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Giovedì 24 Marzo 2011 10:34

trasferta a vuoto

 

 

I sindaci a Roma, trasferta a vuoto


ROMA. Nulla di fatto. Chiedevano risposte per sollecitare la risoluzione della vertenza di Euroallumina. Chiedevano risposte anche sui tempi di riapertura della fabbrica.
Ma ieri, a Roma, i sindaci del Sulcis Iglesiente, accompagnati dal presidente della Provincia Tore Cherchi , quelle risposte non le hanno avute. Sono le dieci del mattino. I primi cittadini danno vita a un presidio pacifico fuori dal Ministero dello Sviluppo economico, nei pressi della centrale via Veneto.
Fissano a terra uno striscione sorretto su due paletti. «Sindaci in marcia per il lavoro», c'è scritto. Un'ora dopo riescono a entrare dentro il dicastero: espongono al capo di gabinetto del Mse, Luigi Mastrobuono, la situazione di disagio sociale che ha colpito il territorio a seguito della chiusura dello stabilimento, avvenuta ormai due anni fa. Lamentano gli impegni presi, e mai onorati, dal Governo e dal premier Berlusconi, per il riavvio degli impianti. Cercano di capire quale sarà il futuro di Euroallumina. Ma le risposte non arrivano.
O meglio c'è solo la conferma di Mastrobuono che «la distanza tra il prezzo disponibile e quello che il Governo ha sottoscritto è notevole e sensibile».
CHERCHI
Non si arrende il presidente Cherchi. Inizia la sua marcia verso Palazzo Chigi: «Il Governo deve intervenire - tuona -. Sono state fermate quattro fabbriche e almeno tre potrebbero essere rimesse in produzione. Nel caso di Euroallumina ci sono in gioco ben mille posti di lavoro, in un territorio già ad elevata disoccupazione».
I SINDACI
Esprime insoddisfazione e rabbia Maria Marongiu , alla guida di Carbonia : «Non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro». Le fa eco il sindaco di Musei , Francesco Loi : «Non è giusto che le famiglie dei lavoratori continuino a vivere questo stillicidio. Si sta assistendo a un collasso economico causato dalla perdita occupazionale». Chiede al Governo tempi di risposta brevi il sindaco di Buggerru , Silvano Farris : «Accertata la volontà di Euroallumina di riprendere la produzione, da Palazzo Chigi ci devono dare risposte definitive».
Le esige pure il sindaco di Villamassargia , Franco Porcu . Che aggiunge: «È da quasi un anno che si è fatto l'ultimo incontro nei confronti della controparte della multinazionale Rusal Spa che controlla la fabbrica. E per di più i lavoratori che hanno avuto il rinnovo della cassa integrazione, in scadenza ad aprile, rischiano di essere un ombrello assistenziale senza un accordo di riapertura della fabbrica».
IMPEGNO
Parere condiviso dal vicesindaco di Portoscuso , Erminio Melis : «Il Governo non può stare in silenzio. Deve sottoscrivere invece un impegno forte nei confronti di Rusal affinché si possano riavviare gli impianti quanto prima. Ferdinando Pellegrini , assessore comunale a Fluminimaggiore parla del lavoro come «diritto sacrosanto che viene negato agli operai e non riesce a capire quali siano ancora gli ostacoli per il riavvio dello stabilimento». Il suo collega di Portoscuso Rossano Loddo parla di «situazione inaccettabile.
Siamo venuti a Roma perché ci avevano garantito dati più precisi».
A MONTECITORIO
È l'una passata. I sindaci non si arrendono. Sono arrivati a Piazza Montecitorio. Danno vita a una manifestazione e discutono sul 31 marzo prossimo.
Data in cui è prevista la convocazione del vertice Euroallumina al ministero dello Sviluppo economico. «Speriamo che per quel giorno siano portate a conclusione le azioni necessarie per la soluzione di una partita aperta da troppo tempo. L'intero territorio sosterrà con iniziative adeguate la delegazione istituzionale e sindacale che parteciperà alla riunione per marcare la necessità che abbia un esito risolutivo e conclusivo», conclude Cherchi.
L'Unione Sarda del  24.03.2011