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Certificati medici: la malattia si comunica online PDF Stampa
Venerdì 04 Febbraio 2011 09:42
Da Febbraio le nuove regole
Certificati medici – Da febbraio sono pienamente applicabili le regole per i dottori tenuti ad attestare la patologia dei lavoratori via internet
La malattia si comunica online. Lavoratori esentati dalla spedizione se il datore riceve l'attestazione sulla Pec. 
Il collegato lavoro allarga ai privati le regole della Pa L'Inps dovrebbe inviare i documenti a tutte le imprese
Il 31 gennaio è terminato il periodo individuato dalla Funzione pubblica (circolare 2 del 2010) durante il quale le amministrazioni competenti hanno evitato di rilevare gli inadempimenti e di applicare le relative sanzioni, ai medici che non hanno inviato telematicamente i certificati di malattia.
Benché a molti operatori la decisione di concedere una moratoria sia apparsa come un differimento dell'entrata in vigore del nuovo sistema di certificazione telematica, in realtà non è così.
I medici - già dallo scorso anno - sono tenuti alla trasmissione telematica dei certificati nfatti,di malattia, sia nel settore privato, sia in quello pubblico. L'adozione del certificato telematico esenta i lavoratori, di entrambi i settori, dal successivo invio all'Inps (circolare 60/2010).
La consegna al datore di lavoro. Riguardo alla consegna al datore di lavoro dell'attestazione di malattia, si segnala che nel settore pubblico questo obbligo è già venuto meno in quanto la certificazione è direttamente trasmessa dall'Inps all'amministrazione interessata (articolo 55 septies, comma 2, Dlgs 165/2001).
Nel settore privato, invece, questo aspetto non è molto chiaro. La norma di riferimento (articolo 1, comma 149, legge 311 del 2004, richiamata e ribadita dall'articolo 4, del decreto del Ministero della salute del 26 febbraio 2010) prevede che entro due giorni dal rilascio, il lavoratore consegni o trasmetta (per raccomandata) l'attestazione di malattia al datore di lavoro.
Il dipendente può essere esonerato solo se il datore di lavoro chiede all'Inps (circolare 119/2010) l'invio alla propria casella di posta elettronica certificata delle attestazioni di malattia (in formato telematico). Per i datori di lavoro privati, quest'ultima scelta è una facoltà e non un obbligo e se l'azienda non la attua, il lavoratore resta obbligato alla trasmissione postale del certificato. Peraltro, qualora il datore di lavoro optasse per ricevere i certificati nella propria casella Pec dovrebbe informare i lavoratori del venir meno, per loro, dell'obbligo di consegna.
Il collegato lavoro Di recente, con il collegato lavoro (articolo 25, legge 183 del 2010) il legislatore ha realizzato un parallelo legislativo tra pubblico e privato un po' bizzarro, prevedendo che, in tutti i casi di assenza per malattia dei dipendenti di datori di lavoro privati per il rilascio e la trasmissione della attestazione di malattia, si applichino le regole previste per il pubblico impiego e contenute nell'articolo 55-septies del decreto legislativo 165/2001;
l'ultima parte del comma 2, di questa disposizione, obbliga l'Inps a trasmettere le certificazioni all'amministrazione in cui il dipendente pubblico lavora.
Applicando questa regola nel settore privato (considerando che l'amministrazione corrisponde all'azienda) si potrebbe individuare l'obbligo, per l'Inps, di inviare le certificazioni ai datori di lavoro. Se così fosse, anche il lavoratore privato (come quello pubblico) non dovrebbe più consegnare l'attestato di malattia all'azienda e la riforma sarebbe completa.
Occorre, quindi, capire l'esatta intenzione del legislatore; a tale proposito può essere utile segnalare che - nel dossier 193 di febbraio 2010, curato dal Servizio Studi del Senato - a commento dell'articolo 25 del collegato lavoro viene precisato:
«L'articolo 25 estende, per i casi di assenze per malattia, ai lavoratori dipendenti privati il meccanismo valido per i dipendenti pubblici, in base a cui l'Inps trasmette in via telematica l'attestazione medica al datore di lavoro».
Al di là dei vari dubbi, una cosa è però certa: anche nel settore privato, l'assenza per malattia che supera i dieci giorni e, in ogni caso, a partire dal terzo evento nell'anno, deve essere giustificata con un certificato rilasciato dal medico convenzionato o da una struttura sanitaria pubblica.
© Il Sole 24Ore del 4 Febbraio 2011.