disegno di legge volto alla costituzione della provincia del nordest esaudendo quella che è la volontà di tutti i comuni della Gallura che hanno necessità di avere un ente intermedio con cui rapportarsi. Auspico arrivi presto l'approvazione del Consiglio, spero all'unanimità.”.Sulla questione trasporti, Satta lancia la proposta di un ritorno al volo Olbia-Cagliari: “un'intuizione geniale dell'Aga Khan che aveva risolto un grosso problema di mobilità interna per gli abitanti del nord Sardegna”.

 

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COMUNICATO ANCI SARDEGNA - CAL SU MANOVRA DI BILANCIO 2019-21 E-mail
Giovedì 04 Ottobre 2018 07:46
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Ieri mattina le rappresentanze unitarie di Anci Sardegna e Consiglio delle Autonomie Locali hanno incontrato l’Assessore Regionale al Bilancio Raffaele Paci che ha illustrato le linee essenziali della manovra finanziari 2019-21.
Anci Sardegna e CAL hanno appreso con soddisfazione le intenzioni di confermare le poste di bilancio sugli interventi di carattere sociale (Reis) e sul lavoro (Lavoras) per complessivi 90 milioni di euro: i due interventi rappresentano interventi contro il disagio e per il reinserimento lavorativo che sono gestiti direttamente dai comuni.
Grande importanza riveste l’intervento triennale che consentirà di completare tutto il percorso della Programmazione Territoriale per tutti i territori della Sardegna: un intervento per lo sviluppo (75 milioni nel triennio) anche questi gestiti direttamente dai comuni attraverso le Unioni di Comuni consorziate fra loro.
La conferma della posta di bilancio sul Fondo Unico con un lieve incremento di soli 5 milioni a favore delle Province e della Città Metropolitana appare, invece, contraria agli orientamenti di questa manovra e pertanto Anci Sardegna e CAL chiederanno al Consiglio Regionale di aumentare gli stanziamenti a favore dei comuni già vessati da tagli imponenti sulle spese correnti da parte dello Stato.
Anci Sardegna e CAL hanno proposto alla Giunta e faranno analoga proposta alle Commissioni I e III del Consiglio Regionale non solo di rifuggire la pratica degli “interventi puntuali” in voga nella passata legislatura ma di aprire una stagione nuova sul versante della lotta allo spopolamento e alla denatalità: si propone un piano straordinario decennale da monitorare ogni anno che metta al centro le politiche per le famiglie e di contrasto allo spopolamento che affianchino gli interventi sullo sviluppo e l’occupazione previsti in finanziaria. I circa 50/55 milioni disponibili vadano a finanziare un piano straordinario contro la denatalità in Sardegna e per lo sviluppo del suo futuro.
Anci Sardegna e CAL hanno quindi espresso soddisfazione per le integrazioni delle somme per le leggi di settore sociale (15 milioni) già dall’assestamento di Bilancio che saranno confermate a regime nel triennio successivo per soddisfare il fabbisogno in attesa di una riforma completa delle leggi di settore.
Anci Sardegna e CAL hanno altresì viste accolte le richieste dei comuni in difficoltà per i debiti fuori bilancio per espropri con sentenze passate in giudicato: i 50 milioni necessari saranno interamente coperti nel triennio e saranno una boccata d’ossigeno per i comuni in difficoltà finanziaria.
Spetta infine al Consiglio Regionale approvare un regolamento sullo status degli amministratori locali già all’attenzione della I Commissione del Consiglio Regionale per un equo compenso di funzione per sindaci, assessori e consiglieri comunali.
Adesso la partita si sposta in Consiglio Regionale per un confronto con tutte le forze politiche che, ci si augura, vorranno concorrere a una manovra col segno della solidarietà verso i cittadini in difficoltà, le comunità locali e le politiche di contrasto allo spopolamento e alla desertificazione umana di tutta la Sardegna all’insegna dell’alleanza fra paesi e città.
Emiliano Deiana,  presidente di Anci Sardegna
Andrea Soddu, Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna 
 
