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Poveri poveri, neanche una legge PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:12

LE CARENZE/A differenza dei principali paesi dell'Unione europea, l'Italia non ha ancora varato provvedimenti per asili nido, indigenti e anziani


La decisione del governo Berlusconi di non introdurre un sistema compiuto di ammortizzatori sociali è coerente con la recente storia italiana. Dal 1996 - anno di avvio della seconda repubblica, con l'elezione di Prodi - si discute sulla necessità di costruire un nuovo welfare, adatto alle mutate esigenze della popolazione, senza risultati tangibili. Quest'ultima delusione si aggiunge alle mancate riforme per sviluppare l'assistenza agli anziani non autosufficienti, gli asili nido e gli interventi rivolti ai poveri. L'esito negativo dipende dall'élite politica nazionale. I settori menzionati vedono in varia misura il coinvolgimento di regioni ed enti locali ma avrebbero avuto bisogno di uno sforzo dello stato, che vi dedica storicamente scarse risorse ed esigua progettualità.

L'amministrazione centrale avrebbe dovuto riordinare il coacervo di interventi esistenti – contemporaneamente irrazionali e inadeguati - e potenziarli, così da definire un insieme di regole e di diritti valido per tutto il paese; allo stesso tempo avrebbe dovuto alimentare lo sviluppo con il graduale incremento dei propri fondi. In tutti gli ambiti la logica delle azioni che sarebbero state necessarie è la medesima, realizzata nel resto del continente. Gli esecutivi di centro-sinistra hanno attivato più risorse ed elaborazioni ma l'assenza di riforme accomuna gli schieramenti. Perché siamo arrivati qui? Recentemente il governo Berlusconi ha sostenuto che durante le crisi è meglio evitare le riforme, ma negli altri paesi sono introdotte prevalentemente proprio in queste fasi poiché il clima è adatto a superare l'assenza di sostegno che abitualmente le blocca. Negli anni il principale argomento portato è stata la supposta impossibilità di trovare gli stanziamenti necessari. Nel periodo considerato,però, sono state reperite le risorse per una varietà di interventi ed è dimostrato che se si fossero volute realizzare le riforme, con i finanziamenti pubblici disponibili, si sarebbe potuto.

 

 

L'articolo completo di Cristiano Gori pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.