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Il Federalismo va ai tempi supplementari PDF Stampa
Sabato 05 Febbraio 2011 00:00
Politica e amministrazione
Il federalismo ora va ai tempi supplementari

Il voto che ha chiuso, nella Bicameralina, la discussione sul federalismo municipale è, in qualche modo, una metafora della condizione politica attuale. Pari e patta, quindici a quindici, e palla al centro. Non ci facciamo mancare niente per complicare le situazioni.
Un pareggio consente a tutti di dichiararsi vincitori, come generalmente accadeva ai tempi della prima repubblica all'indomani di ogni elezione. Oltretutto (è bene ricordarlo) il voto di ieri ha valore soltanto consultivo, e non vincolante.
Dopo aver minacciato, alla vigilia, le elezioni anticipate nel caso in cui il verdetto della Commissione non avesse raggiunto «quota sedici», ieri mattina (arrivando a San Macuto) il ministro Bossi ha fatto un passo indietro: «Vedremo», ha risposto a chi gli sollecitava una conferma del proposito di rompere tutto.
E ieri pomeriggio, al termine di un vertice a Palazzo Grazioli, ha corretto ulteriormente il tiro: «Non si va a elezioni».
Segno che l'asse con Berlusconi è rimasto ben saldo, contrariamente ai pronostici di quanti auspicavano (o paventavano) una crisi coniugale senza sbocchi. Da molto tempo, ormai, le politica (con l'esasperazione delle tifoserie) ha preso a prestito molti termini del gergo calcistico. Se una partita finisce in pareggio (0-0 o 15-15, non fa differenza) si va ai tempi supplementari, e in caso di ulteriore parità, ci si affida ai calci di rigore.
La giornata di ieri è stata esemplare, ricca di falli e fuorigioco. Il federalismo, ma non solo.
La mattina c'è stato un nuovo scontro in aula sulla casa di Montecarlo, fra il ministro degli esteri Franco Frattini e il capo ultrà di Futuro e libertà Italo Bocchino.
La Corte costituzionale ha ammesso il referendum sul legittimo impedimento promosso da Antonio Di Pietro.
E, tanto per chiudere, la camera ha votato sulla competenza della procura di Milano a istruire il processo contro Berlusconi per i reati di concussione e di prostituzione minorile.
Il voto ha confermato l'attuale compattezza della maggioranza (nella Bicameralina, dopo il passaggio di Baldassarri all'opposizione, i numeri non c'erano, neppure sulla carta). Ma i tempi supplementari non si annunciano agevoli per chi governa.
La panchina è troppo corta per garantire a lungo la stabilità.
E l'opposizione (ora che si è convertita, almeno a parole, alla scelta delle elezioni anticipate) sfrutterà ogni occasione per favorire l'implosione della maggioranza.
Che ha una sola possibilità per andare avanti: governare. Lasciando da parte recriminazioni o manifestazioni di piazza. Quello è un ruolo più adatto a chi deve arruolare altri tifosi.
Il Sole 24 Ore, 4 Febbraio 2011.