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Brunetta, decreto o mi dimetto. PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 11:17

Non usa mezzi termini il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, che nella giornata di oggi, dopo le limature, dovrebbe definire il decreto delegato di riforma del lavoro pubblico e inviarlo alle camere per il parere di rito. Per farlo poi approvare definitivamente. Un decreto a cui già venerdì scorso il consiglio dei ministri ha dato il primo via libera, salvo, appunto, alcuni correttivi. Ma a farne una cosa diversa -per venire magari incrontro alle contestazioni dei sindacati, che si sono ricompattati intorno al no della Cisl di Raffaele Bonanni- Brunetta non ci sta. E mette in guardia tutti, governo compreso, contro i rischi «del cattivo sindacato» e «della cattiva politica». Lui, per non fare cattiva politica, «che ha prodotto i disastri che sono sotto gli occhi di tutti», mette sul piatto le sue dimissioni. Ed eccoli i contenuti della «rivoluzione Brunetta». Una rivoluzione per normalizzare la burocrazia italiana, al grido di: più trasparenza, meritocrazia, lotta ai fannulloni, sempre meno carta e sempre più nuove tecnologie.

Tesserino. Per iniziare a fare trasparenza, ogni dipendente dovrà indossare in servizio il suo cartellino, con nome e cognome. Esentate solo particolari categorie, come le forze dell'ordine che necessitano di lavorare in riservatezza.

Voti. Al centro della pubblica amministrazione c'è il cittadino. Ecco perché ogni utente potrà dare un voto circa il livello di soddisfazione per il servizio ottenuto. Il giudizio si inserisce nella più ampia valutazione che riguarderà periodica-mente tutti i dipendenti e dirigenti sui risultati rag-giunti rispetto agli obiettivi.

Merito. L'asse della riforma è l'attribuzione di premi economici e avanzamenti di carriera solo ai più bravi. Il decreto fissa paletti anche per i contratti di secondo livello: il salario accessorio potrà essere corrisposto per intero solo al 25% dei di-pendenti, non più della metà avrà il 50%. Nulla al restante 25% d incapaci. Previsti anche concorsi a premi aziendali e nazionali.

Dirigenti. Il dirigente non è più una figura impiegatizia e diventa manager. Innanzi-tutto si prevede un periodo di studio all'estero, prevalentemente preso la comunità europea, per 6 mesi. Avrà poteri organizzativi e sanzionatori veri nei confronti dei dipendenti. Al dirigente, per esempio, spetterà il compito di valutare il rendimento dei propri sottoposti ai fini degli avanzamenti di carriera.

Regole. Il decreto Brunetta ristabilisce le priorità delle fonti del diritto sul fronte del lavoro pubblico: la legge prevale sempre sui contratti, dall'assegnazione dei premi di produttività ai procedimenti disciplinari. Una netta in-versione di tendenza rispetto all'attuale prevalenza del-la contrattazione. Per esempio: il licenziamento nei ca-si previsti non potrà più es-sere oggetto di procedure di conciliazione

Risarcimento. Il decreto assegna un'arma in più ai cittadini per difendersi contro i soprusi nei rapporti con gli uffici pubblici: la class action. Per contestare la violazione degli standard qualitativi ed economici, l'azione risarcitoria potrà essere pro-posta non solo da associazioni ma anche da semplici cittadini. Il ricorso dovrà essere anticipato da una diffida. Se davanti alla sentenza di condanna del giudice amministrativo ad adempie-re l'ente continuerà a tacere, sarà commissariato e sanzionato. Previste decurtazioni di salario anche per gli amministratori inadempienti.

Assenteismo. Confermato il giro di vite sul controllo delle assenze previsto dalla manovra estiva. Sanzioni, anche penali, per le false attestazioni di presenza in servizio oppure per falsi certificati medici di malattia. Puniti anche i me-dici corresponsabili. Si de-finisce un catalogo di infrazioni che danno luogo a sanzioni certe, fino al licenziamento. Cambia inoltre il rapporto fra procedimento disciplinare e processo penale: solo per i procedimenti più complessi si attenderà il pronunciamento del giudice. Negli altri casi l'amministrazione decide subito e d'ufficio.

 

 

L'articolo di Alessandra Ricciardi pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.