Home Normativa PATTO DI STABILITA' Patto di stabilità 2011 - In conferenza stato-città il decreto correttivo - Il Sole 24ore - 2 febbraio 2011
Patto di stabilità 2011 - In conferenza stato-città il decreto correttivo - Il Sole 24ore - 2 febbraio 2011 PDF Stampa

Sconti per mille comuni
DIETA SELETTIVA - All'esame anche i tagli ai compensi dei politici - La riduzione interviene sui livelli fissati nel 2000 ed esenta chi è già sotto

 

MILANO - In arrivo la clausola di salvaguardia per evitare guai eccessivi ai comuni troppo colpiti dal patto di stabilità e le regole per la nuova austerità nelle «buste paga» della politica locale. Arrivano oggi in conferenza Stato-città due provvedimenti chiave per l'attuazione della manovra destinata agli enti locali: il primo serve a mitigare il patto sui comuni più colpiti, e dovrebbe impedire all'obiettivo del 2011 di superare una percentuale (il riferimento è all'8%) della spesa corrente. Il Dpcm, su cui ieri i tecnici del governo era ancora al lavoro, nasce per «tagliare le punte» del nuovo patto di stabilità. Il cambio di regole, infatti, si rivela a conti fatti molto punitivo: il record è a Loreggia (Padova) e Nocera Umbra, dove i vincoli chiederebbero di migliorare il bilancio di una somma pari a più del 50% delle spese il che, nella quasi assenza di manovrabilità sulle entrate, significherebbe dimezzare di botto le uscite. Al di là dei casi limite, la nuova regola interessa molti: una clausola di salvaguardia fissata all'8% offrirebbe sconti a 967 comuni, cioè più del 40% di quelli chiamati a rispettare il patto nel 2011. Tra gli interessati anche molti capoluoghi, tra cui Torino, Padova, Taranto, Brescia, Reggio Emilia, Perugia, Arezzo.

Alla partita guarda anche Milano, per ragioni diverse: gli sconti messi in campo dal decreto sono alimentati dai 480 milioni assicurati ai comuni dalla manovra correttiva, che ne ha destinati una quota ancora da stabilire alla città dell'Expo. Nelle scorse settimane si era parlato di un assegno da 80 milioni, ma il bottino del capoluogo lombardo per finanziare i pagamenti delle nuove linee metropolitane 4 e 5 potrebbe essere un po' più consistente. Le cifre finali, comunque, devono ancora essere stabilire, mentre appare più tranquilla la navigazione del provvedimento sui tagli alle indennità degli amministratori, che dopo l'ok in conferenza dovrà andare al consiglio di Stato. Le sforbiciate (dal 3 al 10%, crescenti con la dimensione del comune) incideranno sulle indennità previste dal Dm 119/2000 (mai aggiornate): chi già si trova sotto quel livello, quindi, non sarà costretto a rivedere i «costi della politica». Rispetto alla manovra, sale da 15mila a 30mila abitanti la soglia sotto la quale il dazio da pagare è limitato al 3%: un aggiustamento tecnico, per evitare che le percentuali fissate dalla manovra offrano a un comune di 15mila abitanti indennità più alte rispetto a uno da 29mila. L'austerità della manovra, inoltre, colpisce anche i revisori dei conti: la Corte dei conti della Lombardia ha confermato che il taglio del 10% riguarda anche loro. © RIPRODUZIONE RISERVATA



Gianni Trovati