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REGIONE SARDEGNA: LA GIUNTA APPROVA IL DISEGNO DI LEGGE SUL PIANO CASA PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:14

La Giunta Regionale con deliberazione n. 33/5 del 17 luglio 2009 ha approvato il Disegno di legge recante “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo” .

 

Il disegno di legge si articola in tre titoli, il primo relativo alle disposizioni straordinarie per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente che disciplina l’applicazione ponderata e graduale degli incrementi volumetrici in relazione alle valenze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e culturali che il territorio sardo esprime, privilegiando gli interventi di sostituzione del patrimonio edilizio di modesta qualità architettonica e tecnologica.

Il secondo relativo alle disposizioni in materia di pianificazione paesaggistica, il quale risponde sostanzialmente alle pressanti richieste di modifica del PPR, sollecitate dagli Enti Locali durante le conferenze territoriali e disciplina le norme considerate indifferibili al fine di consentire la gestione effettiva dello strumento regionale di pianificazione paesaggistica, nelle more di una sua organica revisione.

Il terzo riguarda le relative norme finali, finanziarie e di entrata in vigore della legge.

All’articolo 1 si enunciano le finalità della legge, la quale mira a promuovere il sostegno dell’economia attraverso il rilancio del settore edilizio e a favorire la riqualificazione ed il miglioramento del patrimonio edilizio esistente nella Regione evitando ulteriore consumo del territorio.

L’articolo 2 detta la disciplina relativa agli incrementi volumetrici per gli edifici ad uso residenziale distinguendo tra le tipologie edilizie uni-plurifamiliari, pluripiano e a schiera, ponderando i singoli ampliamenti in relazione alle caratteristiche delle differenti zone urbanistiche e alla loro rilevanza paesaggistica. Ulteriore possibilità di incremento viene attribuita per incentivare il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici ovvero per l’adeguamento degli stessi ai parametri dettati dal D.Lgs. n. 192/2005.

L’articolo 3 regolamenta gli incrementi volumetrici sugli immobili destinati ad usi agrosilvopastorali al fine di consentire un maggior sviluppo in un settore di notevole rilevanza nell’economia sarda, qual è quello agricolo, riservando in ogni caso particolare attenzione al miglioramento della qualità architettonica dei fabbricati e al contesto paesaggistico.

L’articolo 4 detta una disciplina specifica per il patrimonio edilizio turistico-ricettivo al fine di consentire la ripresa di tale settore, di vitale importanza per l’economia della Sardegna. Si prevede la facoltà di apportare incrementi volumetrici graduandoli in relazione alla distanza dalla costa ed indirizzandoli al miglioramento della qualità architettonica e dei servizi funzionali alla attività ricettiva, senza aumento di posti letto nella fascia dei 300 metri dal mare e curando in specie l’inserimento nel contesto paesaggio-ambiente.

L’articolo 5 contiene norme finalizzate al rinnovamento del patrimonio edilizio residenziale, turistico-ricettivo e produttivo, mediante interventi di sostituzione edilizia degli immobili esistenti affinché sia incentivato il loro adeguamento a standard di elevata qualità architettonica e di efficienza energetica; in questa logica si sono anche identificati interventi volti ad eliminare le criticità presenti negli edifici incoerenti rispetto al contesto architettonico ed urbanistico, con particolare riferimento alla possibilità di eliminare l’edificato nelle aree più prossime al mare (fascia dei 300 metri). Sono stati introdotti anche meccanismi di premialità collegati al miglioramento complessivo dell’apparato urbano anche con eventuale acquisizione gratuita al patrimonio pubblico di aree da destinare a finalità pubbliche.

Nell’articolo 6 sono previsti incrementi volumetrici per il recupero e la ristrutturazione di edifici destinati ad attività istituzionali o comunque pubbliche, al fine di agevolare la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico attualmente non in uso per effettive carenze funzionali e strutturali. Viene sempre assicurata la tutela integrale della fascia più prossima alla costa.

L’articolo 7 istituisce la Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica al fine di fornire all’Amministrazione un supporto tecnico-scientifico in materia di tutela del contesto ambientale e quale organo di garanzia in relazione ad interventi da realizzare in zone di particolare valore paesaggistico del territorio regionale.

L’articolo 8 detta le condizioni di ammissibilità riferite sia agli interventi di incremento che a quelli di sostituzione del patrimonio edilizio. Tutti gli interventi previsti non possono essere realizzati su immobili privi di titolo abilitativo o su quelli di interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico vincolati ai sensi della parte II del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42. Sono ammesse le modifiche di destinazione d’uso esclusivamente ove il mutamento sia compatibile con le previsioni degli strumenti urbanistici comunali.

Nell’articolo 9 è prevista la misura degli oneri concessori in modo da favorire, rispetto alla pluralità degli interventi ammissibili, quelli riferiti alla prima abitazione. Sono invece stabiliti oneri aggiuntivi per gli interventi di incremento o demolizione con ricostruzione non riconducibili alla prima abitazione; ciò anche per consentire alle amministrazioni comunali di poter migliorare il sistema urbano. Infine, il costo di costruzione complessivo è aumentato qualora non venga rispettato il termine di ultimazione dei lavori previsto dal disegno di legge.

