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Unità d'Italia, cambio di rotta PDF Stampa
Lunedì 14 Febbraio 2011 10:49

Finanziamenti statali

 

Con i risparmi si festeggia l'Unità d'Italia 

 


IL MECCANISMO 

 

 

I trasferimenti statali diminuiranno di 90 milioni, da destinare al fondo per organizzare gli «eventi celebrativi».

 

 

 

Il taglio dei posti alla politica locale che scatterà con le prossime elezioni amministrative non produrrà risparmi per i comuni, ma per il bilancio dello stato.

 

La regola infatti prevede che insieme alle dimensioni di giunta e consiglio siano tagliati i trasferimenti statali agli enti locali, in misura proporzionale.

 

Ai comuni, la cura costerà qualcosa come 85 milioni di euro: sono le stesse norme di riferimento ad aver stabilito un taglio per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, rispettivamente di 1 milione, di 5 milioni e di 7 milioni di euro per le province e di 12 milioni, di 86 milioni e di 118 milioni di euro per i comuni. Con legge successiva sarà determinato l'ammontare della riduzione del contributo ordinario in relazione agli anni seguenti.

 

Il taglio ai comuni che rinnoveranno nel 2011 gli organi elettivi sarà disposto dal ministero dell'Interno in proporzione alla popolazione residente che, in base ai dati visibili sul sito Anci-Comuniverso, sarebbe pari a 12.763.968 abitanti; pertanto, facendo le debite e sommarie proporzioni (senza l'esclusione degli enti dissestati), ciascun comune interessato al voto dovrà calcolare una riduzione del contributo ordinario di almeno 6,738 euro per abitante.

 

 Per fare un esempio, Milano, che con i suoi 1.307.495 abitanti è il comune di maggiori dimensioni, perderà presumibilmente 8.809.530 euro; Napoli, con 962.940 abitanti, perderà 6.488.016 euro, Torino, con 909.538 abitanti, perderà 6.128.209 euro e Bologna, con 377.220 abitanti, perderà 2.541.601 euro.

 

 

Il comune più piccolo, Massello in provincia di Torino, perderà appena 411 euro, ma conta solo 61 anime.

 

 Che fine fanno i risparmi? Le riduzioni del contributo ordinario confluiscono nel fondo di 400 milioni di euro costituito nel 2009 per assicurare il finanziamento di interventi «urgenti e indifferibili nei settori dell'istruzione e per l'organizzazione degli eventi celebrativi».

 

E, così, mentre si organizzano i festeggiamenti dei 150 anni dell'unità d'Italia, un ulteriore tornado è pronto a colpire i comuni soggetti al patto di stabilità, sui cui bilanci 2011 a dicembre si era già abbattuto un uragano: Milano si era visto tagliare 58.217.685 euro (44,5 euro ad abitante); Napoli 75.607.400 euro (addirittura 78,5 euro ad abitante!); Torino 42.482.079 (46,7 euro ad abitante); Bologna 17.359.345 euro (46 euro ad abitante).

 

Ma non finisce qui: il prossimo anno, i comuni superiori a 5mila abitanti dovranno prepararsi a subire un ulteriore taglio pari al 66,67% di quello inferto nel 2011. Napoli, ad esempio, che è tra le metropoli maggiormente colpite dai tagli, perderà nel 2012 altri 50 milioni di euro.

 

 

© Il Sole 24Ore del 14 febbraio 2011.