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Corte dei Conti


LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA PDF Stampa

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA PDF Stampa

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 59-2017 PDF Stampa

Enti locali ---  concetto di risorse aggiuntive ripetto al divieto di destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa nel caso di mancato rispetto del patto di stabilità -

 

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 59/2017/PAR del 27 giugno 20167 ha risposto allla Provincia di Oristano che chiedeva un parere in merito all’interpretazione dell’art. art. 31 della legge n. 183 del 2011 e art 40, comma 3-quinquies del decreto legislativo n. 165 del 2001 chiedendo in particolare se costituiscano "risorse aggiuntive", ai sensi degli articoli citati, le economie risultanti dall’utilizzo del fondo per il salario accessorio del Comparto dell’anno precedente, in particolare derivanti da risorse ex art. 17, comma 5, e art. 15 lettera m) del CCNL del 1° aprile 1999” anche in caso di mancato rispetto del patto di stabilità.

 

La Corte ha precisato che, l’Ente, anche se inadempiente all’obbligo del rispetto del patto di stabilità, possa incrementare il Fondo per la contrattazione decentrata di ciascuna annualità, nella parte variabile, con le risorse già stanziate nel Fondo dell’anno precedente e non attribuite e in tal senso costituenti “economie”. Ciò alla luce del principio di integrale utilizzo delle risorse del Fondo in ciascuna annualità, nonché della possibilità, fatta oggetto di espressa previsione contrattuale, di riportare eventuali risorse non attribuite quali incrementi nel Fondo dell’annualità successiva, si osserva che le risorse stesse, oggetto di un mero trasferimento temporale di spesa, non possono che essere considerate fra le voci di natura variabile, a prescindere dalla eventuale certezza e stabilità della voce sulla quale le economie sono state realizzate

 

Deliberazione n. 59/2017/PAR del 27 giugno 2017

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Luglio 2017 16:16
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 132-2016 PDF Stampa

Diritti di rogito ai segretari comunali, art. 10, comma 2 bis, del decreto legge n. 90/2014.

 

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 132/2016/PAR del 08 novembre 2016 ha risposto al comune di Telti che chiedeva un parere in merito all’interpretazione dell’art. 10, comma 2 bis, del decreto legge n. 90/2014 chiedendo in particolare se “spetta la liquidazione dei diritti di rogito ai segretari comunali collocati nella fascia professionale B che prestano servizio e rogano contratti nell’interesse di enti locali sprovvisti di personale con qualifica dirigenziale”.

 

La Corte ha precisato che, la Sezione di controllo della Corte dei conti dell’Emilia Romagna, con la deliberazione n. 74/2016/PAR del 15 settembre 2016, ha ricostruito l’iter di approvazione della norma e ha analizzato le due diverse interpretazioni sopra richiamate, giungendo alla conclusione di “confermare l’orientamento esplicitato secondo i principi stabiliti in sede nomofilattica dalla Sezione delle Autonomie”, considerato che mentre ai segretari di fascia A e B spetta in ogni caso il trattamento economico equiparato a quello dei dirigenti, per i segretari di fascia C l’equiparazione si realizza soltanto se nella struttura organizzativa sono presenti dirigenti …. Ne consegue che i segretari di fascia C, che operano in comuni con presenza di dirigenti, finiscono per godere di retribuzione più elevata rispetto ai pari fascia titolari di sedi di comuni nei quali non vi siano dirigenti”.

Con riguardo al quesito posto dal Comune di Telti, questa Sezione di controllo non si discosta dall’interpretazione fornita con valore nomofilattico dalla Sezione delle Autonomie nella delibera 21 del 2015, e dalla successiva prospettazione confermativa contenuta nella deliberazione n. 74/2016/PAR della Sezione di controllo dell’Emilia Romagna.

 

Deliberazione n. 132/2016/PAR del 08 novembre 2016

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Novembre 2016 08:58
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 125-2016 PDF Stampa

La composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2. Per essi non trovano pertanto applicazione le previsioni di cui all’art.1, commi 135 e 136 della legge 24 aprile 2014, n.56.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016 ha risposto al comune di Sanluri che chiedeva un parere in merito all’applicabilità, agli Enti Locali della Sardegna, delle disposizioni di cui all’art.1, comma 136, della legge 24 aprile 2014, n.56, il quale prevede l’invarianza della spesa a carico dei Comuni per i quali trovi applicazione, in punto di composizione degli organi istituzionali, il precedente comma 135”.

La Corte ha precisato che, come correttamente ha rilevato il Consiglio delle Autonomie Locali che la composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2, come reso palese dalle disposizioni dell’art.34 della medesima legge (che ha provveduto alla modifica del solo secondo comma dell’art.1 L.R. n.4/2012). Non trova pertanto applicazione l’art.1, comma 135, in premessa richiamato.

Da quanto sopra deriva, conseguentemente, anche l’’inapplicabilità delle disposizioni del successivo comma 136, il quale presuppone, appunto, la rideterminazione del numero dei consiglieri ai sensi delle citate disposizioni.


Deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2016 07:17
 
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