L’articolo 10 introduce le norme sulla semplificazione delle procedure amministrative in materia edilizia prevedendo per una serie di interventi che non comportano aumento di volume la semplice comunicazione alla amministrazione comunale. Per gli interventi di ampliamento è invece prevista la denuncia di inizio attività (D.I.A.), fatta eccezione per quelli ricadenti nella fascia dei 300 metri dalla costa che necessitano di apposita concessione. Quest’ultimo titolo è inoltre necessario per gli interventi di demolizione e ricostruzione.

Considerato il carattere straordinario ed urgente delle disposizioni del presente disegno di legge, è stato introdotto un limite temporale riferito sia alla possibilità di usufruire dei benefici previsti, sia alla realizzazione compiuta delle opere. Detta strategia mira a potenziare l’efficacia delle disposizioni, finalizzate al riavvio di processi di sviluppo in un momento storico di notevole crisi economica.

L’articolo 11, in apertura del Titolo II, disciplina le modalità di aggiornamento e revisione del piano paesaggistico prevedendo che la Giunta regionale possa procedere, con periodicità biennale, alla suddetta revisione mediante deliberazione da pubblicarsi sul BURAS e sul sito istituzionale, affinché sia garantita la partecipazione al procedimento di chi vi abbia interesse. Sul provvedimento esprime il proprio parere la commissione consiliare competente, prima che la Giunta deliberi in via definitiva.

L’articolo 12 disciplina la procedura di correzione, anche a seguito di motivata proposta dei Comuni, degli elementi descrittivi e cartografici relativi alle componenti di paesaggio, ai beni paesaggistici ed ai beni identitari individuati dal Piano Paesaggistico Regionale, per soddisfare le esigenze manifestate dagli enti locali in ordine alla rettifica di errori e discrasie riscontrati nei documenti di piano rispetto alla effettiva realtà del loro territorio.

Nell’articolo 13 è disciplinata la procedura da seguire per la realizzazione di interventi e programmi di elevata qualità paesaggistica e di valenza strategica per lo sviluppo nel caso in cui gli strumenti urbanistici non siano ancora adeguati al Piano paesaggistico regionale, purché siano interventi coerenti con gli indirizzi e le previsioni della pianificazione paesaggistica. In tali programmi rientrano quelli finalizzati alla realizzazione di parchi costieri botanici ed ecologici ad elevata valenza scientifica e culturale. La procedura prevista è quella dettata per la conferenza di servizi di cui alla legge n. 241/1990 che, in applicazione dei principi di trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa e nell’ottica della leale collaborazione tra Enti, facilita la rapida conclusione dell’iter tecnico-amministrativo relativo ai programmi suddetti.

L’articolo 14 regolamenta gli interventi ammissibili nella fase di adeguamento degli strumenti urbanistici al Piano Paesaggistico Regionale per tutti i Comuni ricompresi negli ambiti di paesaggio individuati dal piano stesso, distinguendo a seconda della zona urbanistica in cui ricade l’intervento e a seconda che l’ente locale sia o meno provvisto di piano urbanistico comunale. La disposizione disciplina altresì gli interventi di riqualificazione, sotto il profilo architettonico-edilizio e paesaggistico-ambientale, degli insediamenti esistenti e delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive, agricole e produttive, nonché gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo nonché quelli di ristrutturazione.

L’articolo 15 interviene a modificare le disposizioni della legge regionale n. 13 del 2008 aggiungendo all’articolo 1 il comma 2-bis, con il quale si disciplinano gli interventi di trasformazione del territorio compreso nella fascia di rispetto dei cento metri dei beni paesaggistici ed identitari, prima di procedere ad una nuova delimitazione della stessa che tenga conto dei dati reali del contesto territoriale. Tali interventi sono in ogni caso subordinati ad autorizzazione paesaggistica, ai sensi dell’art. 146 e ss. del D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42.

La disposizione, inoltre, sostituisce l’articolo 2 della legge regionale citata, consentendo ai Comuni di verificare la coerenza dei propri Piani particolareggiati con le disposizioni del Piano paesaggistico regionale e di procedere all’attuazione degli stessi per le parti coerenti. Con l’inserimento del nuovo articolo 2-bis viene invece prevista la possibilità per i Comuni di avviare l’intesa con la Regione al fine della riperimetrazione del centro di antica e prima formazione, nella fase precedente all’adeguamento dei rispettivi piani urbanistici ai Piani Paesaggistici Regionali. In tal modo vengono salvaguardate le prerogative di partecipazione attiva alle scelte di pianificazione paesaggistica relative al proprio territorio costituzionalmente riconosciute agli enti locali.

L’articolo 16 prevede le norme di copertura finanziaria relativa all’attivazione e alla gestione delle attività e degli strumenti finalizzati al monitoraggio delle trasformazioni urbanistiche ed edilizie del territorio, nonché al funzionamento della Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica.

L’articolo 17 stabilisce che la legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna, in considerazione del carattere di urgenza della stessa.

E' possibile scaricare la delibera e i documenti allegati al seguente link: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20090716192749.pdf