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Il Patto si fa flessibile. E regionale PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 12:46
Un ente potrà sforare se un altro spenderà meno. Saldi invariati


Quello che è accaduto quest'anno resterà solo un brutto ricordo. Il patto di stabilità degli enti locali, che nel 2009 ha messo in difficoltà i comuni virtuosi costretti a lasciare in cassa una buona fetta di avanzi di amministrazione, diventerà più flessibile. Sindaci e presidenti di provincia potranno sforare i vincoli a condizione che i loro colleghi della stessa regione spendano meno. Perché l'operazione dovrà essere a saldo zero per i conti pubblici. E soprattutto ininfluente sugli obiettivi di comparto. Che il governo fosse intenzionato ad addolcire le regole del Patto se ne era avuto più di un indizio in questi mesi: dagli interventi del ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, da sempre fautore di un patto di stabilità flessibile e regionalizzato, all'inserimento nella bozza di Codice delle autonomie di una norma che consentirebbe a comuni e province di sforare gli obiettivi programmatici, a condizione che lo scostamento venga recuperato entro tre anni e comunque prima della scadenza del mandato elettorale.

Una volta fissato il tetto complessivo, un ente territoriale potrà fare ricorso al debito, per la spesa in conto capitale, «in misura eccedente il limite stabilito dall'applicazione all'ente stesso del patto di stabilità interno, a condizione che, nell'ambito di ciascuna regione, lo sforamento «venga compensato da un corrispondente minore ricorso da parte di un ente della stessa regione».

L'approvazione della legge quadro da parte del senato è attesa per martedì prossimo. Poi il testo passerà alla camera per il sì definitivo.

 

L'articolo completo di Francesco Cerisano pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Agosto 2010 12:57