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I pastori: No al nucleare! PDF Stampa
Domenica 20 Marzo 2011 00:00
Accade a Tramatza

Le nuove strategie del Movimento
 
 
dallo sciopero degli arieti alle multe del prefetto stracciate fino alla marcia di Bruxelles
TRAMATZA. No al nucleare, no al prefetto di Cagliari che continua a multare i pastori, sì allo sciopero degli arieti, a maggio, sì a due marce, la prima sotto le finestre dell’Argea, a Cagliari, l’altra molto più lontano, a Bruxelles: è questa la piattaforma del Movimento per i prossimi centoventi giorni. Nel giorno delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, «Ma noi qui festeggiamo solo l’unità dei pastori», è scritto su un cartello, la gente delle campagne ha battuto ancora i pugni sul tavolo. Lo farà anche col nuovo assessore all’agricoltura, Mariano Contu: «È cambiato il manico, vediamo se cambierà la lama», dicono.
C’è euforia fra i delegati di un Movimento che ha una capacità straordinaria: si autorigenera. Questa è gente instancabile.
No al nucleare. Lo ha detto Felice Floris, il leader, nell’aprire l’assemblea. «Noi pastori abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci la Sardegna da chiunque voglia trasformarla in terra di conquista». È stato un doppio applauso a sancire il rifiuto categorico: nessuna centrale e neanche depositi di scorie, altrimenti scoppierà la rivolta. «Abbiamo il dovere - ha aggiunto Floris - di vigilare.
Non facciamoci fregare una seconda volta, come hanno già fatto con la chimica e questa volta, col nucleare, sarebbe persino peggio». No al prefetto. Le ultime multe sono arrivate in questi giorni e sempre per aver bloccato i cancelli della Saras, a Sarroch, cinque mesi fa. «Sessanta di noi - ha detto Fortunato Ladu - hanno ricevuto la notifica: vogliono farci pagare fino a diecimila euro per il sit-in e altre multe sono in arrivo.
La risposta è una sola: lo Stato non avrà i nostri soldi». Il Movimento ha chiesto un incontro al prefetto di Cagliari e “quando saremo ricevuti - ha detto Floris - quel giorno saremo in tanti a protestare sotto le finestre di chi continua a prendersela con i pastori e dovrebbe invece risolvere la crisi della pastorizia o bloccare gli aumenti sconsiderati delle materie prime”.
Lo sciopero degli arieti. Come ogni anno, la monta dovrebbe essere a maggio, ma il Movimento vuole bloccarla e scatenare un effetto domino: la paralisi di mangifici, caseifici, mattatoi e commercio. Senza agnelli, nascono dopo quattro mesi e mezzo, il comparto finirebbe al collasso.
«Con questa protesta rivoluzionaria - ha detto Floris - dimostreremo che i pastori non possono essere maltrattati e poi ripagati del lavoro con una manciata di euro. Tutti lo sanno: siamo noi, soltanto noi, a decidere quando gli arieti vanno mandati in mezzo al gregge.
Dunque, pretendiamo il rispetto economico da parte di chi finora si è arricchito alle nostre spalle».
I nuovi sit-in. La prima marcia sarà entro aprile a Cagliari, davanti al palazzo dell’Argea per chiedere il pagamento delle rate del piano di sviluppo rurale: «Bloccate dal 2007 per colpa della burocrazia, mentre noi continuiamo ad avere addosso le banche», ha detto Diego Manca. Poi c’è l’annunciata missione a Bruxelles: quando? Prima dell’estate e “lì, in cinquemila, faremo saltare il banco dell’Unione Europea”.
La Nuova Sardegna del 18 Marzo 2011.