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Il censimento degli sprechi PDF Stampa
Lunedì 14 Febbraio 2011 10:30

rovinano i conti di casa


 

Piccoli sprechi, grandi danni: nella spazzatura di casa finiscono 600 euro all'anno di cibi non consumati prima della scadenza. In totale 18mila tonnellate di alimenti, quanto servirebbe a sfamare la popolazione di un paese come la Spagna (circa 45 milioni di persone), 37 miliardi di euro, il 3% del Pil.

 

Numeri impressionanti – tratti dal «Libro nero sullo spreco alimentare in Italia» di Andrea Segré, preside della facoltà di agraria di Bologna e ideatore di Lastminute market, progetto per il recupero del cibo invenduto –, che servono a censire il gigantesco blob di avanzi che esce anche dalle nostre case.

 

E che si nutre di banali comportamenti quotidiani. Yogurt buttati via perché dimenticati nel frigo (eppure si era cercata la confezione con la data di scadenza più lontana), frutta esotica marcita prima di arrivare in tavola, zucchine che non si è mai trovato il tempo di cucinare, carne, salumi e dolci comprati in eccesso rispetto al gruppo di ospiti a cena.

 

Ci sono poi sprechi che vanno oltre la tavola o il frigorifero: le scarpe indossate tre volte in dieci anni, i vestiti lasciati invecchiare nell'armadio in attesa dell'occasione giusta, la tutina del bambino subito troppo corta. Ancora: quanti sanno che anche da spenti (in stand by), gli apparecchi di casa, in particolare decoder, tv e videogiochi, continuano ad assorbire energia?

 

Dalla presa di casa se ne vanno 50-60 euro all'anno pari all'11% circa della bolletta media di una famiglia. Ma cambiare rotta si può e ne trarranno beneficio sia il quaderno dei conti di casa sia quello dell'ambiente. Anche in questo caso basteranno piccoli gesti quotidiani: l'elenco della spesa (che una volta stilato dovrà anche essere rispettato), la sporta riutilizzabile, la gestione razionale del frigorifero, qualche nuova ricetta dagli avanzi riciclati.

 

E perché non trovare alternative alla proprietà? Noleggio, baratto, sharing, cessione dell'usato, condivisione, stanno diventando stili di vita, in nome dello "spreco zero". Infine un ultimo, ma non trascurabile accorgimento: ricordatevi di staccare la spina.

 

 

Da: Il Sole 24Ore, 14 Febbraio 2011.