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Incarichi, niente atti alla Corte dei conti PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:05

Gli enti locali non debbono inviare atti e contratti relativi agli incarichi di collaborazione esterna alla Corte dei conti, ai fini del controllo preventivo di legittimità. L'articolo 17, comma 30, del dl 78/2009 ingenera una certa confusione, nel modificare l'articolo 3, comma 1, della legge 20/1994 aggiungendovi le due nuove lettere f-bis) e f-ter). La prima, prevede che occorre sottoporre al controllo della magistratura contabile gli atti e contratti di cui all'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001; la seconda, aggiunge gli ulteriori atti e contratti concernenti studi e consulenze di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Qualche amministrazione locale si sta ponendo, di conseguenza, il problema della necessità di trasmettere alla Corte dei conti i provvedimenti oggetto della novella normativa.

Ma, alla domanda se il dl 78/2009 abbia imposto nuovi adempimenti agli enti locali occorre dare risposta negativa. L'articolo 3, comma 1, della legge 20/1994 è espressamente rivolto a fissare l'elenco tassativo degli atti soggetti al controllo preventivo di legittimità delle amministrazioni periferiche dello stato. Nei confronti degli enti locali, a causa delle riforme dell'ultimo quindicennio, il controllo preventivo di legittimità non è più svolto da organi esterni (prima era di competenza dei comitati regionali di controllo). La Corte dei conti è competente solo a svolgere il controllo successivo sulla gestione, nonché ad effettuare il cosiddetto «controllo collaborativo » finalizzato al rispetto degli equilibri di bilancio in relazione al patto di stabilità interno. Sulla base di questa competenza, le sezioni regionali analizzano i provvedimenti relativi al conferimento degli incarichi di ricerca e consulenza superiori all'importo di 5 mila euro, nonché, ai sensi dell'articolo 3, comma 57, a verificare il contenuto dei regolamenti locali di disciplina degli incarichi. Le sezioni regionali di controllo non provvedono, invece, al controllo preventivo di legittimità.

La valutazione relativa alla legittimità del provvedimento è rimessa integralmente, infatti, alla responsabilità dei dirigenti o responsabili di servizio ed agli strumenti organizzativi di ciascun ente. Semmai, allo scopo di una più attenta analisi della correttezza nell'assegnazione degli incarichi, si pone il problema della necessità o meno dell'intervento, in via preventiva, dei revisori dei conti.

 

 

L'articolo completo di Luigi Oliveri pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.