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Il sindaco deve cedere l'incasso da autovelox alle province PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:10

Dopo anni di battaglie a suon di carte bollate, per i comuni dall'autovelox facile arriva lo scacco matto. In tre mosse. A decretarlo sono le norme in arrivo con il decreto legge sulla sicurezza stradale che vuole scrivere la parola fine all'uso delle fotografie in strada come turbo per i bilanci invece che per la sicurezza. Il colpo mortale per i sindaci che mettono gli automobilisti in cima al bilancio arriva dall'articolo 15 del testo votato martedì alla Camera, che chiude i rubinetti attivati da molti sulle strade extraurbane.

Gli introiti delle multe, infatti, cambiano destinatario, e non seguiranno più il titolare dell'apparecchio di rilevazione ma il proprietario della strada. Sulla norma il braccio di ferro fra enti locali e governo è in atto da mesi, ma il risultato finale è forse il peggiore possibile per l'economia stradale dei comuni. Inizialmente, infatti, il progetto era di escludere gli autovelox della polizia locale dalle «autostrade e sulle strade extraurbane principali», in uno scenario che poteva lasciare margini anche ampi nell'individuazione di quali strade fossero «principali» e quali no. Le polizie municipali, però, hanno contrastato con orgoglio questa "discriminazione" che ne avrebbe sancito uno status di serie B, ma il mezzo alternativo trovato dal legislatore per farle rientrare nei ranghi delle strade urbane è stato ancora più drastico. Quando la riforma diventerà legge, infatti, gli ex vigili urbani potranno continuare a controllare le strade extracomunali, ma i sindaci (che riceveranno solo un rimborso per «le spese di accertamento») non avranno alcun incentivo economico a inviarli.

La novità segna la parola fine soprattutto sui mega-incassi dei minicomuni, ma nel testo approvato mercoledì alla Camera ce n'è per tutti. La Camera, infatti, ha deciso di intervenire al cuore della gestione degli autovelox, imponendo agli enti locali di utilizzare solo strumenti di proprietà o in leasing. Cade definitivamente, quindi, il meccanismo che in perfetta comunanza di interessi apriva le porte a un business incrociato fra comuni e privati, permettendo ai sindaci di noleggiare autovelox e apparecchi per infrazioni semaforiche e ripagare il noleggio con una quota degli introiti da multe.

 

L'articolo completo di Giovanni Trovati pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area ufficio Stampa