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Portovesme srl, parte il rilancio: PDF Stampa
Martedì 19 Aprile 2011 11:17

Economia

 

 

Ma non sono ancora arrivati i 20 milioni dell’accordo di programma

 

 

PORTOVESME. Cancelli sbarrati all’Enel per lo sciopero dei lavoratori delle imprese di appalto.

 

L’ingresso della Ila che continua ad essere transennato in attesa dell’acquisto dello stabilimento di laminati in alluminio da parte di qualche imprenditore. E poi l’attesa all’Eurallumina (anche se è stato levato il presidio alla Regione) mentre alla Portovesme srl si attendono gli investimenti per l’ampliamento del reparto elettrolitico.

È la fotografia del pianeta industriale del polo di Portovesme.

 

 

La parte positiva della complessa fase industriale è senza dubbio tutto ciò che riguarda la Portovesme srl, che nei giorni scorsi ha cominciato a sottoscrivere i contratti per l’ampliamento del reparto elettrolitico.
L’azienda del gruppo Glencore, nonostante quasi tutti i punti dell’accordo con il Cipe e quindi con il ministero dello sviluppo economico non siano stati raggiunti, sta macinando strada per raggiungere gli obiettivi che sono stati prefissati. Ma non tutto va liscio come l’olio.
In pratica c’è un punto interrogativo sugli investimenti perchè non è stato ancora pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale, quella parte dell’accordo di programma che consente alla Portovesme srl di incassare 20 milioni di euro. Si gioca quindi sulla fiducia e si va avanti.
Si è fermata, invece, ieri mattina, l’armata dei lavoratori delle imprese di appalto che operano nel cantiere Enel della termocentrale Graziaa Deledda.
Centinaia di operai hanno incrociato le braccia per protesta contro la mancata assunzione di due operai che reclamavano il diritto ad avere il posto di lavoro a tempo indeterminato. Una controversia sindacale non andata a buon fine ha fatto fermare, davanti ai cancelli, l’esercito dei giornalieri. Per il sindacato i requisiti dei due operai meritano l’assunzione a tempo determinato mentre l’imprenditore è di parere diverso.
Questa volta protestano i datori di lavoro contro uno sciopero che poteva e doveva essere evitato.
 
 
«Le condizioni in cui versano le imprese - hanno detto alcuni imprenditori - dovrebbero suggerire al sindacato di evitare azioni di forza. Il momento è critico ed occorre meditare prima di suggerire ai lavoratori di incrociare le braccia». Per l’Eurallumina è invece arrivato il tempo delle riflessioni ma anche dell’attesa.
Chi deve dare risposte a questo punto è la Rusal, che dopo il passo del Governo sulla forniture di energia a prezzo agevolato, deve lanciare segnali illuminanti per la riapertura dello stabilimento.
 
 
«Non si devono attendere diciotto lunghi mesi - avvertono Mario Cro (Uil) Franco Carta (Cgil) e Fabio Enne (Cisl) - per capire che Rusal ha intenzioni serie. Siamo vigili attenti agli sviluppi di questa vertenza».
Intanto sono state levate le tende che per venti giorni avevano ospitato le tute verdi sotto i portci del palazzo del Consiglio regionale.
La Nuova Sardegna del 19 Aprile 2011
Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 12:11