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La fretta non giustifica la trattativa privata PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 12:50
IL PRINCIPIO/La mancanza di tempo per effettuare le procedure non è un motivo valido per derogare agli obblighi di gara


L'affidamento diretto di un servizio mediante trattativa privata per una durata pluriennale non è legittimo se le ragioni addotte dalla stazione appaltante sono riconducibili all'incompatibilità tra l'urgenza del servizio e i tempi di esperimento della gara pubblica. Così si è pronunciata la quinta sezione del Consiglio di Stato nella sentenza 3903/2009.

Nel caso in questione, la stazione appaltante aveva affidato senza gara (come imposto nell'articolo 113 del Dlgs 267/ 2000), il servizio per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, prolungando per cinque anni il contratto all'aggiudicatario dell'appalto all'epoca della prima assegnazione, avvenuta mediante appalto concorso. Il tutto sul presupposto che la particolare natura tecnica del servizio avrebbe reso difficile l'inserimento di soggetti terzi rispetto a quelli che già svolgevano l'attività. Giustificazione, tuttavia, che non ha convinto né il Tar né il Consiglio di Stato. Il collegio ha confermato l'inapplicabilità al caso di specie dell'articolo 113, comma 14 del Dlgs 267/2000, poiché le giustificazioni riportate agli atti dell'amministrazione erano riconducibili alla sola mancanza di tempo per l'esperimento vero e proprio

della gara pubblica. Circostanza che tuttavia di per sé non legittima il ricorso alla trattativa privata con un unico operatore.

 

 

L'articolo completo di Raffaele Cusmai pubblicato da il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.