Home Ultime Politica: «Un 2011 di riforme, via le nuove Province»
Politica: «Un 2011 di riforme, via le nuove Province» PDF Stampa
Mercoledì 05 Gennaio 2011 15:58

Ricette per l’economia e il lavoro in Sardegna

 

E infine: «Stop ai rimpasti»

 


Cagliari. «Il 2011 sarà l’anno delle riforme», ha annunciato Ugo Cappellacci nella conferenza stampa sul bilancio della sua attività di governo e sulle previsioni per il futuro. E nel documento annuale di programmazione economica e finanziaria consegnato ai giornalisti si parla della riduzione del numero dei consiglieri regionali, dell’abolizione delle quattro nuove Province e dei Consorzi industriali, alcuni di questi recentemente commissariati. Il documento fa proprio il programma della coalizione per la seconda fase della legislatura.

 

 

Oltre alle riforme sulla capacità di spesa e sulla sanità, il documento contiene riferimenti alla riforma del funzionamento della burocrazia regionale e la razionalizzazione e modernizzazione della macchina amministrativa mediante un piano organico di semplificazione dei procedimenti.

 

Tra gli obiettivi per il 2011 anche il rilancio dell’edilizia del piano casa, la nuova continuità territoriale, il rilancio della politica energetica basata sulla green economy e sulle fonti rinnovabili, il potenziamento del settore turistico e strumenti legislativi di modifica del sistema dell’istruzione.

 

La Sardegna del 2011, ha detto il presidente, deve passare «da una società dell’attesa ad una dell’azione», guardando al capitale umano, ai giovani ed alla loro formazione. Il progetto delineato da Cappellacci durante sarà a breve esplicitato con il lancio, annunciato ieri, di una campagna di comunicazione «per suscitare in tutti noi una nuova responsabilità ed essere protagonisti per risalire la china».

 

Cappellacci ha ricordato i «cinque filoni di impegno», indicati la settimana scorsa su Novas (la rivista della giunta regionale ideata dalla gestione di Renato Soru e ora ripresa) e che pongono le basi per realizzare il coinvolgimento dei sardi nel progetto per la creazione di un nuovo modello di sviluppo: crea il tuo potenziale, dedica tempo al prossimo, riscopri il mito della Sardegna, nutri la tua terra e muovi l’energia sostenibile (per ciascuno di questi temi è stato creato un sito internet).

 

Inoltre Cappellacci ha ipotizzato una politica di sviluppo che preferisca all’industria pesante quella leggera e che parta «dallo sviluppo sostenibile, dalla green economy e dalla valorizzazione ambiente, mettendo in relazione i territori dell’interno con quelli delle coste». Sollecitato dai giornalisti, il presidente si è occupato anche di alcuni problemi politici del momento. «Le notizie su nuovi rimescolamenti di giunta - ha detto rispondendo a una domanda - sono totalmente destituite di fondamento e siamo concentrati per lavorare sui temi che da tempo attendono soluzioni strutturali». Cappellacci ha quindi spiegato che «non mi piace il termine rimpasto, parlo di una una rimodulazione della squadra, che è normale in una situazione difficile.

 

La soluzione finale che vede il maggiore contributo della politica la trovo soddisfacente e sono orgoglioso del contributo politico in un confronto con i tecnici: un mix giusto per ottenere giuste soluzioni», ha detto riferendosi al «rimpastone» realizzato l’ottobre scorso e che ha portato a 24 il numero degli assessori che si sono avvicendati in neanche due anni.

 

Sul rimpasto ha preso posizione anche il segretario del Psd’Az, Giovanni Colli: «Non mi risulta che sia dietro l’angolo, l’assessore Angelo Carta sta lavorando bene e deve farlo in tranquillità».

 

 

Da: La Nuova Sardegna, 5 gennaio 2011.