Home Ultime Inchiesta sulla Saras
Inchiesta sulla Saras PDF Stampa
Mercoledì 13 Aprile 2011 09:12

e sull'incidente

 

 

Parte da una bonifica mancata

 

 

La Saras non avrebbe ripulito l’impianto prima dell’intervento degli operai siciliani

CAGLIARI. L’impianto Dea non era stato bonificato: quando gli operai della Star Service hanno aperto il passo d’uomo per entrare nella colonna sono stati investiti da un micidiale getto di idrogeno solforato, un gas che non doveva esserci perchè non era compito della ditta catanese, ma della Saras ripulire la struttura.
È questa la prima conclusione cui è arrivato il sostituto procuratore Emanuele Secci, cui il procuratore capo Mauro Mura ha affidato l’inchiesta giudiziaria per omicidio colposo e lesioni gravi colpose legata alla morte di Pierpaolo Pulvirenti.
Il magistrato - lo stesso che ha istruito insieme alla collega Chiara Maria Manganiello il processo per la morte dei tre metalmeccanici, avvenuta il 26 maggio di due anni fa alla raffineria di Sarroch - ha compiuto un sopralluogo insieme al medico legale Roberto Demontis e al consulente per la sicurezza Salvatore Gianino, entrambi già impegnati nel procedimento nato dai morti del 2009. Messa sotto sequestro l’area dell’impianto e acquisiti tutti i documenti in qualche modo legati all’incidente, Secci ha sentito alcuni testimoni: per ora solo compagni di lavoro. Nessun incontro con i dirigenti Saras e per adesso nessuna iscrizione al registro degli indagati. L’autopsia sul corpo di Pulvirenti coi test tossicologici sarà eseguita domani per dare il tempo alla famiglia di nominare un legale e un consulente di parte.
L’esito non dovrebbe discostarsi dalle prime ipotesi: è certo che l’operaio siciliano ha inalato una quantità importante della sostanza tossica uscita dall’impianto, mentre il compagno Gabriele Serrano l’ha scampata perchè si trovava più lontano e leggermente defilato rispetto al getto di idrogeno solforato. L’autopsia dovrà comunque confermare ufficialmente se sia stata quella sostanza a uccidere l’operaio e non la caduta nel pianerottolo sottostante.
Altri accertamenti in corso riguardano la procedura seguita nell’intervento, quanti fossero gli operai della Star Service impegnati e la questione dei permessi di lavorazione, che ha avuto un peso notevole nel procedimento seguito alla tragedia del 2009: a quanto sembra - ma la Procura non ha ancora la certezza - i permessi c’erano e il protocollo sarebbe stato rispettato.
Come dire che gli operai erano certi di poter aprire in condizioni di sicurezza il passo d’uomo per avviare l’intervento di manutenzione sui filtri. Restano però molti punti interrogativi sul perchè l’impianto non sia stato bonificato e la Procura dovrà accertare se la circostanza sia la conseguenza di scelte negligenti.
Il perito Gianino ha esaminato nei minimi dettagli la scena dell’incidente per verificare se siano state rispettate a puntino le norme che regolano la sicurezza negli impianti industriali. Se le sue conclusioni dopo la tragedia del 2009 erano state negative per la Saras, non è detto che questa volta vengano riscontrate le stesse carenze. Per quanto, al primo sopralluogo, niente abbia spiegato il perchè di quella sacca di gas rimasta nel Dea.
La Nuova Sardegna del 13 Aprile 2011.