Home Ultime Rivolta per le pensioni revocate
Rivolta per le pensioni revocate PDF Stampa
Venerdì 18 Febbraio 2011 10:47

Accade a Sassari

 

 

Istituzioni, Europa, Enti Locali: Rivolta per le pensioni revocate

Gli invalidi fanno causa all’Inps e la spuntano 95 volte su cento

 

Sassari. Dopo un anno di strani silenzi e di promesse mancate, la verità comincia a venire a galla. E la Sardegna è l’epicentro del terremoto che scuote l’Inps: la procedura rivoluzionaria ideata per una moderna gestione delle invalidità civili non ha retto.
Anzi, si sta dimostrando fallimentare. L’Istituto di previdenza ha già perso centinaia di cause solo nella provincia di Sassari. Il nuovo sistema doveva servire a stanare i cosiddetti falsi invalidi, invece ha generato una incredibile «caccia alle streghe» dove - come sempre accade - a pagare sono i più deboli e gli indifesi. Insomma, gli ultimi.
Pesanti ritardi nei riconoscimenti dell’invalidità civile, mesi di attesa prima che si possa ottenere una data per la visita o semplicemente una risposta ufficiale.
Nel frattempo niente provvidenza, sospesi i benefici (compresi quelli sanitari) che derivano da una disabilità in molti casi gravissima. La direzione generale dell’Inps, nei primi giorni di febbraio, ha emesso una serie di direttive su come fronteggiare le pratiche arretrate che si sono accumulate. Ha ammesso, quindi, la situazione di evidente difficoltà.
Così si è scoperto che esiste un volume considerevole di documentazione cartacea che non è mai transitata per il sistema informatico. Si è appreso anche che sono giacenti verbali (anche questi su carta e mai entrati nelle nuove procedure) precedenti il primo settembre 2010.
La spiegazione, a questo punto, è elementare: da «molte» Asl escono i verbali ancora su carta, non c’è certezza sulle date di spedizione all’Inps e, comunque, l’operazione non avviene in tempo reale.
Per entrare nel «circuito» devono essere trascritti a mano nel programma rivoluzionario lanciato dall’Inps.
Ecco spiegati ritardi e disagi. E in questo scontro alla ricerca delle responsabilità che mette di fronte Inps, Asl, ministeri e Regione, in attesa che i problemi arrivino a soluzione ci rimettono soprattutto i cittadini. Una situazione incredibile, quasi senza senso.
Specie se si considera che la direzione nazionale dell’Inps ha sbandierato nei giorni scorsi statistiche con toni trionfali. Quasi incurante di tutto quello che sta succedendo intorno: i medici dell’Inps che non partecipano alle commissioni e danno il via a una sorta di «disobbedienza civile», i controlli straordinari che bloccano le prestazioni a ciechi, down, pazienti con patologie oncologiche gravi. Già, perchè la parola d’ordine è verificare e intanto sospendere l’assegno di invalidità.
Poi se si dimostra che è stato un errore e che si è trattato di un abuso si vedrà. Intanto si genera ansia, anche paura (quella di perdere per sempre l’assegno di invalidità). L’avvocato Stefano Mazzola, sassarese, da 15 anni segue gli invalidi civili in Sardegna.
Le cause contro l’Inps le ha sostenute in larga parte lui. «Due anche oggi con sentenza positiva - racconta - quasi il 95 per cento sono andate a buon fine». Un migliaio solo nella provincia di Sassari. «Nel caso dei ricorsi d’urgenza - racconta l’avvocato Mazzola - l’Inps neppure si costituisce». E ogni volta il giudice ordina il ripristino immediato della prestazione, il riconoscimento degli arretrati e condanna l’Istituto al pagamento delle spese. Mediamente 1200 euro.
«Il sistema è fatto così: devono chiamare, verificare, togliere - prosegue Stefano Mazzola - e non si curano dI quel che sta succedendo. Dovrebbero recuperare risorse erogate, secondo i sospetti, indebitamente e finiscono per spendere molto di più. Generano disagi enormi agli utenti, e non tutti resistono». La triste storia va avanti da più di un anno.
La Nuova Sardegna, 18 Febbraio 2011.