GIORNATA DI DISSEMINAZIONE DEL PROGETTO CLISEL E DEI PROGRAMMI EUROPEI "EUROPA PER I CITTADINI" ED "EUROPA CREATIVA" E-mail
Lunedì 17 Settembre 2018 13:21

 

 

 

GIORNATA INFORMATIVA SULLE POLITICHE EUROPEE

 

 

Giovedì, 20 settembre 2018, dalle ore 9,00 in Oristano


presso la sala consiliare della Provincia, in via E. Carboni,


si approfondiranno questi temi in un importante incontro che si svilupperà su due fasi:


 la presentazione e la prima applicazione di uno strumentario per le Autorità locali per la gestione del fenomeno migratorio e dei cambi climatici nel quadro di una governante multilivello nell’ambito dello sviluppo del Progetto Europeo Horizon 2020 coordinato dall’Università di Cagliari e con il Consiglio delle Autonomie Locali nel ruolo di Partner insieme alle università di Berna, di Lancaster e di Stoccolma


 

 di seguito la presentazione dei programmi Europei “Europa per i cittadini” ed “Europa creativa”, finanziati con fondi ad accesso diretto, che saranno presentati con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali da due esperte funzionarie, Anita D’andrea e Rita Sassu, provenienti dall’Europe Desk Italia

 

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MASTER DI II LIVELLO IN GOVERNANCE MULTILIVELLO: LA GESTIONE INTEGRATA DELLE POLITICHE PUBBLICHE E-mail
Lunedì 23 Luglio 2018 14:12
MASTER DI II LIVELLO IN GOVERNANCE MULTILIVELLO: LA GESTIONE INTEGRATA DELLE POLITICHE PUBBLICHE - A.A. 2017/2018
 
Politiche di coesione e finanziamenti diretti, i sindaci del CAL a Bruxelles per degli incontri formativi E-mail
Lunedì 23 Luglio 2018 08:57

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CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

Ufficio di Presidenza

 

Proseguono gli appuntamenti di formazione per i sindaci della Sardegna organizzati dal Consiglio delle Autonomie Locali in collaborazione con Focus Europe. Nelle giornate del 18, 19 e 20 luglio, una delegazione di 11 sindaci individuati dal CAL si è recata a Bruxelles per una serie di incontri formativi riguardanti le politiche di coesione dell’Unione Europea e i fondi europei a finanziamento diretto, e per delle visite istituzionali con rappresentanti sardi all’europarlamento e alcune associazioni che a livello europeo rappresentano le regioni e gli enti locali.

 

Nella giornata del 18 luglio i sindaci hanno assistito ad una lezione del dottor Andrea Murgia, funzionario della commissione europea, direzione generale delle politiche regionali, sul tema delle politiche di coesione: sono stati analizzati lo stato attuale della Sardegna in riferimento all'argomento in oggetto, la dimensione territoriale con la questione dell’insularità e le strategie future riguardanti la programmazione 2021-2027.

Giovedì 19 a partire dalle ore 9:30 si è tenuto un incontro dibattito sui fondi a finanziamento diretto: i sindaci sono stati ricevuti dalla la dottoressa Maria Cristina Scarfia e il dottor Leonardo Pinna, rappresentanti di Confindustria presso l’Unione Europea e da una delegazione del SOLIDAR, network europeo che si occupa di cooperazione e politiche sociali.

 

Nel pomeriggio la delegazione ha incontrato prima dall’europarlamentare Salvatore Cicu, successivamente è stata ricevuta dai responsabili degli Enti Locali di EPSU, la federazione sindacale che a livello europeo si occupa di servizi pubblici.

Nell'ultimo giorno di lavori si è tenuto l'incontro presso con il comitato europeo delle regioni, rappresentato dalla dottoressa Valeria Satta, a seguire c'è stato un approfondimento sui programmi a finanziamento diretto della Commissione Europea.

