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Repubblica: La rivoluzione dei postini PDF Stampa
Venerdì 28 Gennaio 2011 00:00

Raccomandate alle edicole

 

Il caso 

 


La rivoluzione del postino raccomandate alle edicole

 


Arrivano i postini privati.

 

 

Una cartolina con la pubblicità della pasta annuncia la raccomandata.

 

Si va a ritirarla al supermercato. O in cartoleria, in edicola e dal tabaccaio. Niente code agli sportelli perché quelle in giacenza possono essere consegnate anche lì.

 

 

Il campanello di casa suona anche tre volte e non è un solo postino a portare le lettere: più operatori al giorno, ciascuno di una società diversa. Le tariffe potrebbero essere ritoccate verso il basso e nei centri più piccoli le cassette delle lettere restare vuote il sabato, ma se arriva il "postino telematico" a lui si possono pagare le bollette. Questa è la fotografia del dopo-liberalizzazione del servizio postale in Italia.

 

L’ultimo passaggio è iniziato il primo gennaio: da allora altri operatori possono distribuire la corrispondenza sotto i 50 grammi, come lettere e cartoline, tranne le notifiche degli atti giudiziari, le multe e la filatelia.

 

Il servizio universale, cioè l’obbligo di consegnare la posta anche dove è antieconomico, resta esclusiva delle Poste Italiane fino al 2016.

 

Ma in un mercato che vale circa 4 miliardi di euro potrebbero guadagnare spazio diversi soggetti. Il quadro deve ancora essere definito perché il decreto legislativo approvato lo scorso 22 dicembre dal governo, sentiti in questi giorni i pareri delle commissioni parlamentari competenti, dovrà ricevere il via libera del Consiglio dei ministri. Ma di fatto apre alla concorrenza per le raccomandate della pubblica amministrazione, come la corrispondenza a contenuto pubblicitario, la posta massiva (estratti conto delle banche), la stampa, l’editoria e le assicurate. «Sarà determinante la capacità di lavorare con le reti: con la liberalizzazione resteranno gli operatori che sanno competere in modo aggressivo», dice Carlo Scarpa, ordinario di Economia politica a Brescia.

 

Oggi il principale rivale di Poste è Tnt Post Italia, con una quota di mercato pari al 7%, che punta ad arrivare al 20% nel 2015. La sfida sarà di avvicinare il servizio ai cittadini. «Abbiamo stretto un accordo a Verona con i supermercati Migross per il ritiro delle raccomandate anche il sabato - racconta Luca Palermo, ad di Tnt Post Italia - un servizio che estenderemo ad altre città». E aggiunge: «A Bologna e Torino abbiamo un accordo con un’azienda di prodotti di cancelleria per il ritiro delle raccomandate giacenti, questi potranno diventare punti di raccolta della corrispondenza». «Più che sui volumi di posta privata - continua Palermo - punteremo sullo sviluppo dell’e-commerce e sul direct marketing delle compagnie».

 

Per il corriere italiano Uniposte recapitare le raccomandate degli enti pubblici è la novità più interessante, mentre si sperimentano vie alternative per i servizi postali. Nei comuni toscani di Pelago e Cantagallo e in una frazione di Massa da febbraio sarà allestito in una tabaccheria un ufficio postale in cui un operatore riceverà la posta dei cittadini e la consegnerà a Citypost.

 

 La società con 80 agenzie in Italia potrebbe lavorare anche con altri centri che reclamano disservizi. Per molti operatori gli effetti della liberalizzazione saranno limitati: «Siamo in attesa del decreto attuativo e dell’istituzione dell’authority: conduciamo una battaglia perché sia indipendente», dice Marco Carenini, presidente Aicai. Intanto anche Poste Italiane rilancia con una serie di novità.

 

Dopo la sperimentazione a Prato e l’Aquila, diffonde il "postino telematico" - che porta i servizi a domicilio e permette da casa di pagare i bollettini - anche a Milano, Roma, Bologna, Firenze e in diversi paesi. «Una figura strategica per raggiungere il territorio», chiarisce l’ad Massimo Sarmi. E annuncia: «Estenderemo le funzioni di pagamento al mondo del commercio elettronico».

 

A Roma è partito il servizio per cui i cittadini possono chiedere certificati anagrafici negli uffici postali ed è stato appena firmato un accordo con Federfarma la consegna di farmaci. «Il servizio universale sarà di qualità, per il resto vedremo», conclude Sarmi.

 

Da: Repubblica, 27 gennaio 2011.