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Sarroch: manutenzioni e proteste PDF Stampa
Mercoledì 13 Aprile 2011 09:15

alla Saras

 

Politica: I sindacati: sospendere i permessi per le manutenzioni

 

 

Ieri protesta silenziosa davanti ai cancelli della fabbrica, oggi sciopero con assemblea
 
 
SARROCH. È arrivata alle prime ore del mattino la notizia della morte del giovane tecnico siciliano. La rabbia e lo sdegno dei mille operai del primo turno non hanno tardato a manifestarsi con uno sciopero.
E oggi si replica con la grande assemblea indetta dai sindacati di categoria. Alle 7.30 i lavoratori si sono uniti in una protesta silenziosa davanti ai cancelli blu dello stabilimento.
«Siamo incazzati, amareggiati e offesi per il comportamento della Saras, perché ci risulta che un gruppo di lavoratori dotati di strumenti appositi ha segnalato per tempo la presenza di H2S negli impianti - ha affermato Mariano Carboni, segretario regionale Fiom Sardegna -.
Ma ai manutentori è stato detto che era tutto a posto. A distanza di due ore gli operai sono andati ad aprire il passo d’uomo e sono stati respinti dalla fuoriuscita di idrogeno solforato. È inconcepibile perdere la vita così: stiamo parlando di quattro morti in due anni. Pretendiamo la sicurezza degli impianti, e investimenti a tutela della vita umana». Era la rabbia a dettare le parole di Carboni in attesa dell’incontro in Confindustria con i segretari generali di categoria e confederali e con la Saras fissato per ieri pomeriggio.
Al termine del quale le segreterie provinciali di categoria hanno deciso che «i lavoratori dell’area industriale di Sarroch si riuniranno in assemblea-sciopero per l’intera giornata lavorativa» di oggi. La richiesta alla Saras è di convocare un tavolo tecnico per istituire una commissione paritetica e, soprattutto, per discutere della «sospensione e verifica di tutti i permessi di lavoro inerenti le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria».
Davanti ai cancelli, per l’intera giornata di ieri, sono stati deposti mazzi di fiori. Una lunga processione a cui hanno preso parte i lavoratori, il sindaco di Sarroch, Mauro Cois, e molti cittadini sconvolti.
«Ora attendiamo di conoscere le dinamiche dell’incidente, anche se ci chiediamo come sia possibile trovarsi per l’ennesima volta di fronte ad una tragedia simile. È chiaro che si tratta di un sistema che non funziona - ha detto Marco Angioni, sindacalista dei metalmeccanici Cisl Cagliari -. Se prima di far entrare i lavoratori avessero fatto maggiori controlli, le tragedie di questi anni non sarebbero avvenute.
Chi è intervenuto aveva l’autorizzazione per farlo». Tra la folla intanto c’era chi vociferava di turni massacranti di dodici ore, di occhi puntati sempre addosso, della paura di perdere il posto di lavoro.
 
La Nuova Sardegna del 13.04.2011