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Sui tagli agli enti inutili non si tratta PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:11
Ma dopo il Codice autonomie via alla riduzione dei parlamentari


Non finirà a tarallucci e vino come molte riforme italiane rimaste tali solo sulla carta e naufragate in parlamento per l'ostruzionismo delle lobby di turno. I tagli ai costi della politica locale e agli «enti inutili» (difensori civici, comunità montane, circoscrizioni, enti parco, bacini imbriferi, consorzi di bonifica e via dicendo), che costituiscono il «cuore» del Codice delle autonomie approvato dal consiglio dei ministri, «non saranno oggetto di trattativa quando il ddl arriverà in parlamento».

Parola di Mario Valducci, Presidente della commissione trasporti della camera e primo firmatario di una proposta di legge per l'eliminazione degli enti inutili che ha costituito un po' il canovaccio del ddl Calderoli.

A ItaliaOggi Valducci, che è anche responsabile vicario enti locali del Pdl, promette una stagione di riforme che non farà sconti a nessuno, parlamentari compresi. E non potrebbe essere diversamente, perché «non si può predicare bene e razzolare male», chiedere sacrifici agli altri livelli di governo e rispedire al mittente ogni tentativo di ridurre il numero degli scranni in parlamento. Ma anche le associazioni delle autonomie dovranno fare la loro parte, sperimentando, perché no, forme federative da cui non potranno che scaturire risparmi.

Domanda. Presidente, il ddl Calderoli ha superato indenne lo scoglio del primo esame in cdm. Ma siamo solo all'inizio e alle porte ci sono prove molto dure come il passaggio in Unificata e, dopo il varo definitivo di palazzo Chigi, l'approdo in parlamento. E intanto crescono le polemiche per la mannaia che si abbatterà sul sistema di governance locale. Crede che alla fine riuscirete a portare in porto il testo nel suo spirito originario o verrà fuori la solita riforma edulcorata?

Risposta. L'approvazione del testo in consiglio dei ministri è un risultato incredibile. Abbiamo lavorato tantissimo come maggioranza e come gruppo del Pdl per arrivare a una riforma che segni davvero un cambiamento radicale nell'ordinamento delle autonomie. Certo, si tratta di un testo aperto, migliorabile in parlamento grazie al contributo delle opposizioni, sull'esempio di quanto accaduto con il federalismo fiscale. Ma su alcuni punti cardine non faremo sconti, altrimenti verrebbe meno tutto lo spirito della riforma.

 

 

L'articolo completo di Francesco Cerisano pubblicato da ItaliaOggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.