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Martedì 05 Aprile 2011 09:53

E' scontro

 

 

Scontro sui tagli alle elementari

 

 

Nelle scuole sarde è in atto una vera e propria «decimazione» degli organici, che finirà per trasformare in classi a tempo normale tutte le nuove prime a tempo pieno. Lo denuncia la Cisl scuola, criticando le ultime decisioni della Direzione scolastica regionale per l'anno scolastico 2011-2012. Ma la Giunta replica: «Nessuna riduzione del tempo pieno».
L'APPELLO
Il sindacato, in una nota firmata dal segretario regionale di settore Enrico Frau, lancia un appello generale alla mobilitazione a difesa della qualità del servizio per gli alunni dell'Isola. La Direzione scolastica avrebbe dato mandato agli uffici provinciali, e quindi alle istituzioni scolastiche, di tagliare, già a partire dal settembre prossimo, tutti i posti di «tempo pieno» per le nuove prime classi della scuola Primaria; tutti i posti di «tempo pieno» già attivati nelle scuole negli anni scorsi; i posti di lingua inglese «specialisti», con relativa soppressione anche di quei posti.
 I NUMERI
 Tutte le nuove classi prime a tempo pieno, secondo la Cisl, saranno trasformate in classi a tempo normale. «Questo comporterà un'ulteriore diminuzione di 370 posti sul livello regionale, che si sommeranno ai 630 posti dovuti al salasso del dimensionamento, per un totale quindi di un organico in diminuzione pari a ulteriori 1000 posti in meno in ambito regionale». In particolare, tra tempo pieno e inglese, dovrebbero venire a mancare 100 posti nelle Province di Cagliari e Sassari, 50 in quella di Olbia-Tempio, 30 in quella di Nuoro e altrettanti in quella di Oristano, 20 nel Sulcis e altri 20 in Ogliastra.
Tutto questo, prosegue Frau, «senza che né l'opinione pubblica né le organizzazioni sociali, rappresentative dei lavoratori, siano state informate». La Cisl scuola considera questi fatti una «grave e inaccettabile offesa al diritto all'educazione dei giovani sardi», e sollecita l'impegno della Regione «e di tutte le forze politiche e sociali», perché difendano il diritto dei giovani alla formazione, e «chiama alla mobilitazione tutto il personale della scuola sarda, la società isolana, le forze sociali della Sardegna e le famiglie sarde».
 LA REPLICA
«Non ci sarà alcuna riduzione del tempo pieno nelle prime classi», assicurano però il governatore Ugo Cappellacci e l'assessore regionale alla Pubblica istruzione, Sergio Milia: «Abbiamo avuto ampie rassicurazioni dal ministro Gelmini, che ha parlato personalmente con Cappellacci». Al ministro, aggiunge Milia, è stata chiesta una riunione urgente per definire un'intesa che salvaguardi il tempo pieno: «Nulla sarà toccato e nulla ci faremo togliere senza reagire».
L'Unione Sarda del 5 Aprile 2011