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Inquinamento e marea nera: interviene la Procura PDF Stampa
Giovedì 27 Gennaio 2011 10:05

Vertice in Procura sull'incidente

 

Sassari.  Interrogatori fiume e vertice in Procura: l'inchiesta sulla marea nera è a una svolta. Dieci persone hanno già raccontato la loro verità sull'incidente dello scorso 11 gennaio, quando almeno diciottomila litri di olio combustibile sono stati riversati nelle acque del mare.

 

Nei verbali della Capitaneria di Porto è finito il racconto dei dirigenti dello stabilimento turritano chiamati a fornire spiegazioni e dettagli sulle procedure messe in atto all'interno per mantenere alti i livelli di sicurezza nell'area del molo liquidi dell'impianto della multinazionale tedesca E On.

 

Questa mattina il capitano di fregata, Giovanni Stella, incontrerà Paolo Piras, il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta che ipotizza il reato di danno ambientale.

 

Gli investigatori faranno il punto della situazione alla luce dei nuovi elementi emersi dagli interrogatori. Si tratta, però, solo del primo capitolo dell'inchiesta.

 

Nei prossimi giorni verranno convocate le altre persone coinvolte nell'incidente, operai e tecnici che quel martedì sera stavano lavorando alle operazioni di scarico della nave Esmeralda. Saranno loro a dire che cosa non ha funzionato sul pontile liquidi dello stabilimento, quando una delle manichette utilizzate per svuotare le cisterne della nave si è bucata e ha lasciato fuoriuscire migliaia di litri di olio. Ma non solo.

 

Alle domande degli investigatori dovranno rispondere anche gli addetti alla bonifica, ovvero il personale specializzato della società incaricata di fornire pronto intervento in caso di emergenza. Loro dovranno ricostruire tempi e modi di quegli istanti in cui il mare si è sporcato di nero e l'olio si è allargato in una macchia scura che ha avvolto il golfo dell'Asinara, per poi sparire nella notte e ricomparire solo all'alba.

 

Una colla raggrumata in ciottoli color liquirizia che prima si è sparpagliata sul versante ovest dell'isola e qualche giorno dopo ha imbrattato le acque e le spiagge di Capo testa nel comune di Santa Teresa di Gallura. Intanto continuano a piovere le reazioni degli amministratori locali.

 

Il sindaco di Stintino Antonio Diana assicura, «stiamo monitorando la situazione e stiamo lavorando per evitare un danno ambientale maggiore lungo la costa che possa tradursi in un danno di immagine. Speriamo che si tratti di pochi residui che potranno essere recuperati in breve tempo». 

 


L'Unione Sarda, 27 gennaio 2011.