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Portovesme: a rischio l’investimento da 150 milioni di euro PDF Stampa
Martedì 18 Gennaio 2011 10:37

Forse non verrà realizzato il parco eolico

 

È a rischio l’investimento da 150 milioni di euro della Portovesme srl per la realizzazione del parco eolico che dovrà produrre energia per alimentare l’impianto elettrolitico del settore zinco.

 

Una nuova normativa per l’installazione delle torri metalliche sormontate da potenti aerogeneratori è infatti in fase di verifica da parte del consiglio dei ministri e questo potrebbe bloccare a breve scadenza il progetto della Portovesme srl mandando alle ortiche i progressi ottenuti dall’azienda del gruppo Glencore. Il progetto della Portovesme srl rischia per questa ragione di essere congelato mettendo così in pericolo investimenti e posti di lavoro.

 

«Per le nuove norme di legge occorre attendere la conclusione dell’iter parlamentare - dice Mario Crò, segretario Uil - e non vorremo che, in questo lasso di tempo, si decidesse di congelare qualsiasi iniziativa collegata alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Occorre, secondo noi, fare un netto distinguo tra chi investe per disporre di energia elettrica per alimentare i propri impianti industriali e chi invece specula sugli inventivi e sui certificati verdi. A questo punto è indispensabile che i parlamentari sardi e i consiglieri regionali intervengano per evitare che venga bloccato l’iter del progetto della Portovesme srl». L’esigenza di una normativa che regoli l’installazione di impianti eolici è manifestata a tutti i livelli sindacali ed industriali.

 

«Occorre evitare delle speculazioni. - aggiunge Roberto Puddu, Cgil - I progetti del fotovoltaico nelle serre del Basso Sulcis devono essere sottoposti ad un preventivo studio di impatto ambientale. Si investono decine di milioni di euro per pochi posti di lavoro. Non è possibile che tutto il territorio venga seminato di tralicci e pannelli solari che sono destinati a riscaldare le serre.

 

Abbiamo chiesto alla Regione un incontro per definire quali iniziative saranno adottate a tutela dell’ambiente e del territorio». La caccia all’incentivo potrebbe indurre a sistemare pale eoliche anche in prossimità della costa e di vedere in questo modo centinaia di megawatt in rete soltanto per ottenere i finanziamenti. «Insistiamo nella nostra proposta, che riteniano equilibrata - conclude Roberto Puddu della Cgil - Gli impianti fotovoltaici ed eolici devono essere rilasciati soltanto se l’energia prodotta è per autoconsumo».

 

La Nuova Sardegna - economia. 18 gennaio 2011.