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Olbia e la giunta azzerata PDF Stampa
Lunedì 07 Febbraio 2011 09:15

Domani si decide

 

 

Due settimane esatte di crisi, a oggi. Ma domani cambia la musica nel centrodestra.

 

Pdl e alleati scoprono le carte, con un “sorvegliato speciale”: Gianni Giovannelli.

 

 

Olbia. La partita è doppia: da una parte il patto di fine legislatura, dall'altra l'eventuale rimpasto della Giunta. Ovvero, Olbia saprà se torna alle urne con quindici mesi anticipo.

 

IL VERTICE

 

Ancora ventiquattro ore di silenzio. Poi arriva il verdetto per il centrodestra. E da lì non si esce: o viene siglata la pace o sarà voto anticipato.

 

La battaglia - la terza dal 2007 - ha preso avvio il 25 gennaio, quando sei assessori pidiellini hanno aperto la fronda al primo cittadino. Deleghe restituite, Giunta azzerata, Giovannelli bis sepolto. Da allora, berlusconiani ed An sono andati avanti a colpi di vertici segreti.

 

Fino a venerdì, quando Riformatori e Dc si sono seduti al tavolo. Nel frattempo anche l'Udc è stata chiamata in conclave. Domani si replica, con una novità: l'inquilino del Municipio verrà chiamato al confronto.

 

SANNA A RISCHIO

 

Inutile dire che il grosso dello scontro si combatte sul rimpasto. Nel Pdl nessuno lo ammette, ma il partito vuole il terzo valzer di poltrone. A rischiare è Vanni Sanna, l'assessore alla Cultura finito nel mirino dopo l'uscita dei Fli dalla maggioranza.

 

Perché in Aula erano loro, i finiani-ex Liberi, a sostenerlo. Sanna, però, non li ha seguiti, è rimasto nel Pdl. Ma al gruppo consiliare non va bene lo stesso. Non solo: la cacciata di Sanna è funzionale a liberare la poltrona promessa venerdì al Psd'Az.

 

IL SINDACO

 

Insomma, il Pdl ha già previsto tutto. Ma potrebbe non aver fatto i conti con l'oste. Perché Giovannelli non sembra intenzionato a porgere l'altra guancia.

 

Il sindaco l'ha messo in chiaro da subito: o sceglie lui gli assessori o manda tutti a casa. Quanto basta per capire che la corda non può essere tirata all'infinito.

 

I COMMENTI

 

I partiti alleati bollano il rimpasto come «una questione Pdl» e si concentrano sul patto di fine legislatura. Ovvero, una scaletta di priorità amministrative.

 

Paolo Calaresu, assessore alla Pubblica istruzione nonché coordinatore dei Riformatori, dice: «A noi interessa il programma. Dobbiamo accelerare sulle opere urbanistiche e il piano Dehors (i gazebo dei commercianti).

 

Così Antonello Ruda, capogruppo Udc: «Bisogna pensare al quotidiano e dare risposte alle emergenze della città». Com'è ovvio, Stefano Fancello, probabile nuovo assessore Psd'Az, non risponde al telefono. Ma Giovanni Colli, il segretario regionale, sottolinea: «Se venerdì ci sia stato un incontro, lo ignoro, ero impegnato a Verona in una conferenza. Ma i dirigenti locali hanno la massima autonomia. Prenderanno la scelta più giusta».

 

 

L'Unione Sarda, 7 Febbraio 2011.