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Continuità, il ministro pronto a trattare PDF Stampa
Martedì 01 Febbraio 2011 11:47

Matteoli apre a possibili modifiche

 

Mauro Pili annuncia una prossima mobilitazione per fermare il decreto sulla nuova continuità territoriale.
Con il deputato del Pdl, ci sono le associazioni degli emigrati sardi e le industrie del turismo, alleati di ferro in questa battaglia perché venga imposta alle compagnie aeree che collegano la Sardegna al resto d'Italia una tariffa unica.
Senza distinzioni fra residenti e non, «senza discriminazioni», dice il deputato, «seguendo la risoluzione della Camera, dove si indicavano tutti i cittadini europei - in transito da aeroporti italiani da e per la Sardegna - come beneficiari della tariffa agevolata». Una spinta agli arrivi, nuove porte verso l'Isola, questo il principio della battaglia politica del parlamentare sardo.
Ieri Pili ha messo sotto accusa le compagnie aeree («comportamento scorretto»), chiedendo ufficialmente con un'interpellanza alla Camera che il decreto venga fermato.
Le azioni da fare sono importanti e urgenti: «revoca del decreto; estensione della tariffa unica ai non residenti; revisione delle tariffe; riavviare l'istruttoria con la Regione; proroga del regime attuale di continuità in attesa di ridefinirne una nuova». Altrimenti «metteremo in atto una mobilitazione nazionale», dice Pili, «per rivendicare i diritti dei sardi e della Sardegna».
PREZZI VECCHI E NUOVI
 
La piazza cagliaritana sembra quella che pagherà di più la nuova continuità. Cagliari - Milano per non residenti costerà 168,81 euro, oggi se ne pagano in media 111. Per i residenti, il prezzo scenderà da 77,81 (in media) a 74,81 euro. Cagliari - Roma per i non residenti costerà 30 euro in più circa (oggi viene offerto a circa 101 euro), calerà di 3 euro il prezzo per i residenti (costerà circa 64 euro).
IL MINISTRO
Altero Matteoli ha diffuso una nota che apre a una possibile modifica delle cifre. «I decreti sulla continuità territoriale aerea con la Sardegna sono frutto della proposta fatta e approvata dalla Conferenza dei servizi presieduta dal presidente della Regione, di cui il ministero ha preso atto», dice il ministro, «se, comunque, la Regione intendesse approfondire ulteriormente la materia, nulla osta». Matteoli aspetta un cenno ufficiale dalla Regione che insiste per arrivare allo stesso obiettivo.
 
L'OPPOSIZIONE
 
Il Pd non molla la presa, sui trasporti aerei. È ancora il capogruppo Mario Bruno ad accusare la Regione: «Il ministro dei Trasporti non fa altro che confermare quanto avevamo affermato: il decreto sulla continuità è frutto della proposta della Regione e non tiene conto degli annunci propagandistici sull'uguaglianza dei cittadini residenti, degli emigrati e di tutti gli altri che volessero recarsi in Sardegna». Secondo Bruno «è pericoloso perché tutto ciò avviene a meno di 60 giorni dall'inizio della stagione turistica».
 
L'ASSESSORE AL TURISMO
«Tassa di soggiorno, licenziamento dei dipendenti Meridiana, aumento delle tariffe navali e ora ecco la nuova continuità: non passa giorno senza che la Sardegna riceva sonori schiaffi volti a limitare il movimento delle persone e delle merci, ma soprattutto a colpirla nell'unica industria rimasta in attività, il turismo», dice l'assessore al Turismo della Provincia di Cagliari, Piero Comandini.
 
LA CONFINDUSTRIA
 
Gli industriali sardi contestano la nuova continuità territoriale e i possibili effetti sul turismo: «L'anno scorso avevamo ribadito la necessità di assicurare a tutti, residenti e non, la possibilità di poter contare su tariffe convenienti e un adeguato numero di tratte per spostarsi da e per la Sardegna.
Adesso ci troviamo di fronte a un generalizzato aumento delle tariffe che rischia di sortire un effetto devastante per l'industria turistica».
Secondo Confindustria «non si può pensare di assistere passivamente, mentre le imprese dell'industria turistica sarda vengono messe fuori mercato da provvedimenti avulsi dal contesto economico. Fra pochi mesi tutte le strutture alberghiere della Sardegna apriranno per l'avvio della stagione estiva e devono poter contare su una vera continuità territoriale che favorisca l'arrivo dei turisti».
L'Unione Sarda, 1 Febbraio 2011.