Home Ultime Confcommercio: nessun crollo delle vendite a Natale
Confcommercio: nessun crollo delle vendite a Natale PDF Stampa
Martedì 04 Gennaio 2011 00:00

I consumatori: flessione dei consumi del 12%

 

Confcommercio e le associazioni dei consumatori si dividono sul bilancio dei consumi di Natale e Capodanno.

 

 

Per la Confcommercio si confermano sostanzialmente in linea con la debolezza della domanda interna e non si è assistito a nessun crollo delle vendite. Ma Adiconsum e Federconsumatori denunciano una flessione del 12 per cento e criticano l'ottimismo di Confcommercio che afferma: "tutto secondo le previsioni".

 

Secondo la Confcommercio infatti, che ha monitorato l'andamento attraverso il sistema di rilevazione delle federazioni aderenti all'associazione dei commercianti, per quanto riguarda la ristorazione, "gli italiani - sottolinea Confcommercio - non hanno rinunciato a festeggiare al ristorante il Natale e il Capodanno. In cinque milioni (circa il 2,5% in più rispetto al 2009) hanno pranzato a Natale nei 60 mila ristoranti aperti da Nord a Sud della Penisola per una spesa complessiva pari a 217 milioni di euro (il 4% in più rispetto allo scorso anno)".

 

In leggero recupero i consumi di abbigliamento quest'anno, soprattutto nel secondo semestre del 2010, anche se non ancora sufficientemente significativi. In particolare, "gli acquisti per le festività sono stati all'insegna del risparmio: sono stati, infatti, privilegiati gli accessori di abbigliamento, i "piccoli pezzi" - regali tipicamente natalizi - mentre per la vendita dei capi spalla una spinta importante dovrebbe arrivare dall'avvio dei saldi.Adiconsum e Federconsumatori: "Flessione dei consumi del 12%".

 

I primi dati sulle vendite del periodo natalizio fanno emergere una flessione dei consumi del 12%. E' quanto si legge in una nota di Adiconsum e Federconsumatori, i cui presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trafiletti, sottolineano di non "comprendere da cosa derivi l'ottimismo di Confcommercio relativamente all'andamento delle spese in occasione delle festività natalizie, ma soprattutto non si capisce dove possa portare questo atteggiamento".

 

La realtà, secondo le associazioni, "é ben diversa: i consumi nel periodo di Natale sono andati addirittura peggio delle già negative previsioni stimate dall'O.N.F. 

 

Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Tale previsione di spesa si aggirava intorno ai 5,5 miliardi. Il primo consuntivo sui dati a campione raccolti dal nostro osservatorio, invece, registra un ammontare che sfiora appena i 5 miliardi, con una caduta dei consumi del -12% rispetto allo scorso anno". Gli unici settori che avrebbero resistito al crollo sono stati quello dell'editoria, rimasto stabile, e quello dell'elettronica di consumo, che ha registrato un debole +1% (inferiore al +3% previsto in precedenza). Si riconfermano in negativo, invece: il settore dell'abbigliamento e delle calzature (-14%); il settore dei mobili, dell'arredamento per la casa e degli elettrodomestici (-21%); quello della profumeria e della cura della persona (-9%); il settore dei giochi, giocattoli e dello sport (-2%) e persino il settore alimentare (-2%).

 

News del 3 gennaio 2011, diffusa dalla Redazione Tiscali.