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Occupazione e lavoro: monito di Medde (Cisl) al Consiglio regionale PDF Stampa
Sabato 01 Gennaio 2011 00:00

«La manovra preveda più lavoro per i giovani»

   
Il giudizio definitivo della Cisl su qualità ed efficacia della finanziaria 2011 arriverà solo dopo la concertazione tra giunta e sindacati sui contenuti del Piano straordinario per il lavoro. «Aspettando il tavolo concertativo promesso dal presidente Ugo Cappellacci - dice il segretario regionale Mario Medde - pensiamo che finanziaria debba prevedere misure trasversali di contrasto della disoccupazione giovanile, nella nostra Isola ormai al 45%, la più alta in Italia, e il reimpiego di gran parte dei circa 100 mila lavoratori in cassa integrazione guadagni e in regime di ammortizzatori sociali».

 

Secondo la Cisl la medicina che possa curare la crisi in Sardegna - crisi che ancora non ha prodotto tutti i suoi effetti devastanti - è data «dal rilancio del sistema produttivo, dalla maggiore efficienza del socio-sanitario-assistenziale, da un nuovo impulso a scuola, formazione professionale, Università e ricerca, attraverso anche una riproposizione su basi di pari dignità del confronto Stato-Regione».


LA CGIL. Alla Cgil, invece, non piace il progetto di riordino dei servizi per l'impiego presentato dall'assessore del Lavoro, Franco Manca.

 

Il sindacato critica l'ipotesi di accentramento alla Regione (Agenzia del lavoro) delle risorse e dei servizi che, invece, come è stato sottolineato anche dalle Province, «deve restare in capo agli Enti locali». La Cgil sostiene che l'assessore dovrebbe mettere in atto la legge regionale 20 del 2005 in tutte le sue parti, piuttosto che «modificarla sottraendo competenze alle Province».

 

La legge regola anche il funzionamento della Commissione regionale per il lavoro, che si è insediata con ritardo e dovrebbe essere coinvolta nella costruzione del progetto di riordino. Il sindacato sostiene quindi che le competenze delle Province non devono essere ridotte, e che la proposta dovrà essere discussa e condivisa all'interno della Commissione regionale.

 

In una nota la Cgil sottolinea l'urgenza della stabilizzazione di oltre 400 lavoratori il cui futuro è inseparabile dalla riorganizzazione dei servizi che dovrà essere attuata secondo il modello decentrato nel territorio.

 

Da: L'Unione Sarda del 30 dicembre 2010.