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Ecco l'elettrodotto dei record PDF Stampa
Venerdì 18 Marzo 2011 11:56

nella nostra isola

L'Unione Sarda 18.03.2011

Con il nuovo cavo risparmi da 70 milioni l'anno
DALLA REDAZIONE

ROMA. Il mare le separa. L'energia le ha riunite. La Sardegna è sempre più collegata alla penisola italiana grazie al tecnologico elettrodotto Sapei (Sardegna-Penisola-Italia). Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha inaugurato il cavo sottomarino, ieri, nella centrale Terna - società che gestisce la rete di distribuzione di energia a livello nazionale -, a Borgo Sabotino in provincia di Latina.
Il primo collegamento elettrico tra l'Isola e il resto del continente, reso attivo proprio in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, rappresenta un pezzo di storia del nostro Paese.
PRIMATI
Il Sapei si attesta come il più lungo ponte di trasporto elettrico a livello mondiale con una potenza pari a 1.000 megawatt. L'opera infrastrutturale, costata 750 milioni di euro, si snoda infatti per 435 chilometri tra Fiumesanto, in Sardegna, e Latina, nel Lazio. Il collegamento è stato realizzato con un doppio cavo, speculare, in corrente continua a 500 kV. Altro record l'elettrodotto lo fa segnare in termini di profondità marina: 1.600 metri, una quota mai raggiunta per la posa di un cavo elettrico. «Una nuova era “ad alta tensione” per la rete di distribuzione elettrica sarda».
Così la definisce l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo: «Il Sapei dà notevoli benefici alla Sardegna. In termini economici, perché consente un risparmio di 70 milioni di euro all'anno per il sistema elettrico grazie alla rimozione dei “colli di bottiglia” tra il mercato elettrico sardo e quello peninsulare.
E anche a livello ambientale. L'elettrodotto permette, in un programma di sostenibilità, lo smaltimento di 500 mila tonnellate di anidride carbonica all'anno». ROMANI Soddisfatto il ministro Romani: «Questo nuovo elettrodotto si colloca all'interno della strategia nazionale voluta dal Governo con il piano straordinario per l'efficienza e il risparmio energetico. Il Sapei si configura, pertanto, come il punto di arrivo di un percorso che negli ultimi anni ha visto una forte accelerazione per il potenziamento della rete elettrica nazionale. E ha regalato alla Sardegna la possibilità di esportare verso il continente la produzione termoelettrica in eccesso».
Il collegamento è, in ordine di tempo, il terzo sistema di interconnessione che permette alla rete peninsulare italiana l'interscambio di energia. Fino a ieri la distribuzione elettrica sarda, vecchia e congestionata, era collegata da un cavo sottomarino, noto come Sacoi (Sardegna-Corsica-Italia), che partiva da Codrongianus, faceva tappa a Luciano in Corsica per terminare a Suvereto (Toscana). Esiste poi un cavo di collegamento con la Grecia. «Il vecchio Sacoi aveva una capacità di interscambio con la rete nazionale di 300 megawatt. Cinquanta dei quali dovevano essere garantiti alla Corsica, per l'attraversamento del suo territorio. Una capacità debole che non abbatteva il costo dell'energia», dice Cattaneo.
Qualche polemica ha accompagnato l'inaugurazione dell'elettrodotto a Latina. Non è piaciuta «perché è avvenuta fuori dal territorio sardo» al consigliere regionale del Pd, Marco Espa: «È uno schiaffo da parte del Governo italiano».