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Giovedì 24 Febbraio 2011 00:00
Europa illuminataLa Commissione Europea ha rilevato che gli aiuti al funzionamento concessi dall’Italia a Portovesme srl, Ila e Eurallumina sotto forma di prezzi dell’elettricità agevolati sono incompatibili con le norme comunitarie perché «hanno avuto come solo effetto - riporta una nota ufficiale della Commissione - quello di ridurre i costi di funzionamento dei beneficiari e di migliorarne la competitività, senza nessun altro risultato di interesse comune».

 

Stangata energetica dall’Europa

 

Portovesme, Eurallumina e Ila condannate a restituire 18 milioni

 

 

PORTOVESME. La notizia era attesa dal 2009, da quando la Commissione Europea aveva bocciato le tariffe Alcoa.
Da allora si sapeva che anche per le altre imprese energivore di Portovesme, la Portovesme, Euralumina e Ila, sarebbe arrivata la mannaia di Bruxelles per gli aiuti economici ricevuti nel solo 2006 e legati alla famigerata, e causa di parte dei guai del polo industriale, legge 80 del 2005, quella che aveva deciso di definire le tariffe agevolate per le sole imprese metallurgiche sarde.
Europa illuminataIeri la Commissione ha chiesto all’Italia di recuperare da Portovesme, Ila ed Eurallumina 18 milioni di euro di aiuti di Stato definiti incompatibili.
L’Italia, che ricorrerà all’Alta Corte di Giustizia europea, per adesso non dovrà intimare alle tre imprese di pagare, ma se l’iter non si chiuderà a suo favore, alla fine questa strada sarà obbligata.
La Commissione Europea ha rilevato che gli aiuti al funzionamento concessi dall’Italia a Portovesme srl, Ila e Eurallumina sotto forma di prezzi dell’elettricità agevolati sono incompatibili con le norme comunitarie perché «hanno avuto come solo effetto - riporta una nota ufficiale della Commissione - quello di ridurre i costi di funzionamento dei beneficiari e di migliorarne la competitività, senza nessun altro risultato di interesse comune».
 Inutile la replica del nostro governo. «Era stato necessario sovvenzionare le imprese ad alta intensità energetica perché in Sardegna l’energia è più costosa.
Il regime è stato finanziato da tutti gli utilizzatori italiani di energia, tanto dalle imprese quanto dai consumatori finali».
La commissione ricorda che su queste tariffe il nostro governo aveva cercato di fare il furbo.
 «L’Italia ha attuato il primo regime nel 2004 - continua la nota - senza notifica alla Commissione. A seguito di denunce da parte dei concorrenti, la Commissione ha avviato un’indagine approfondita su entrambe le misure. Di conseguenza, l’Italia ha interrotto l’applicazione del regime quello stesso anno.
Tuttavia, l’anno successivo l’Italia ha notificato sovvenzioni praticamente identiche a favore degli stessi tre beneficiari e di Syndial, ma l’Italia non ha attuato questo secondo regime».
L’Autorità per l’Energia, erogatrice delle agevolazioni, a fine procedura dovrà restituire 12 milioni di euro per Portovesme srl, 5 milioni per Eurallumina e solo 300mila euro per Ila.
Analogo provvedimento, ma per importi ben più alti, venne notificato a fine 2009 ad Alcoa. Da quell’ennesimo smacco presero il via le norme che fecero nascere, questa volta con il consenso dell’Unione, la legge salva-Alcoa, che andrà a scadenza a fine 2012.
Dopodomani, per i tempi della politica. E siccome le cattive notizie non arrivano mai da sole, da segnalare l’ennesimo rinvio per la riunione conclusiva su Eurallumina al ministero per lo sviluppo economico.
La Nuova Sardegna, 24 Febbraio 2011.
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Febbraio 2011 09:27