 

“Come Consiglio delle Autonomie Locali ci siamo focalizzati sui temi della partecipazione degli enti locali al nuovo ciclo di programnazione europea, alla coesione e ai temi dell insularità. Abbiamo ravvisato la necessita di un maggiore coordinamento e di fare rete affinché informazioni e connessione con gli organismi europei siano incrementati” ha detto Roberto Uda, sindaco di Loceri e membri dell'ufficio di presidenza del Consiglio delle Autonomie Locali che ha partecipato agli incontri. Un importante momento di formazione e condivisione anche per la prima cittadina di Arborea Manuela Pintus: “L'esperienza ha rappresentato un'importante occasione di approfondimento dei processi che concorrono a costruire la politica europea di coesione e la nuova programmazione 2021-2027 e di parlare dell'attuale situazione con particolare riferimento alla Sardegna e al suo stato di insularità.
I corsi seguiti e gli incontri tenuti con i rappresentati delle diversi istituzioni hanno favorito il confronto e la capacità di promuovere un rapporto che deve diventare continuo e costante per tutti gli amministratori locali che oggi rivendicano, a tutti i livelli, maggiore coinvolgimento nelle scelte decisionali che incidono sui territori.”

 

“Con questa tre giorni europea abbiamo voluto proseguire nella strada della formazione riservata agli amministratori locali” spiega il presidente del CAL Andrea Soddu “riteniamo che la classe dirigente degli Enti Locali della Sardegna abbia bisogno di essere formata e consapevole di tutte le opportunità che la programmazione europea offre. È molto importante che i sindaci della Sardegna accedano a queste occasioni di studio, confronto e proposte, una linea che il CAL segue da anni e che ha portato risultati importanti. Il nostro organo è capofila del progetto europeo CLISEL che ha coinvolto alcune prestigiose università e istituti di ricerca europei e che studia il fenomeno delle migrazioni climatiche e il ruolo delle amministrazioni locali nella gestione dei flussi. Un progetto sui cui abbiamo investito molto, i risultati di ricerche e sondaggi sono stati già portati all’attenzione del parlamento e della commissione europea”.

 

 

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Intervento del presidente Andrea Soddu alla riunione congiunta con la I e la III Commissione Regionale E-mail
Mercoledì 11 Luglio 2018 16:55

 

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Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna

 

Ufficio di Presidenza

 

 

 

Mercoledì 11 luglio nella sede del Consiglio Regionale di via Roma a Cagliari, si sono riunite in seduta congiunta le commissioni regionali I e III insieme ai rappresentanti di ANCI Sardegna e del Consiglio delle Autonomie Locali. Oggetto dell'incontro l’assetto dei rapporti economici e finanziari tra lo Stato e la Regione in materia di finanza locale e il ruolo della regione sarda in merito al perseguimento degli obiettivi nazionali di finanza pubblica.

 

In rappresentanza del Consiglio delle Autonomie Locali è intervenuto il presidente Andrea Soddu, questo il suo intervento:

 

“Il tema in oggetto della riunione odierna non può che vedere il sistema delle autonomie locali al centro del dibattitto e dell’attenzione. Tutti i cittadini della regione sono residenti in un comune che eroga loro servizi primari, percepibili immediatamente e direttamente dai nostri amministrati.

 

L’asfissia di risorse, finanziarie ma anche di personale, a cui sono stati costretti i comuni e gli enti territoriali nell’ultimo decennio, ha limitato notevolmente la prestazione dei servizi di prossimità, soprattutto nei confronti delle classi più deboli delle nostre comunità, indebolendo le fonti della democrazia partecipativa e la cultura del dovere civico.

 

A questo proposito l'esempio lampante è nella disaffezione dei cittadini riscontrata nelle ultime consultazioni amministrative nella nostra regione: accanto al dato generale dell'affluenza, abbiamo visto come in diversi comuni non sono state presentate liste ed in altri si è presentata una sola lista e in quest’ultimo caso ci sono state non poche difficoltà a raggiungere il quorum. C'è un grande patrimonio di fiducia che è andato perso e che va recuperato.

