Home Ultime La Consulta boccia la Statutaria di Soru. I giudici costituzionali hanno deciso: la legge è illegittima
La Consulta boccia la Statutaria di Soru. I giudici costituzionali hanno deciso: la legge è illegittima PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 11:13
La sentenza sulla legge statutaria è pronta, anche se ancora non si conosce ufficialmente. E secondo varie indiscrezioni, sempre più coincidenti, la Corte costituzionale avrebbe bocciato il provvedimento varato dieci mesi fa da Renato Soru. O meglio, avrebbe considerato illegittimo l'atto con cui la legge fu promulgata. Ma l'effetto è lo stesso: se quel verdetto fosse confermato, il provvedimento verrebbe travolto. Come se non fosse mai esistito.

LE VOCI La notizia è rimbalzata ieri a Cagliari da ambienti romani solitamente molto informati sulle decisioni della Consulta. L'attesa del mondo politico isolano è enorme, perché la decisione avrà conseguenze notevoli: per esempio sull'incompatibilità tra i ruoli di consigliere regionale e di assessore, introdotta appunto dalla statutaria (che disciplina la forma di governo della Regione). Se la legge cadesse si potrebbe aprire la via a un rimpasto della Giunta.

Per ora resta comunque una storia da declinare al condizionale: le certezze si avranno solo col deposito della sentenza, e con la giurisprudenza costituzionale non si possono mai escludere le sorprese. Si sa che i giudici, dopo l'udienza pubblica del mese scorso, hanno già preso una decisione, finora non trapelata dall'austero riserbo della Consulta. Ieri sarebbe stato letto il verdetto all'interno del collegio giudicante, fase che in genere precede di poco il deposito. Ma neppure i legali incaricati dalla Regione di difendere la promulgazione avevano notizie precise fino a ieri sera (la loro memoria scritta, per altro, non è stata ammessa al giudizio perché presentata dopo la scadenza del termine utile).

LA CONTROVERSIA Come detto, la Corte deve valutare la legittimità non della legge in sé, ma dell'atto con cui fu promulgata, nel luglio scorso, dall'allora presidente Soru. Atto che aveva provocato polemiche tra politici e giuristi, per via di un ingarbugliato nodo interpretativo.
La statutaria è infatti un provvedimento particolare, di rango inferiore allo Statuto speciale (che è legge costituzionale e può essere modificato dal Parlamento) ma rafforzata rispetto alle normali leggi regionali. Serve per disciplinare questioni istituzionali, come i poteri degli organi della Regione e i loro rapporti, le regole elettorali, i referendum regionali, le incompatibilità e le ineleggibilità.
Perciò, prima di entrare in vigore, può essere sottoposta a un referendum simile a quello previsto sulle modifiche della Costituzione. Solo che quest'ultimo è valido a prescindere da quanti vadano a votare. Invece la legge sarda sul referendum statutario richiede - benché solo per una svista del legislatore - un quorum del 33 per cento. Il referendum dell'ottobre 2007 (sulla legge approvata in Consiglio nel marzo precedente) mancò di molto il quorum: quindi fu dichiarato non valido.
Lo Statuto dice che, se sottoposta a consultazione popolare, la statutaria «non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi». Alcuni esperti dissero: mancando il quorum è come se il referendum non si fosse svolto, dunque il governatore deve promulgare la legge. Altri si opposero, perché senza un referendum valido non può esserci neppure la «maggioranza dei voti validi» richiesta dallo Statuto.

IL RICORSO Soru seguì la prima teoria, e promulgò. Il Governo fece ricorso contro la promulgazione, sollevando un conflitto di attribuzione tra Stato e Regione. Diversi giuristi, in questi mesi, si aspettavano che la Corte costituzionale giudicasse inammissibile il ricorso, perché il conflitto di attribuzione si può sollevare solo se lo Stato vi ha interesse, requisito assai dubbio in questo caso. E in effetti, tra le tante voci circolate nei giorni dell'udienza, una molto insistente parlava appunto di un verdetto di inammissibilità.

Ora, invece, i ben informati delle vicende della Consulta dicono che i giudici sono entrati nel merito del ricorso, e lo hanno persino ritenuto fondato. Pur ribadendo il fatto che solo il deposito della sentenza potrà dare certezze sulla decisione della Corte, va detto che un eventuale accoglimento avrebbe del clamoroso. La legge statutaria, l'unica riforma istituzionale partorita nella scorsa legislatura, aveva suscitato grandi discussioni sul tipo di equilibrio di poteri tra governatore e Consiglio. Ma anche su questioni non da poco come il conflitto di interessi e le incompatibilità.

Sull'ultimo punto si può già dire che - se davvero cadesse la statutaria - alcuni ricorsi già avviati contro i consiglieri regionali neoeletti finirebbero nel nulla. Inoltre gli onorevoli potrebbero entrare in Giunta senza essere costretti a dimettersi: come invece hanno già fatto Giorgio La Spisa e Antonello Liori. E c'è già chi si chiede se questi ultimi non siano ancora in tempo, nel caso, a ricorrere contro la loro decadenza dall'assemblea.

L'articolo Giuseppe Meloni pubblicato è stato pubblicato da L'Unione Sarda.