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Stabilizzazioni senza sconti PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:04
I mini-enti devono centrare i requisiti di virtuosità


É possibile stabilizzare un'unità di personale, assunta con vari contratti a tempo determinato con il profilo di istruttore di vigilanza cat. Cl, e in possesso dei requisiti di servizio previsti dal comma 558 dell'art. 1 della legge 296/2006, tenuto conto che il dipendente è cessato dal servizio per dimissioni e che l'ente ha avuto una cessazione nell'anno 2003 per un posto di cat. Cl e che la spesa di personale per l'anno 2008 risulta inferiore a quella sostenuta per l'anno 2004? Al riguardo si fa presente che la legge n. 133/2008 di conversione del decreto legge n.112/2008 all'art. 76, comma 2, ha sospeso, fino all'emanazione del dpcm di cui al comma 6 del medesimo art. 76, le deroghe previste dal comma 121 dell'art. 3 della legge n.244/2007 ad eccezione dei comuni con un numero massimo di dipendenti a tempo pieno non superiore a dieci. In virtù di tale previsione l'ente, con un numero di dipendenti pari a 3, potrebbe procedere all'applicazione della citata disposizione derogatoria. Una volta verificata la sussistenza dei requisiti previsti da detta normativa (spesa di personale non superiore al parametro obiettivo valido ai fini dell'accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario, ridotto del 15%; rapporto medio dipendenti popolazione non superiore a quello determinato per gli enti in condizioni di dissesto ridotto del 20%) il cui possesso costituisce «condicio sine qua non» per l'attivazione della deroga normativamente prevista l'ente potrà operare, anche procedendo alla stabilizzazione di personale, oltre il limite delle cessazioni intervenute nell'esercizio precedente, come peraltro evidenziato dal ministero dell'economia e delle finanze, fermo restando che la programmazione in aumento delle spese di personale dovrà essere analiticamente motivata e dovrà essere correlata ad incontrovertibili esigenze di natura organizzativa.  Ad ogni buon conto appare opportuno rammentare che nel procedere alla stabilizzazione, che deve avvenire nei limiti dei posti in organico, l'ente dovrà tenere conto di quanto stabilito in sede di programmazione triennale del fabbisogno del personale, avendo cura di riservare, nel triennio di riferimento, almeno il 50% dei posti disponibili nel rispetto del principio costituzionale del prevalente accesso dall'esterno. Naturalmente una volta avviata la procedura di stabilizzazione il soggetto dovrà presentare apposita domanda di partecipazione, tenuto conto che lo stesso risulta attualmente dimissionario. Resta inteso che l'eventuale stabilizzazione di personale comporterà la modifica del profilo in modo tale che vi sia coincidenza tra il profilo posseduto e quello relativo al posto da ricoprire di istruttore amministrativo

 

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