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Corte conti accentra gli interpelli PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 12:59
Sui temi dubbi le sezioni regionali dovranno chiedere a Roma – ORIENTAMENTI UNITARI - La delibera nasce per evitare le difformità nelle indicazioni espresse su molti argomenti dalle strutture periferiche


L'attività consultiva della Corte dei conti per Comuni e Province torna a guardare al centro. Il primo segnale era stato lanciato dieci giorni fa con la manovra d'estate, che ha previsto la possibilità (all'articolo 17, comma 32) per le sezioni riunite della magistratura contabile di adottare «pronunce di orientamento generale» sui temi che dividono i pareri delle sezioni regionali di controllo. Ora a entrare in campo è direttamente la sezione centrale delle Autonomie, che aggiorna (con la delibera 9/2009) gli «indirizzi e criteri generali» per il lavoro dei magistrati sul territorio. Quando si troveranno sul tavolo una questione complessa, suscettibile di risposte non univoche, le sezioni regionali dovranno sospendere il giudizio, rimandando il tutto a una pronuncia da parte della sezione delle Autonomie. Al centro dell'attenzione di entrambi gli interventi c'è una delle attività più di successo negli ultimi anni della Corte dei conti, cioè la consulenza a sindaci e presidenti di provincia in difficoltà con l'interpretazione delle normative contabili. Complice anche l'intricarsi delle regole finanziarie, gli amministratori locali hanno sfruttato a fondo questa opportunità, e i pareri resi dai magistrati contabili locali sono passati dai 22 del 2004 ai 508 dell'anno scorso. Con prese di posizione che a volte hanno fatto discutere, come accaduto recentemente in Lombardia (la sezione di gran lunga più attiva) con i pareri sul trattamento contabile dei proventi da dismissioni o sui dubbi di costituzionalità della norma del Patto di stabilità che blocca i pagamenti nelle casse degli enti. In altri casi, invece, gli stessi quesiti si sono affacciati più volte in diverse sezioni regionali, ottenendo risposte differenti: è il caso, negli ultimi mesi, dei termini di prescrizione per i rimborsi dei canoni di depurazione bocciati dalla Corte costituzionale con la sentenza 335/2008, che hanno diviso le sezioni fra chi ha proposto un termine quinquennale e chi ha allungato il calendario fino a 10 anni. L'atto di indirizzo depositato ora dalla sezione delle Autonomie cerca di prevenire questi problemi, con un meccanismo che però prova a non intaccare la «competenza esclusiva» della sezione regionale. Saranno infatti le corti territoriali a valutare, con «un'istruttoria di adeguata completezza», la possibilità di offrire autonomamente una risposta che garantisca «uniformità di giudizio e ponderazione di tutti gli interessi coinvolti». Quando questo non sarà possibile, le articolazioni regionali si rivolgeranno (tramite i loro presidenti) alla sezione delle Autonomie, che con un proprio «avviso» sostituirà il parere della sezione regionale. Questo potere sostitutivo scadrà entro un «ragionevole termine» (però non precisato) dalla richiesta, e non riguarda le pronunce pendenti. Più "centralista", invece, l'intervento della manovra d'estate. La norma infatti affida al presidente della Corte il compito di impegnare le sezioni riunite per dettare a tutti i magistrati contabili indirizzi omogenei su temi specifici.

 

L'articolo completo di Gianni Trovati pubblicato da il sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.