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Aiuti alle imprese. Le risorse per il 2011 PDF Stampa
Lunedì 31 Gennaio 2011 09:12

Due miliardi di incentivi dalle regioni

 

 È la dote destinata alle Pmi per innovazione, reti d'impresa e accesso al credito

 

 

LE AGGREGAZIONI 

 

 

Dopo il via libera giunto dalla Commissione Ue, Lazio e Toscana aprono i bandi per agevolare i processi di integrazione Il governo taglia, le regioni sfoltiscono. Per gli incentivi è iniziato un anno all'insegna della semplificazione, almeno sulla carta. In attesa della riforma nazionale degli aiuti alle imprese, che entrerà in vigore nel 2012, le regioni cercano di far quadrare i conti dopo la riduzione dei trasferimenti statali, senza però rinunciare agli investimenti. Sommando nuovi stanziamenti (pochi) e il ripescaggio di fondi europei non spesi, il budget complessivo per il sostegno alle piccole e medie imprese si aggira intorno ai due miliardi. Una sfida riuscire a distribuirli tutti: l'esperienza del passato insegna che molte Pmi si sono tenute lontane dagli sportelli regionali a causa degli iter complessi e dei tempi lunghi per ottenere le risorse.

 

 

In Lombardia, a esempio, si contavano ben 25 diversi strumenti di incentivo alle imprese, a inevitabile rischio sovrapposizione.

 

«Puntiamo a semplificare e razionalizzare - promette il vice presidente Andrea Gibelli, assessore all'industria, artigianato, edilizia e cooperazione - attraverso l'unificazione dei bandi regionali. Nei prossimi giorni pubblicheremo nuove misure di sostegno ispirate a questi principi».

 

 

A disposizione per il 2011 uno stanziamento di quasi 400 milioni, di cui la metà da reiscrizioni di risorse Ue. Anche nel Lazio la parola d'ordine è semplificazione.

 

«A dicembre - spiega Pietro Di Paolo, assessore alle attività produttive - la giunta ha approvato la proposta di legge sull'applicazione dello Small business act in cui si prevede che tutti i testi normativi con riflessi sulle Pmi siano redatti con disposizioni chiare, semplici e comprensibili, tenendo ben presente l'ottica degli imprenditori».

 

La palla passa ora al Consiglio regionale che esaminerà il disegno di legge a marzo.

 

Nella gestione dei budget l'azione dei governatori si snoda lungo due direttrici: da un lato sostenere l'accesso al credito delle Pmi, rafforzando i fondi di garanzia regionali, dall'altro supportare l'innovazione, conditio sine qua non per la competitività delle imprese sullo scenario globale.

 

«In questo momento l'accesso al credito e la garanzia continuano a essere le misure più richieste - sottolinea Sara Giannini, assessore alle attività produttive delle Marche - per questo intendiamo potenziare il fondo di garanzia regionale e attiveremo un accordo con l'Abi sullo smobilizzo dei crediti verso la Pa».

 

Il Veneto sta per attivare nuove linee di intervento nell'ambito di ricerca e innovazione per ulteriori 12 milioni, insieme all'avvio della fase operativa di un nuovo fondo regionale di garanzia e controgaranzia per le Pmi, con una dote iniziale di 35 milioni.

 

In Campania è stata avviata la liquidazione di una prima tranche di incentivi di 3,5 milioni di euro a un centinaio di aziende per il consolidamento delle passività a breve, insieme al pagamento dei "bonus" per il credito d'imposta regionale per nuovi investimenti produttivi, che dispone di un budget di 60 milioni. Non è invece ancora operativo (ma lo sarà entro marzo) il credito d'imposta introdotto dalla Sicilia per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese.

 

C'è attenzione anche sul fronte delle aggregazioni: dopo il via libera da Bruxelles, la settimana scorsa, alla norma che concede agevolazioni alle reti d'impresa, la Toscana sta per riaprire il bando per sostenere i processi di integrazione, mentre nel Lazio si apriranno a marzo i bandi per incentivare le "unioni" di Pmi nei settori del chimico - farmaceutico, agroalimentare ed elettronica, adottando la formula del contributo a fondo perduto. Per supportare le imprese a caccia di nuove opportunità all'estero si sta, infine, diffondendo il modello del voucher: in Piemonte per esempio è in corso l'assegnazione di "buoni" per la copertura delle spese di promozione all'estero sostenute dalle Pmi in occasione di fiere internazionali oltre confine, modello che sta per debuttare anche in Lombardia.

 

 

© Il Sole 24Ore, 31 gennaio 2011.