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Decimomannu, gli aerei e la guerra PDF Stampa
Martedì 22 Marzo 2011 09:37

Prima missione bellica

 

Decimomannu, prima missione di guerra

Due F-18 spagnoli decollati dalla base sarda alle 12, hanno fatto ritorno alle 16,10

Lo scopo dell’operazione di ieri: colpire obiettivi militari in territorio libico.
 
 
Battesimo del fuoco sui cieli roventi della Libia per due dei quattro cacciabombardieri F-18 “Hornet” del 47º Gruppo di Torrejon, la base a poca distanza da Madrid. Decollati da “Deci” ieri a mezzogiorno hanno fatto regolarmente rientro alla base poco dopo le sedici.
Destinazione e ordine di missione svolta top secret. Nella base aerea di Decimomannu (ma qui i militari lo chiamano ‘Deci’) è oramai svanita la quiete surreale di quest’ultimo fine settimana rotta dall’arrivo, nella tarda serata di sabato, della prima avanguardia aerea: quella iberica composta da un mastodontico quadrimotore Boeing 737 adibito ad aerocisterna e da quattro cacciabombardieri F-18 “Hornet” dalle ali a delta (oltre Mach 2, costruzione americana) dipinti di un bel grigio chiaro che ben si confonde con il cielo perlopiù plumbeo di un inverno che sembra, anche a queste latitudini mediterranee, non voler finir mai.
 E’ di ieri, a mezzogiorno, il primo fatidico ordine di decollo: un flight di guerra per due dei quattro jet iberici del 47º Gruppo di stanza a Torrejon nella Spagna centro-meridionale. E’ mezzogiorno circa e nel cielo dell’aeroporto il sole appare e scompare tra torreggianti nubi cumuliformi; breve ispezione finale ai due velivoli con i motori in moto e il capo equipaggio specialista di manutenzione degli F-18 saluta i piloti dando - da una delle bretelle di accesso alla pista principale della base di “Deci”, lunga ben tre chilometri - il “via libera” per la prima missione di volo.
I due supersonici armati di “flight rockets” (missili) a lungo e breve raggio dopo una breve rombante rincorsa si ergono con i post bruciatori rosso fuoco nel cielo della base e scompaiono in un battibaleno alla vista degli addetti ai lavori e dei tanti curiosi che si assiepano già da qualche giorno oltre il reticolato del campo di aviazione addestrativo più importante d’Europa.
Una missione “caliente” questa dei “Top-gun” spagnoli che avrà come momento culminante l’attacco ai centri di commando e alle postazioni missilistiche di Tripoli.
Nel frattempo all’interno della base a luogo la consueta, pianificata, attività operativa giornaliera: alle spalle di questo incessante su e giù c’è una organizzazione perfetta. In casa tedesca (per ora la Germania si è tirata fuori da ‘Odyssey Dawn’) c’è stata la prevista smobilitazione nel pomeriggio.
Quindici o poco meno i Tornado che hanno ripreso la via di casa dopo aver portato a compimento il programmato ciclo addestramento di routine sui poligoni dell’Isola. C’è da dire che la partenza degli aerei della Luftwaffe è coincisa guarda caso con l’arrivo, intorno alle 17, di nuovi ospiti.
Sei F-16 “Fighting Falcon” del RNoAF, forza aerea reale norvegese (con aereo cargo al seguito) che prenderanno parte, quasi sicuramente, al banchetto delle missioni di guerra “Odyssey Dawn” sulla Libia. Ma questi ultimi caccia erano solo di passaggio perché di lì a poco sono ridecollati alla volta di Creta, loro destinazione finale. Nel tardo pomeriggio ha lasciato “Deci”, alla volta di Trapani Birgi, anche l’Airbus A320 tanker canadese. Nessuna traccia finora dell’arrivo dello squadrone aereo arabo dato in arrivo sabato con i già operativi spagnoli.
La Nuova Sardegna del 22.03.2011