 

Alcuni indirizzi politici regionali secondo cui il fondo unico degli enti locali deve diminuire e non aumentare, vanno invertiti. Nelle ultime leggi finanziarie regionali, ci sono stati interventi atti a dimimuire o erodere le risorse del Fondo Unico, e solo a seguito delle resistenze delle associazioni degli enti locali, questi tentativi di limitare le risorse spettanti ai comuni sono stati arginati in fase di approvazione in consiglio regionale.

 

Bisogna ricordare che ogni consigliere regionale risiede in un comune e molti consiglieri regionali sono o sono stati amministratori locali. Va modificata anche l’attitudine consiliare a disperdere in mille rivoli improduttivi che favoriscono il divario fra centro e periferia, fra comunità ricche e comunità più povere, fra territori urbani e territori extraurbani.

 

Per correggere tutto questo bisogna ripartire dai temi aperti dal Consiglio delle Autonomie Locali e dall’Anci, proposte che devono presto trasformarsi in atti concreti per il bene delle comunità e della tenuta democratica del paese. Abbiamo bisogno che la regione si faccia sentire attraverso due azioni fondamentali e immediate.

 

La nostra prima richiesta è l'immediato rifinanziamento della legge regionale n. 6 del 2001 per la sofferenza finanziaria dei comuni indebitati, secondo i criteri dell’ordine del giorno approvato congiuntamente da Anci e CAL nella seduta tenutasi a Ghilarza il 25 giugno scorso.

Questo consentirebbe ai comuni di affrontare, attraverso regole generali e non con interventi specifici, le decennali questioni dell’indebitamento causato dalle sentenze di espropri per interventi di pubblico interesse.

 

Come seconda azione chiediamo che venga finalmente aperto il tavolo tecnico per la rivisitazione del fondo unico regionale secondo i principi che lo hanno ispirato all’atto della sua istituzione : uno strumento di attenuazione degli effetti nefasti delle politiche dei tagli ma attualmente insufficiente a consentire spazi minimi di amministrazione. Questi principi si fondano sul superamento dell’impostazione prescrittiva del sostegno finanziario agli enti locali per assicurare la gestione delle stesse in piena autonomia e senza vincoli di destinazione in ossequio alla pariordinazione degli enti e di leale collaborazione tra di essi. L'apertura del tavolo tecnico era stata annunciata dal Presidente Pigliaru nella seduta congiunta fra consiglio regionale e CAL del 5 dicembre 2017, istituito il 30 dicembre 2017 ad oggi non si è mai insediato sebbene diverse volte sollecitato. Il tavolo tecnico, a cui partecipano rappresentanti politici ed esperti dei settori finanziari incaricati da Regione, ANCI e CAL ha tra i suoi obiettivi quello di quantificare le risorse, attuali e pregresse, spettanti ai Comuni nell'ambito del Fondo Unico, una vera questione di sopravvivenza per le nostre comunità. Non possiamo attendere oltre”

 
Ordine del Giorno presentato dal presidente Andrea Soddu in occasione dell'assemblea ANCI del 25 giugno sulle sofferenze finanziarie dei comuni della Sardegna. Il documento è stato approvato all'unanimità E-mail
Martedì 26 Giugno 2018 07:22

Ordine del Giorno

SOFFERENZE FINANZIARIE DEI COMUNI CONSEGUENTI A DEBITI DERIVANTI DA ESPROPRI

 

 

 

L’Assemblea ANCI dei Comuni della Sardegna riunita a Ghilarza il 25 giugno 2018

 

PREMESSO che, a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale 30 gennaio 1980, n. 5, sono state dichiarate incostituzionali diverse parti della normativa sulla determinazione dell’indennità spettanti ai proprietari di aree espropriate per interventi definiti dalla legge di pubblica utilità;

 

-­‐ che la Corte europea dei diritti dell'uomo a partire dal 2000 ha ripetutamente condannato lo

Stato Italiano per violazione dei diritti dell’uomo in relazione alle norme relative alla

determinazione dell’indennità di espropriazione.

