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Mercoledì 04 Agosto 2010 12:50
Monitoraggio dei sindaci sulla lealtà fiscale di 7 milioni di contribuenti


A macchia di leopardo si va colorando la mappa dei comuni che aprono il canale di comunicazione con le Entrate per partecipare attivamente alla lotta all'evasione. Più di 7 milioni di italiani abitano in centri interessati da accordi diretti fra l'ente locale e l'agenzia delle Entrate, mentre in nove regioni sono già attivi i protocolli tra l'Anci e le direzioni regionali delle Entrate (con un bacino potenziale di cittadini superiore ai 37 milioni). La partecipazione all'accertamento dei tributi erariali può segnare un passo importante verso il federalismo fiscale, vedendo una stretta partecipazione tra i diversi livelli di governo del territorio.

Gli accordi - Le nove regioni che già hanno stipulato gli accordi agiscono tutte garantendo la collaborazione dei propri Comuni nel trasmettere le informazioni utili per avviare gli accertamenti fiscali agli uffici periferici dell'Agenzia. Per esempio, se in Romagna il protocollo, che dura due anni, prevede la definizione di programmi di recupero dell'evasione fiscale, in Veneto il patto è finalizzato alla formazione dei funzionari comunali per la lotta all'evasione.

Il filo conduttore di queste alleanze è la partecipazione dei comuni alla segnalazione delle possibili evasioni erariali. La regione nella quale i comuni hanno segnato il maggiore grado di adesione all'accordo quadro è l'Emilia Romagna:

108 enti locali hanno sottoscritto l'accordo a seguito di quello "quadro" dell'Anci con la direzione regionale delle Entrate.

Scambio a doppio senso - Lo scambio di informazioni tra fisco e comuni è a doppio senso.

Dalla fine del 2008 agli inizi del 2009 è stato costante il flusso informativo dei dati inviati dalle Entrate agli enti locali relativi alle utenze, ai contratti di locazione registrati e alle dichiarazioni di successione. I dati a disposizione degli enti riguardano ormai tutto il 2007. Con queste indicazioni, oltre ai controlli sui tributi propri, i comuni possono individuare una serie di situazioni a rischio. Per esempio, attraverso i contratti di affitto segnalati, il comune può individuare se invece per i tributi propri possono emergere affitti in nero.

 

L'articolo completo di Antonio Criscione Francesco Padulano pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.