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Giovedì 03 Marzo 2011 09:30

non pagatele

 

 

«Non vanno pagate le bollette pazze inviate da Abbanoa»

Associazioni dei consumatori e sindacati contro le bollette pazze di Abbanoa che arrivano anche a 2000 euro: invitano gli utenti a non pagare e a presentare i reclami per le fatture 2006-2010. Aumenti delle tariffe, disservizi e società di recupero crediti in azione sono alcuni dei problemi che i 722mila utenti sardi si ritrovano a gestire nel confronto con il gestore del servizio idrico.
CONSUMATORI
Giorgio Vargiu, Andrea Pusceddu e Giuliano Frau ai vertici di Adiconsum, Federconsumatori e Adoc li hanno riassunti punto per punto in un documento condiviso con Cittadinanzattiva e presentato ieri con i sindacati.
Alcuni aspetti riguardano il subentro nel 2005 della società che ha sostituito da un lato l'Esaf, dall'altro i comuni che gestivano il servizio in proprio. Nel primo caso gli utenti si sono visti caricare consumi pregressi sulla fascia di consumo più onerosa, questo a causa di precedenti fatture Esaf in acconto, senza una lettura dei consumi reali, e in mancanza di una lettura spartiacque da Abbanoa (che nella sua fatturazione comprende anche i vecchi consumi non saldati).
Anche nel secondo caso «i cittadini si ritrovano a pagare molto di più con tariffe non conosciute all'atto dei consumi», spiegano le tre associazioni parlando di «aumento delle tariffe in via retroattiva». Ogni utente - ricordano - ha il diritto di presentare reclamo per il 2005-2008 (e parte del 2009) sulla base di una decisione del Tar ratificata dal Consiglio di Stato.
CONSUMI GONFIATI
Tra gli altri problemi gli utenti ricevono fatture in acconto per un periodo che arriva anche a 18 mesi e fatture a saldo per periodi da 2 fino a 5 anni con importi consistenti e rateizzazioni da pagarsi entro soli 2-3 mesi.
A questo si aggiunge la sostituzione dei contattori senza la comunicazione e la presenza dell'utente. Le associazioni parlano di consumi gonfiati e tariffe che in molti casi non tengono conto della non potabilità dell'acqua.
«Inoltre - denunciano - in questi anni abbiamo inoltrato migliaia di reclami ai quali quasi mai è arrivata risposta nonostante la Carta dei servizi di Abbanoa stabilisca che il riscontro debba arrivare in 30 giorni e prevede un indennizzo (mai corrisposto) in caso di superamento del termine». Le associazioni evidenziano anche il mancato ricorso alle procedure di riconciliazione istituite con un accordo del 2008.
 
NON PAGATE
 
Aoc, Adiconsum e Federconsumatori consigliano di non pagare le bollette e si mettono a disposizione dei cittadini per orientarli nella compilazione dei moduli di reclamo (sconsigliando l'utilizzo di quelli forniti da Abbanoa). Mario Medde (Cisl), Enzo Costa (Cgil) e Terenzio Tilocca (Uil) chiedono alla Regione un confronto con Abbanoa.
 
LA REPLICA
«Quanto dichiarato dai consumatori genera allarme e non fa che alimentare il contenzioso. Gli stessi utenti potrebbero essere indotti a esporsi, a causa di aspettative sbagliate (è del mese scorso l'archiviazione da parte della Procura della Repubblica di un'inchiesta), che continuano ad alimentare situazioni di morosità attualmente attestate al 40 per cento.
Inoltre è falso che problemi relativi alle fatturazioni arretrate riguardino la totalità dei clienti.
Proprio con le associazioni dei consumatori, Abbanoa ha aperto un tavolo di confronto per risolvere queste situazioni».
L'Unione Sarda, 3 marzo 2011.