 

-­‐ che in conseguenze della dichiarazione di illeggittimità delle norme sull’indennità di espropriazione quasi tutti i comuni sono stati condannati dal giudice a pagare ingenti somme per espropri avvenuti anche diversi decenni prima o hanno dovuto accettare arbitrati o transazioni per prevenire maggiori danni;

 

-­‐ che conseguentemente diversi comuni sono precipitati in condizioni di insuperabile sofferenza finanziaria ;

 

CONSIDERATO che lo Stato, tenuto conto che nessuna colpa potevano aver avuto gli enti locali riguardo ai maggiori oneri espropriativi rispetto a quelli da loro quantificati in applicati delle norme di legge vigenti al momento della realizzazione degli interventi di pubblica utilità, successivamente rivelatesi incostituzionali od in contrasto con i diritti dell’uomo garantiti dall’unione europea, col decreto-­‐legge 27 ottobre 1995, n. 444, art. 10, mise a disposizione degli enti locali finanziamenti per la copertura dei maggiori oneri di esproprio ricadenti sui loro bilanci in dipendenza della illeggittimità costituzionale delle norme sull’indennità di espropriazione;

 

-­‐ che anche la regione è intevenuta per le stesse finalità con le legggi regionali n. 6 del 2001,n. 7 del 2012 e n. 15 del 2002;

 

ACCERTATO che, non tutti i comuni hanno avuto la possibilità di usufruire dei contributi erogati dallo Stato e dalla Regione perché le conseguenze derivanti dall’illeggitimità delle norme sull’indennità di espropriazione per loro si sono verificate in momenti diversi e successivi a quelli previsti dalle citate leggi di finanziamento;

 

RILEVATO che diversi comuni verano in una perdurante condizione di sofferenza finanziaria in

conseguenza di sentenze, arbitrati o transazioni relativi ad avvenute espropriazioni, impossibile da risolvere, qualunque sacrificio si tenti di fare, solamente con le disponibilità finanziarie dell'ente;

 

RITENUTO che bisogna predisporre un’adeguato piano pluriennale di finanziamenti a favore dei comuni in grave sofferenza finanziaria per consentire loro di rientrare in una condizione di normalità;

 

RITENUTO che oltre allo stanziamento di congrue risorse finanziarie sia necessario stabilire che i criteri di ripartizione delle risorse fra i beneficiari siano di semplice ed immediata applicazione;

 

Tutto ciò premesso, all’unanimità

 

L’ASSEMBLEA ANCI DEI COMUNI DELLA SARDEGNA APPROVA IL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO

 

Impegnando il Presidente, il Comitato Esecutivo e il Consiglio Regionale ANCI ad attivarsi presso il Presidente della regione, la Giunta e la Conferenza dei Capi gruppo del Consiglio Regionale della Sardegna affinchè, si porti con la procedura d’urgenza all’approvazione del consiglio regionale la proposta di legge appresso riportata.

 

Pdl


L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare i comuni con una situazione finanziaria fortemente compromessa per l’eccessivo l’onere, derivante dalla chiusura di pratiche espropriative definite da sentenze esecutive, arbitrati o transazioni giudiziali o extragiudiziali, il cui ammontare, costituito dal debito residuo, al primo dell’anno, di mutui in essere e dal debito ancora da pagare, sia superiore ad un terzo dei primi tre titoli delle entrate risultante dal rendiconto del penultimo anno precedente quello di assegnazione del contributo; a tal fine è autorizzato l'impegno nel triennio di € 60.000.000,00 le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione negli anni dal 2018 al 2020 (missione 18 -­‐   programma 01 -­‐   titolo 1). Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale sulla base dei seguenti criteri:

1)       al singolo comune viena assegnato un un contributo di importo pari alla differenza fra l’onere di cui è gravato e l’importo corrispondente a due terzi dei primi tre titoli delle entrate risultante dal rendiconto del penultimo anno precedente quello di assegnazione, o in proporzione a detta differenza qualora lo stanziamento non fosse sufficiente a soddisfare tutte le richieste presentate;

2)       qualora risiduino risorse, al singolo comune viene assegnato un contributo pari alla differenza fra l’onere di cui è gravato, diminuito dell’eventuale importo già assegnato ai sensi del punto 1), e l’importo corrispondente ad un terzo dei primi tre titoli delle entrate risultante dal rendiconto del penultimo anno precedente quello di assegnazione, o in proporzione a detta differenza qualora lo stanziamento non fosse sufficiente a soddisfare tutte le richieste presentate.

