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Pastori, la protesta riparte da Silanus PDF Stampa
Martedì 25 Gennaio 2011 09:45
riprende la lotta da Silanus
Domani dalle 10 al Monte Granatico si riunisce l'assemblea di Mps alla presenza del suo leader, Felice Floris, per programmare le iniziative di protesta da attuare nell'immediato. Per nulla impauriti dagli scontri con le forze dell'ordine a Civitavecchia, gli allevatori non rinunceranno a varcare il Tirreno.
Tre le tappe annunciate dai pastori per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle loro emergenze: il porto commerciale di Oristano, Roma e Milano.
 
LA LOTTA
La prima manifestazione del 2011 potrebbe essere organizzata a Oristano: nel mirino ci sarebbe il porto commerciale. «Dove», dice Floris, «arriva il mangime per il bestiame che, per effetto di chissà quale magia finanziaria, viene acquistato a circa dieci euro e a noi è rivenduto a quaranta euro.
Una truffa legalizzata che non può e non deve continuare». Il calendario della protesta non è ancora stato stilato, ma l'assemblea di domani a Silanus (che dovrebbe essere ripresa da una troupe televisiva estera) è stata convocata proprio per definire le date.
La riunione sarà anche l'occasione per parlare dei contatti fra Mps e gli altri movimenti dei pastori del Sud Italia.
La settimana scorsa, una delegazione di pastori arrivati dall'Isola ha partecipato a un'assemblea a Taranto con gli allevatori campani, siciliani, campani, pugliesi e lucani. Obiettivo è la creazione di una rete di pastori del Mediterraneo. I rappresentanti del Movimento, a Bari, sono stati ricevuti anche dal governatore della Puglia Nichi Vendola.
«Non solo in quanto presidente della Regione Puglia, ma anche come presidente della conferenza Stato-Regioni sulle questioni agroalimentari.
L'aspetto importante per noi è stato il riconoscimento ufficiale del movimento», aggiunge Floris: «A Taranto abbiamo scongiurato l'abbattimento di un allevamento risultato positivo alla diossina: la colpa non era del pastore, che anzi dovrà essere indennizzato, bensì delle industrie della zona che qualche traccia di inquinamento la lasciano».
LE TRASFERTE
 
Comunque, Mps non si fermerà in Sardegna per far sentire la sua voce. Possibili manifestazioni entro gennaio a Roma e a Milano e gli obiettivi potrebbero essere i poli finanziari delle due metropoli. Floris, in questo senso, precisa un aspetto legato alla comunicazione delle date e delle manifestazioni alle Questure: «Sia chiaro, non chiederemo autorizzazioni perché non sono dovute, visto che ancora viviamo in una democrazia», spiega il leader dei pastori sardi.
«Se decideremo di manifestare faremo pervenire alle forze dell'ordine la comunicazione del nostro spostamento dalla Sardegna, nella speranza che quel che è accaduto a Civitavecchia un mese fa non si ripeta».
IL MINISTRO
 
 Nei giorni scorsi qualche novità positiva è arrivata dal Governo.
Il ministero delle Politiche agricole ha dato disponibilità a incontrare i pastori sardi, protagonisti nei mesi scorsi di una vera e propria rivolta che ha bloccato strade e aeroporti, «anche in previsione della convocazione di una nuova riunione del tavolo della filiera nazionale».
E a dirlo è stato il ministro Giancarlo Galan nel corso del Question time alla Camera. «La crisi del settore e l'importanza di questo settore per l'economia sarda e per quella nazionale mi è nota», ha sottolineato il ministro, che rispondendo a un'interrogazione ha respinto l'accusa di una predilezione del Governo per gli agricoltori e i pastori del Nord Italia: «Una diversità di trattamento tra produttori di latte del Nord e pastori sardi non mi può essere rimproverata».
Disponibilità che però non bloccherà le iniziative di lotta per ottenere un prezzo del latte più equo e per avere gli indennizzi che permetterebbero al settore di risollevarsi dopo una serie di annate che hanno riservato ai produttori soltanto dispiaceri.
L'Unione Sarda, 25 gennaio 2011.