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Giunta regionale incerta tra il ricorso e la nuova legge PDF Stampa
Giovedì 20 Gennaio 2011 13:42

Tutto sulla vicenda "eolico"

 

 

La giunta incerta tra il ricorso e una nuova legge: oggi e domani l’agenda è fitta di incontri

 

 

CAGLIARI. La sentenza del Tar non ha colto di sorpresa la Regione. Erano in molti ad aspettarsi la bocciatura dell’ormai famosa delibera del 12 marzo 2010, quella che servì alla giunta per dire «stop» a tutte le domande di nuovi impianti di energia eolica. Non ha colto tutti di sorpresa perché, sin dal primo momento, c’era stato il sentore che il provvedimento avesse qualche punto debole e che fosse stato scritto e approvato in tutta fretta soprattutto per ragioni politiche. Che qualcuno collegava all’inchiesta della Procura romana sulla P3.

 

Nel marzo dell’anno scorso l’inchiesta giudiziaria, quella che vede Ugo Cappellacci nelle vesti dell’indagato assieme al discusso uomo d’affari Flavio Carboni e al coordinatore del Pdl Denis Verdini, non era ancora pubblica. C’è chi sospetta che Cappellacci, appresa notizia di altre inchieste, si sia premurato di mettersi al riparo dimostrando con un atto pubblico di essere contro le speculazioni. M

 

a c’è anche chi dice che il governatore, che non aveva dato il via libera ad alcun progetto, abbia pensato alla delibera proprio per tappare la bocca a chi gli faceva sin troppe pressioni. In ogni caso, dieci mesi fa le polemiche politiche sull’eolico infuriavano chiamando in causa il rischio di giochetti finanziari e di saccheggio ambientale attraverso le torri del vento e gli impianti off-shore. Il Tar, dando ragione a dieci imprese che si erano viste bloccare i progetti, ha giudicato la delibera illegittima contestando la facoltà che la giunta si era attribuita, quella di chiudere le porte a qualsiasi operatore privato e di diventare l’unico soggetto abilitato ad agire nel settore.

 

L’energia gode del libero mercato, ha sottolineato il Tar, e la Regione può solo approvare o bocciare i progetti, sempre motivando le decisioni caso per caso. Il presidente della commissione per il Paesaggio, Pinuccio Sciola, e la deputata del Pd Caterina Pes hanno subito gridato al pericolo di imminenti distruzioni del territorio e al ritorno degli speculatori.

 

Ma l’assessore regionale all’Ambiente, Giorgio Oppi, non condivide l’allarme. «L’annullamento della delibera - ha spiegato - non procurerà alcun assalto. Bisogna tener presente che in Sardegna la quantità di energia da produrre è stata ampiamente superata e che, per legge, oggi è consentito realizzare gli impianti eolici solo nelle zone industriali o nelle aree circostanti se non tutelate.

 

Qualcuno pensa che alcuni dei progetti non possono più essere bloccati? Lo vedremo. Anche noi abbiamo le nostre carte». Cosa farà ora la Regione? Non viene escluso un ricorso al Consiglio di Stato, anche se le speranze di far ribaltare la sentenza del Tar sarebbero ridotte al lumicino. La giunta sta consultando i propri legali e a giorni deciderà. «In ogni caso - ha detto Oppi - ci sono gli strumenti per centrare l’obiettivo che ci siamo dati, cioé evitare rischi per l’ambiente, assalti al territorio e speculazioni di qualsiasi genere. Ne avevamo parlato prima, ora si tratta di studiare bene la sentenza del Tar e prendere provvedimenti quanto prima».

 

Cappellacci, ha riferito Oppi, ha annunciato alla giunta che «non tornerà indietro. Il presidente è stato chiaro: non rinuncerò alla mia battaglia».

 

Tra oggi e domani ci saranno le verifiche tecniche e gli incontri politici della giunta per decidere cosa fare. Non è esclusa l’ipotesi di una nuova legge, che rafforzi l’idea dello «stop» con l’unica finestra delle concessioni in aree industriali e solo per «soddisfare - come recita la delibera del marzo 2010 - il fabbisogno energetico dell’azienda per autoconsumo e autoproduzione».

 

 

La Nuova Sardegna, 20 gennaio 2011.