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Venerdì 25 Marzo 2011 10:57

inapplicata

 

 

Spettacoli, legge fantasma

 

 

Barracciu: «È inapplicata», l’assessore: «Va riscritta»

 

Il centrosinistra presenta una mozione e accusa la giunta di non volere regole sui contributi
CAGLIARI. I due milioni e mezzo tagliati con l’ultima Finanziaria ritorneranno presto allo spettacolo. Sarà un emendamento (della Giunta o della commissione cultura) a far risalire in fretta i contributi al livello dell’anno scorso: poco meno di undici milioni. Problemi risolti? No, su tutto quanto fa spettacolo, qui inteso come organizzazione di eventi, c’è ancora battaglia. Anche se gli artisti di professione pare abbiano fatto un passo indietro dopo la rivolta d’inizio settimana: riottenuto il massimo del possibile, sono diventati meno duri.
Lo scontro adesso è soltanto politico con un testa a testa fra l’assessore alla cultura Sergio Milia e il consigliere regionale del Pd, Francesca Barracciu. Ad alzare il sipario per prima è stata l’opposizione, che ha presentato una mozione sullo “stato di crisi del settore”, che in aula dovrà essere discussa entro dieci giorni visto il peso delle firme, ventisette.
La correzione sui contributi annunciata dall’assessore Milia non basta più all’opposizione: «Da questa Giunta immobile su tutto, pretendiamo programmazione anche sulla cultura ma sappiamo bene che senza l’indirizzo del Consiglio questo non sarà possibile.
 
 
Senza un’accelerazione, continuerà a esserci la loro l’indifferenza contrapposta alla nostra indignazione», ha detto Francesca Barracciu insieme al capogruppo del Pd Mario Bruno e al consigliere Massimo Zedda di Sel. Non ci sono progetti e neanche strategie per “rispondere al grido di dolore arrivato, in questi giorni, da 124 aziende e tremila operatori dello spettacolo”, ha aggiunto il centrosinistra. Dal 1990 esistono soltanto criteri burocratici e superficiali che “permettono all’assessore del momento mano libera nel dispensare i contributi”.
Serve invece - sempre secondo l’opposizione - applicare subito la legge approvata nel 2006 ma ancora ferma, perché “impone regole certe, restituisce un’idea di sviluppo e rimette la cultura al centro del sistema”. Immediata la replica dell’assessore: «Quella legge votata dal centrosinistra nella scorsa legislatura è inapplicabile come sanno bene tutti. Va cambiata in fretta con una nuova, come auspicato dagli stessi operatori del settore». Controreplica di Francesca Barracciu: «Quella legge è seria e vantaggiosa. Certo, ha bisogno di modifiche ma non va riscritta.
Non ci sono ostacoli tecnici e dunque va applicata». Secondo il centrosinistra, ad esempio, non si capisce perché siano ancora segreti i risultati dell’Osservatorio dello spettacolo che doveva censire l’esistente, oppure “non si sia dato corso allo strumento della programmazione per indirizzare la diffusione della cultura”. La verità - secondo Francesca Barracciu - è che “le regole certe danno fastidio a chi vuole avere le mani libere”.
Secondo il centrosinistra, c’è di peggio: «Dodici milioni di fondi europei destinati alla cultura sono fermi da due anni per confusione e incapacità di capire come possono essere spesi».
L'Unione Sarda del  25.03.2011