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Dossier/ Il 2011 per le imprese PDF Stampa
Lunedì 03 Gennaio 2011 12:48

Tasse, pensioni e prove antistress Il lavoro cambia

 


Dalla stretta sui controlli fiscali all’età per andare a riposo

 

Uffici e fabbriche dovranno certificare il livello di disagio

 

 

Il 2011 porta molte novità per le aziende, e ovviamente anche per le persone nei loro rapporti con le imprese stesse (in quanto consumatori o fruitori di servizi oppure lavoratori).

 

Adeguandosi con due anni di ritardo - come al solito - alle richieste europee, anche l’Italia nel 2011 fa diventare legge le norme per misurare e combattere lo stress in azienda. Tutti gli uffici e le fabbriche dovranno mettersi in regola entro l’estate, e c’è chi ha già cominciato a mobilitare psicologi, sociologi eccetera.

 

In Italia gli stressati dal lavoro sono calcolati in circa 4 milioni.

 

Le procedure per valutare la situazione in ogni azienda sono definite dall’Agenzia europea per la salute e recepite in Italia dalla Commissione consultiva per la salute e la sicurezza sul lavoro. In pratica si usano schede di valutazione e sopralluoghi da parte di tecnici per verificare le condizioni di stress secondo parametri prefissati: per esempio ripetitività dei compiti, possibilità di carriera eccetera. Staremo a vedere che cosa ne verrà fuori.

 

Dal punto di vista fiscale una delle innovazioni più notevoli del 2011 riguarda il cosiddetto «spesometro», cioè lo strumento con cui si valuta la capacità di spesa (e quindi il reddito presuntivo) dei contribuenti attraverso gli acquisti che fanno.

 

Da gennaio l’Agenzia delle Entrate ha abbassato da 25.000 a 3.600 euro, Iva compresa, il tetto sopra il quale scatta l’obbligo di comunicazione telematica al Fisco delle operazioni rilevanti ai fini Iva (il tetto è di 3.000 euro al netto dell’Iva nei casi di regimi minimi speciali).

 

La stretta interessa imprese, professionisti e consumatori finali. L’obbligo di registrare queste operazioni è già scattato il 1° gennaio per le operazioni fra aziende, mentre per quelle che riguardano i consumatori individuali scatterà dal 1° maggio. In pratica chi vorrà comprare qualcosa che costa più di 3.600 euro (per esempio un’automobile, o un televisore sofisticato, o un bel gioiello) dovrà portarsi dietro il codice fiscale, che il venditore registrerà e comunicherà poi all’A-genzia delle Entrate.

 

La trasmissione telematica dei dati al fisco dovrà avvenire, a cura del commerciante o del professionista, entro il 30 aprile dell’anno successivo, quindi a partire dal 2012. Il Fisco ricorre anche ad altri mezzi per combattere l’evasione e aumentare gli introiti.

 

Tutte le riduzioni previste, come quella di un quarto del minimo per gli accertamenti con adesione o l’acquiescenza, dal primo gennaio 2011 saliranno a un terzo. E sarà meno a buon mercato anche ricorrere al ravvedimento operoso, la scappatoia per chi paga le tasse ma lo fa in ritardo.

 

Vengono aumentate (sempre a un terzo) anche le multe in caso di rinuncia a impugnare l’avviso di accertamento o liquidazione o di formulare istanza di accertamento con adesione. Altre novità sono in arrivo per migliorare l'attività di controllo. Viene rivisto lo strumento dell’accertamento parziale in materia di Iva e redditi personali.

 

Il bottino che l’esecutivo attende dalle norme del pacchetto fiscale è di 610 milioni l'anno a partire dal 2011. Dalla sola diminuzione dello sconto per il ravvedimento operoso e le adesioni nelle procedure di contenzioso arriveranno 490 milioni, altri 120 milioni sono attesi dal rafforzamento dell’accertamento parziale.

 

Stretta in arrivo anche per chi vuole andare in pensione: da gennaio ai dipendenti sono necessari 61 anni per uscire dal lavoro, a causa dello scatto del terzo «scalino» previsto dalla riforma del 2007 (l’età minima per l’assegno di anzianità passa da 59 a 60 anni a fronte di almeno 36 anni di contributi) e della contemporanea entrata in vigore delle nuove regole sulla «finestra mobile» (12 mesi di attesa una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi) varate quest’estate.

 

Per gli autonomi i tempi sono ancora più lunghi, perché l’età minima è di 61 anni e la finestra mobile di 18 mesi.

 

Perciò l’età minima di pensionamento effettivo di anzianità è di 61 anni per i dipendenti e di 62 e mezzo per gli autonomi.

 

La finestra mobile si applica anche alla pensione di vecchiaia (65 anni gli uomini, 60 le donne): di fatto quindi si andrà in pensione di vecchiaia con almeno 61 anni le donne e 66 gli uomini.

 

Le nuove regole di fatto cancellano la pensione di anzianità per le lavoratrici del settore privato che potranno uscire dal lavoro dopo i 60 anni, età già prevista per la pensione di vecchiaia. La crisi economica impone di rifinanziare nel 2011 gli ammortizzatori sociali, cioè la cassa integrazione nelle sue varie forme (ordinaria, straordinaria e in deroga): è in arrivo più di un miliardo. Inoltre la legge Finanziaria ha detassato il salario di produttività: l’aliquota relativa viene abbassata al 10%, in modo che i lavoratori che hanno conservato il posto in questo periodo difficile possano godere di un sollievo economico per le esigenze loro e delle loro famiglie.

 

Fra le disposizioni della Finanziaria relative a vari settori, va segnalato che l’agricoltura potrà godere della proroga delle agevolazioni contributive per le imprese delle aree sottoutilizzate e di montagna; confermate le agevolazioni fiscali per i coltivatori diretti.

 

E l’autotrasporto riceverà nel 2011 fondi supplementari per 400 milioni di euro da destinare a interventi vari a sostegno delle aziende. Inoltre le imprese che, nonostante la crisi, avranno bisogno di lavoratori stranieri, in base al decreto sui flussi potranno assumerne 98.080.

 


Luigi Grassia. La Stampa. 2 Gennaio 2011.