 

Ghilarza 25 giugno 2018

 

 

 

 
L'ufficio di presidenza del CAL esprime parere favorevole in merito alla proposta di legge sul reddito di libertà E-mail
Lunedì 18 Giugno 2018 08:53

 

 

CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA


Ufficio di Presidenza

 

Nota per la stampa

 

Il Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna esprimerà parere favorevole alla proposta di Legge Regionale 472, presentata da 35 consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, che punta ad istituire il reddito di libertà per le donne vittime di violenza.

I membri dell'ufficio di presidenza dell'organo istituzionale che rappresenta i sindaci presso la Regione ritengono che la proposta di legge sia un’importante gesto di civiltà e un significativo passo avanti nella lotta alla violenza di genere, un fenomeno che secondo i dati dell’Istat ha assunto proporzioni preoccupanti e che necessita di forti prese di posizione da parte della politica.

 

Grazie alla legge sul Reddito di Libertà sarà possibile contrastare alcuni degli aspetti più sottovalutati quando si parla di violenza di genere che sono la mancata indipendenza economica e le difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro che spesso impediscono alla vittima di denunciare i ricatti e i soprusi del partner violento. La legge si propone non solo di dare sostegno economico per un periodo che va dai 12 ai 36 mesi ma anche, attraverso una serie di protocolli d’intesa con le imprese, di favorire l’inserimento di queste donne nel mondo del lavoro.

La legge sul reddito di libertà cercherà di risolvere delle situazioni di emergenza: in Italia non esistono diritti lavorativi e specifici per le donne vittime di violenza, accanto alle misure di prevenzione che lavorano su un necessario cambiamento culturale rispetto alle questioni di genere, è importante agire nell’immediato garantendo un aiuto concreto che faciliti la costruzione dei percorsi di libertà su cui lavorano i centri antiviolenza.

 

Un atto dovuto a tutela delle donne, come sottolineato dalla sindaca di Siamaggiore Anita Pili, membro dell'ufficio di presidenza del CAL: “È fondamentale che la regione legiferi a favore delle donne vittime di violenza. Uno degli elementi che determinano la non denuncia è proprio quello della mancanza di autonomia finanziaria, che lega pertanto la vittima al carnefice. La proposta di legge rappresenta uno strumento fondamentale per consentire alle donne di essere libere di scegliere, libere di decidere di denunciare e di iniziare un percorso di miglioramento. Non dobbiamo sottovalutare la situazione delle madri vittime di violenza che hanno necessità di sostegno non solo per loro, ma anche per i loro bambini. Una legge come quella sul reddito di libertà rappresenta una presa di coscienza forte su un fenomeno come quello della violenza sulle donne, che è ancora dominante nella nostra società e che va debellato in ogni sua forma“.

 

Concetto rafforzato dalla presidentessa del Centro Antiviolenza “Onda Rosa” di Nuoro Luisanna Porcu “Ogni giorno ci troviamo ad affrontare forme di violenza fisica e psicologica sempre nuove con il coraggio e l’impegno di tutte le nostre operatrici e con la forza che nasce dalla volontà di reagire per accompagnare le donne vittime di maltrattamenti verso un percorso di vita nuovo, fatto di auto-affermazione e di libertà dalla violenza.

La violenza economica sperimentata negli anni di maltrattamenti ha spesso determinato l’esclusione o la fuoriuscita dal mondo del lavoro per le donne vittime di violenza e la certezza che possa esistere un reddito che le supporti nel loro progetto di autodeterminazione ha sicuramente una duplice valenza: da una parte quella di una dote di autonomia spesso necessaria per riprogettarsi un futuro, dall’altra quella di sperimentarsi come "donna libera e capace” in percorsi lavorativi che possono contribuire efficacemente alla sua autodeterminazione.”

 
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