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Mercoledì 12 Gennaio 2011 12:00

Il monopolio Tirrenia sulla Sardegna non esiste più

 

Il monopolio Tirrenia sulla Sardegna non esiste più ma i trasporti marittimi rimangono al collasso, con poca concorrenza, tariffe sempre più alte e continuità territoriale inesistente. La questione è stata sollevata dai turisti che, con l'avvicinarsi dell'estate, chiedono i primi preventivi. E ora insorgono le associazioni dei consumatori e i sindacati. E anche la politica chiede un'inversione di rotta. IL PUNTO Nei porti sardi le compagnie non operano in regime di concorrenza.

 

A Cagliari e Arbatax c'è solo la Tirrenia (che ancora non accetta le prenotazioni estive), mentre negli altri scali, se si esclude l'ex compagnia di Stato, sono al massimo due le società a dividersi il mercato. Da Genova l'Isola è collegata con la terraferma da Moby e Grandi navi veloci, sia con Olbia che con Porto Torres.

 

Da Civitavecchia partono Snav e Moby. «Stiamo assistendo a tariffe insostenibili per una famiglia normale», commenta Pierfranco Meloni della Uilt. «C'è una sorta di cartello tra le poche compagnie esistenti che stanno mortificando il mercato». Per Giorgio Vargiu dell'Adiconsum «la Tirrenia non si è certo comportata bene con i sardi ma adesso con gli altri operatori la situazione non è cambiata: senza concorrenti ci sarà la recrudescenza delle tariffe, con un servizio non certo migliore». È come «se ci fosse una forma embrionale di non belligeranza tra le compagnie», aggiunge Giuliano Frau, presidente di Adoc Sardegna.

 

«Ma noi siamo un'isola e quindi la continuità deve essere salvaguardata». Per Frau l'apertura a molte compagnie avrebbe dovuto portare a una maggiore concorrenza, «cosa che non c'è stata e di cui dovremmo chiedere risposte all'assessore ai Trasporti e capire come mai la Regione sia inattiva». Gli unici a rimetterci, come precisa Romano Satolli dell'Unione consumatori, «sono i sardi e i turisti. Siamo sicuri che le altre compagnie che oggi fanno offerte eccezionali le facciano anche domani senza la concorrenza della Tirrenia? Intanto cerchiamo di intervenire subito per salvare la prossima stagione turistica».

 

INTERROGAZIONE. La situazione preoccupa anche il deputato del Pdl Mauro Pili che ieri ha rivolto al Governo un'interrogazione urgente: «Si favorisce una situazione di vero e proprio sequestro di massa ai danni dei sardi e di un isolamento senza precedenti della regione». Per questo Pili chiede di riferire urgentemente in commissione sullo stato d'attuazione delle procedure di privatizzazione della Tirrenia e di fissare i tempi necessari per completare le procedure. Inoltre sarebbe utile «convocare Tirrenia per definire il rispetto delle clausole sulla continuità e l'attivazione delle rotte indispensabili per evitare i ricatti e il monopolio delle altre compagnie» e avviare inoltre una verifica sulla legittimità degli aumenti proposti dalle società.

 

E come nella continuità aerea, sarebbe infine opportuna l'eliminazione del doppio regime residenti e non residenti».

 

SOLUZIONI. Tutti d'accordo, quindi, nel chiedere un intervento urgente a Regione e Governo. «Purtroppo avevamo detto che smantellare Tirrenia non avrebbe risolto i problemi dei collegamenti sardi», dice Giovanni Matta della Cisl, «e con l'arrivo del federalismo il problema non deve essere relegato a questione sarda». Per Michele Carrus della Cgil, la continuità «è un tema fondamentale. Serve un progetto altrimenti saremmo fuori dal mercato, ma oggi la Regione non ha la forza di farsi sentire dal Governo nazionale».

 

 

Da: L'Unione Sarda, 12 gennaio 2011.