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«L’isola sfrutti di più la Rete» PDF Stampa
Lunedì 21 Febbraio 2011 12:24
Idea di una manager
La manager olbiese di Trivago

Giulia Eremita Albergatori permalosi, oggi bisogna tenere conto dei giudizi online dei clienti
DALL’INVIATO MILANO. Depliant, brochure, gadget: serve tutto, chi non ha nulla è tagliato fuori. È il marketing, vale dovunque, soprattutto alla Bit, dove c’è persino chi si dà al kitsch pur di farsi notare. Ma non basta:
oggi è la Rete a dettare tempi, pubblicità e affari. Senza un sito non si va da nessuna parte, senza le community è difficile andare avanti nel turismo. Regione e albergatori di Sardegna lo hanno capito? Giulia Eremita (foto), 29 anni, nata a Olbia, un passato nel giornalismo, è il direttore in Italia di «Trivago».
Inventato da due tedeschi, «Trivago» è uno fra i primi portali europei. C’è dentro di tutto: alberghi, 400mila, con dieci milioni di contatti unici, 300mila ricerche al giorno e poi le famigerate pagelle con cui i viaggiatori promuovono o bocciano un hotel. - La Sardegna come sta sul web? «Siamo sul sei». - Giusto la sufficienza.
 «C’è ancora troppa confusione fra comunicazione istituzionale e turistica. Al viaggiatore non interessa sapere chi è il presidente della Regione o se l’assessore è di un partito o dell’altro». - Invece vuole sapere? «Nell’online, contano solo prezzi, servizi e qualità». - Com’è messa l’isola? «Sui prezzi il confronto è spesso difficile: non sono molti gli albergatori sardi che s’iscrivono per tempo sui siti come Trivago». - Perché? «Primo, sono attaccati alla stagionalità, mentre le vacanze sula Rete si scelgono molti mesi prima». - Secondo? «Temono il giudizio. Lo dico da chi è nata in Sardegna: l’essere permalosi non è sempre un bene». - Difetto antico. «Bisogna metterselo alle spalle e spetta alla Regione guidare il cambiamento. Con un sito dedicato solo al turismo e in cui è possibile comparare i prezzi e prenotare online in qualunque mese». -
L’assessore ha annunciato anche questa novità. «Bene, ma senza dimenticare che le community di valutazioni ormai sono il cuore del mercato».
- I servizi e gli alberghi. «La reputazione è discreta: settantotto su cento». - Promossi? «No, siamo in fondo alla classifica delle regioni, intorno al quattordicesimo posto. Chi sta in testa, ha una decina di punti in più».
- Dipende dalle pagelle? «Anche. Gli albergatori sardi devono capire che i voti non sono una sentenza definitiva, ma giudizi che devono aiutare a crescere in qualità e servizi. Servono a cancellare le macchie che hai sulla coscienza e a fidelizzare il rapporto con la clientela». - Qualche consiglio per migliorare. «Un’accelerazione del marketing online. Le fiere sono necessarie, ma la Rete è imprescindibile. Bisogna metterci le mani dentro, stare attenti a quello che fa la concorrenza, anticipare le esigenze di viaggiatori-navigatori sempre più informati e capaci di governare questo mondo senza confini».
- Sembra un’impresa. «No, servono fantasia, conoscenza, professionalità e un’offerta che deve rasentare la perfezione».
La Nuova Sardegna, 21 febbraio 2011.