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Pastorizia, mancano 100 milioni PDF Stampa
Mercoledì 30 Marzo 2011 10:05
è crisi
Anticipazioni, aziende in  difficoltà con le banche
Conti in rosso per milioni di euro e il settore lattiero-caseario rischia il collasso.
A lanciare l'allarme sono stati Coldiretti Sardegna e l'Unci (Unione nazionale cooperative italiane) secondo i quali il sistema delle cooperative sta attraversando un momento di crisi aggravato dalle difficili politiche del credito e dal continuo ridursi delle vendite del Pecorino romano.
CRISI
Le stime elaborate da Coldiretti parlano chiaro.
Il fatturato delle società cooperative del comparto lattiero-caseario, 36 in tutto con circa settemila associati, non supera i 150 milioni di euro all'anno ma al momento, per poter continuare l'attività d'impresa, il sistema ha bisogno di una liquidità di 100 milioni di euro.
Alla base del problema, come spiega Coldiretti, c'è il meccanismo di rilascio del cosiddetto “finanziamento di campagna”, ovvero le anticipazioni che le banche fanno in vista della produzione annuale. In altre parole gli istituti di credito aprono una linea di finanziamento per dare alle cooperative un'anticipazione su quanto produrranno nel 2011.
Ma in cambio chiedono la restituzione dell'anticipazione dello scorso anno, rallentata dalle giacenza in magazzino, e quindi dalla difficoltà di vendere il Pecorino romano. «Le procedure di rilascio dei finanziamenti sono in ritardo», precisa Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna.
Ma senza il rilascio di questa liquidità si rischia veramente il collasso, si rischia cioè di non poter far fronte all'attività d'impresa e di non poter pagare il latte, indispensabile per poi produrre il formaggio».
 
Coldiretti chiede quindi l'apertura di un tavolo di confronto al nuovo assessore all'Agricoltura, Mariano Contu, e la possibilità che le banche avviino al più presto le linee di credito, dando un'accelerata per evitare il blocco.
«Chiediamo che la Regione si faccia carico dell'immediata convocazione di un tavolo della cooperazione per affrontare la crisi legata alla mancanza di liquidità», dice in una nota Marco Scalas, presidente regionale dell'associazione. «E chiediamo che siano attuate, come previsto in diversi impianti normativi, le politiche del credito e gli incentivi più volte promessi».
Il riferimento va alla sottoscrizione della legge regionale 15, quando «fu data massima disponibilità dalle banche» per dare una chance al settore.
NUMERI
Secondo i dati forniti dall'Ismea (l'istituto che si occupa di servizi per il mercato agricolo e alimentare), la produzione di latte ovino si aggira attorno ai 3,2 milioni di quintali ogni anno, ma il 60% del latte ovino è trasformato dagli industriali. La produzione di formaggi ovini è invece pari a 580.000 quintali e quella di Pecorino romano a 290.000. Solo nelle cooperative, però, il formaggio prodotto è di 260.000 quintali, di cui il 70% è Pecorino romano.
«Con un comparto allo stremo, attanagliato da un costante aumento dei costi di produzione, l'attuale sofferenza finanziaria del sistema cooperativo è pari a diversi milioni di euro», conclude Saba, «e potrebbe essere il colpo di grazia della pastorizia in Sardegna. Per questo è necessario intervenire con la massima urgenza».
L'Unione Sarda, 30 Marzo 2011.