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Venerdì 15 Aprile 2011 07:20

Primi risultati

 

 

Il quadro emerso dall'autopsia sul corpo di Pierpaolo Pulvirenti, l'operaio di 23 anni di Catania, morto dopo l'incidente alla Saras, sarebbe compatibile con un'asfissia causata dall'ossido di zolfo, ma per averne la certezza bisognerà aspettare gli esami tossicologici. Intanto da ieri un altro nome si è aggiunto nel registro degli indagati.

 

 

Oltre al direttore della raffineria della Saras di Sarroch (difeso dagli avvocati Francesco Onnis e Alfredo Diana) e Innocenzo Condorelli, direttore tecnico della siciliana Star Service (difeso dall'avvocato Guido Manca Bitti), anche la legale rappresentante della Star Service Adriana Apollonia Zapalà (anche lei tutelata dall'avvocato Manca Bitti). Dovranno rispondere tutti di omicidio colposo. È questa infatti l'ipotesi di reato del pubblico ministero. Fascicolo chiuso? Non è detto. Già nelle prossime ore nel fascicolo aperto da Emanuele Secci potrebbero finire anche altri nomi.

 

 

L'AUTOPSIA - Il medico legale Roberto Demontis, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica Emanuele Secci, ha completato l'esame necroscopico prelevando anche alcuni tessuti che ora saranno analizzati in laboratorio. Erano presenti anche due consulenti nominati dalla famiglia della vittima e dalla Saras. Potranno servire settimane per completare gli esami tossicologici e consegnare la perizia alla Procura.

 

 

L'Unione Sarda, 15 Aprile 2011.