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La riforma sarà a regime nel 2016 PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 11:09

Dopo tre passaggi parlamentari e la riscrittura quasi integrale del testo, la cornice della riforma federalista adesso c'è. Ed è costituita da: abolizione dei trasferimenti statali erogati sulla base della spesa storica realizzata in periferia; attribuzione a ogni livello di governo di un mix di tributi propri e compartecipazioni con cui finanziare le proprie spese, distinte in essenziali e non essenziali; perequazione per coprire al l00% le prime, sulla base dei costi standard registrati nella Regione più efficiente, e ridurre le differenze territoriali nelle seconde; patto di convergenza per accompagnare al "D-Day" gli enti in difficoltà; nascita di Roma capitale e delle Città metropolitane; premi per le amministrazioni virtuose e sanzioni per quelle in dissesto finanziario; salvaguardia dei fondi pluriennali Ue per il Mezzogiorno, che restano aggiuntivi rispetto alle risorse nazionali, e nuova fiscalità di sviluppo.

A definire i contenuti della legge delega sarà un numero imprecisato di decreti legislativi, che saranno esaminati da una commissione parlamentare bicamerale e dovranno arrivare entro due anni (tre per l'istituzione delle Città metropolitane), dopodiché partiranno i cinque anni di transizione. 

 

LE TAPPE

GIUGNO 2009 - Commissione paritetica - Va istituita (con l'adozione di un Dpcm) presso il ministero dell'Economia una Commissione paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale, formata da 30 componenti (rappresentanti tecnici per metà dello Stato e per metà degli enti locali). Va poi istituito (sempre con Dpcm) un tavolo di confronto tra il Governo e ciascuna Provincia autonoma e ciascuna Regione a statuto speciale.

 

AGOSTO 2009 -Referendum nelle Province - Occorre stabilire (con regolamento) le norme per indire e svolgere il referendum tra i cittadini della Provincia perla trasformazione in città metropolitana. A tal proposito l'articolo 23 della legge varata ieri prevede che l'iniziativa di istituzione spetti, sentita la Regione, al Comune capoluogo o alla Provincia (entrambi affiancati dal 20% dei Comuni limitrofi), tali da rappresentare almeno il 60% della popolazione interessata.

 

MAGGIO 2010 - Primo Dlgs sui bilanci pubblici - Deve essere approvato il primo Dlgs con i principi fondamentali per armonizzare i bilanci pubblici. In allegato il Governo deve trasmettere alle Camere una relazione che definisce il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e ipotizza la ripartizione delle risorse. Raccogliendo un ordine del giorno del Pd l'Esecutivo si è impegnato a presentare una prima stima in anticipo rispetto al primo Dlgs.

 

MAGGIO 2011 - Approvati gli altri decreti legislativi - Vanno approvati tutti gli altri Dlgs che attuano l'articolo 119 della Costituzione e assicurano l'autonomia finanziaria di Comuni, Province, Regioni e Città metropolitane. Uno fissa i costi e i fabbisogni standard in base ai livelli essenziali delle prestazioni. Devono essere approvati i criteri e le modalità con cui le Regioni a statuto«speciale e Province autonome concorrono agli obiettivi di perequazione e di solidarietà.

 

MAGGIO 2012 -Via alle città metropolitane - Vanno adottati i decreti legislativi per istituire le città metropolitane. Le aree interessate sono nove: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. L'istituzione della Città metropolitana produrrà di perse la scomparsa della provincia di riferimento. La nascita della città metropolitana di Roma capitale segue regole ad hoc: servirà l'intesa di Comune e Provincia.

 

MAGGIO 2013 - Possibili correzioni e integrazioni - Nei 24 mesi successivi all'adozione dei primi decreti si potranno adottare decreti legislativi con disposizioni correttive e integrative di quelle già varate in precedenza. Anche in questo caso il controllo parlamentare sarà affidato alla commissione bicamerale di 15 deputati e 15 senatori competente sugli schemi di Dlgs e alla redazione parteciperà la Commissione paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale.

 

MAGGIO 2016 - Termine del periodo transitorio di 5 anni - Terminano i cinque anni di periodo transitorio e il federalismo entra a regime. Nel frattempo dovrebbe essere completato il periodo di transizione dalla spesa storica ai costi standard. Un passaggio per cui la delega prevede anche uno strumento specifico: il patto di convergenza da inserire in Finanziaria. Il suo obiettivo è quello di calibrare sulle esigenze dei vari territori la marcia di avvicinamento ai costi standard.