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Promosse le ordinanze dei sindaci PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 12:39

Il Consiglio d'Europa non mette becco nelle ordinanze dei sindaci perché in materia di sicurezza ogni Paese membro è libero di dettare le proprie regole.

La questione è stata posta all'attenzione della Comunità europea dall'Alde, gruppo presente nel Parlamento europeo, e riguarda i poteri affidati ai comuni proprio un anno fa, con il decreto legge n. 92 del 23 maggio 2008, noto come decreto sicurezza.

La Commissione, in quanto custode dei trattati, è responsabile del controllo dell'applicazione del diritto comunitario da parte degli Stati membri. Anche, quindi, dell'art. 33 del trattato Ue il quale prevede che le misure nazionali nel campo dell'ordine pubblico rientrano nella sfera di competenza dei rispettivi stati membri. Nulla di fatto, quindi, contro i provvedimenti dei sindaci che si volevano spazzare via in nome della libertà di circolazione statuita dal Trattato. Secondo i parlamentari, le autorità dovrebbero fornire ai turisti che raggiungono l'Italia adeguate informazioni sull'esistenza ed il contenuto dei divieti emanati dal sindaci e, in caso di una violazione alle ordinanze, assistere i turisti nell'eventuale ricorso anche in relazione al fatto che non tutti conoscono l'italiano.

 

L'articolo completo di Marilisa Bombi pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa